
Saad Hariri, figlio di Rafiq, con il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah (foto: LaPresse)
Ricordate l’omicidio di Rafiq Hariri? L’ex primo ministro libanese, padre dell’attuale premier Saad Hariri, era stato assassinato nel 2005 da un’autobomba.
L’Onu aveva aperto immediatamente un’inchiesta. In un primo momento i sospetti erano caduti sulla Siria. Hariri infatti era uno dei leader carismatici del blocco anti-siriano, in un Paese in cui i rapporti con Damasco rappresentano una delle discriminanti principali nell’arena politica: da un lato il blocco filo-siriano, di cui fa parte anche il partito-milizia Hezbollah, dall’altro il blocco Hariri, detto anche del 14 Marzo, composto da tutte quelle forze che si oppongono allo strapotere di Damasco e alla presenza delle truppe siriane sul suolo libanese.
Poi però l’inchiesta si era arenata Forse ma qui siamo nel campo delle congetture, perché sarebbe stato troppo pericoloso destabilizzare il regime di Damasco.
Lo scorso novembre il giovane premier Saad Hariri aveva anche accettato di formare un governo di unità nazionale insieme a Hezbollah…
Adesso lo stesso leader di Hezbollah, lo sceicco Hassan Nasrallah, ha ammesso che alcuni membri del suo partito figurano tra gli indagati per l’omicidio Hariri. Nasrallah ha anche accusato il tribunale Onu di agire seguendo “motivazioni politiche”.
Ora, vale sempre il principio di presunta innocenza. Ma se Hezbollah dovesse risultare coinvolto… Diciamo che la cosa non mi stupirebbe molto.
Piuttosto, la domanda è un’altra: gli inquirenti avranno il coraggio di andare fino in fondo? E fare giustizia sul caso Hariri anche se questo significa destabilizzare i precari equilibri del Libano?
- Venerdì 23 Luglio 2010

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Commenti
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Il 23 Luglio 2010 alle 15:33 indigesto ha scritto:
Gentile Dottoressa, ma la morte di Hariri non fu dovuta ad una caduta dalle scale? Cordiali saluti.
Il 24 Luglio 2010 alle 2:08 e.fumagalli ha scritto:
Gentile Anna M. è la stessa cosa di tutti gli eventi sensazionali anche nei “grandi” paesi liberi veda Warren su JFK, Ustica, Pearl Harbor, P2, 11 settembre, Mani pulite. Mi è sfuggito. Ero a Bogotà quando un fax mi annunciò la scesa in campo di un personaggio che si da improvvisamente alla politica e capii. Ne parlai con parecchi, anche molto più esperti di me, io conoscevo solo alcuni fatti in certi comportamenti, mi davano del visionario. Ora stanno sorgendo dubbi, forse non ero io il visionario e la mia folle idea (non sono il solo) sta prendendo corpo. Buona la sua idea ma non ci conti.
Una domanda per curiosità, è cosi gentile da spiegare a me e ai lettori, per quale ragione tiene la rubrica nel blog. Da sue colleghe e colleghi per ora ho avuto una sola conferma: “Me ne frego” se mi risponde lei saranno due.Ha il mio indirizzo se non vuole pubblicarlo, le garantisco riservatezza. Un giornalista ha risposto con i fatti, merita stima, si chiama Paolo Manzo. Grazie.
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