- Tags: Chávez, Colombia, Farc, Venezuela
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(Credits: Epa/Miguel Angulo)
E’ piena crisi tra Venezuela e Colombia. Il presidente Hugo Chavez ha rotto le relazioni diplomatiche con Bogotà per la “gravità” delle accuse contro Caracas. La Colombia sostiene che Caracas ospiti cinque leader della guerriglia di estrema sinistra delle Farc e dell’Eln.
Il presidente uscente della Colombia, Alvaro Uribe, che ad agosto lascerà l’incarico, la settimana scorsa aveva detto di avere la prova che quattro leader delle Farc e uno dell’Eln si trovano in Venezuela.
Caracas ha definito la denuncia della Colombia “evidentemente falsa e maliziosa” e ha respinto la proposta di Bogotà di inviare una commissione internazionale per verificare la situazione.
Nella riunione del consiglio permanente dell’Organizzazione degli Stati americani (Oea) a Washington, dopo aver ascoltato per due ore le denunce del collega colombiano Luis Alfonso Hoyos, l’ambasciatore Roy Chaderton ha commentato che si creerà all’Oea un “precente curioso” di interferenza negli affari interni del Paese se si permetterà alla commissione di visitare il Venezuela senza il consenso di Caracas. Il diplomatico ha definito “circolo mediatico” e “montatura” la denuncia, assicurando che “non c’è una prova” che la supporti. (AGI)
- Venerdì 23 Luglio 2010

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Commenti
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Il 23 Luglio 2010 alle 11:20 e.fumagalli ha scritto:
Ci sono invece prove evidenti da anni, che con diserbanti per distruggere pochi campi di coca, che non è in Colombia che si produce, mantre vanno distrutte coltivavioni nei villaggi affamando le popolazioni costrette a trasferirsi in centri maggiori e popopolare baraccopoli in completa miseria che genera delinquenza. Il tutto con l’aiuto massiggio degli USA. Non sono crimini contro l’umanità? .Chi compie stragi tra i campesinos, non sono i guerriglieri, è da sciocchi eliminare chi ti fornisce generi alimentari, sono squadre di paramilitari addestrati e guidatri da istruttori USA. Assurdo 8 basi militari USA in Colombia, quando il maggior traffico di droga avviene in Messico, Le interferenze USA sono sempre lecite, gli altri devono subire. Quando si finirà con questa ipocrisia? Per quale motivo, da decenni, trattano per un accordo che sarebbe solo di permettere al partito comunistra di essere dichiarato costituzionele, avviene in tutti gli altri paesi sud americani e in Colombia no? Gli USA non vogliono. Solo la Colombia e l’Honduras sono ancora sotto dominio USA e c’è da sperare che termini presto chi se n’è liberato sta progredendo.
Il 23 Luglio 2010 alle 12:45 p.a.d ha scritto:
“Assurdo 8 basi militari USA in Colombia, quando il maggior traffico di droga avviene in Messico”…
Non è assurdo. La Colombia è un punto critico di “passaggio”.
La coca non arriva in Messico dai Grandi Laghi o dall’Alaska!
I campesinos non “forniscono” generi alimentari ai guerriglieri!!!
I guerriglieri, i generi alimentari, li estorcono ai campesinos non prima di aver stuprato, ucciso e torturato se ci si oppone a tale ingiustizia! Così come gli estorcono, pena una palla di piombo in mezzo agli occhi o la gola tagliata, perino quei pochi medicinali di primo soccorso che faticosamente e sempre più raramente gli arrivano tramite volontariato che giudicare “temerario” è un eufemismo.
L’unica ipocrisia che dovrebbe cessare è la sua, Fumagalli.
Nel senso che sarebbe ora che la gettasse nel cesso e aprisse un po’ quegli occhiolini atrofizzati dalle sue letture partigiane.
Ma è vero che in Colombia la coca proviene in maggior parte dalla Bolivia del cocalero Evo Morales. Questo sì.
La coca colombiana, per la sua vicinanza al mare, pare sia di qualità decisamente superiore. Ma la produzione in rapporto alla “richiesta” del mercato sarebbe insufficiente e il “massiGGio” controllo degli USA sconsiglia tali “coltivaVioni”.
Il Messico è un po’ più lontano della Colombia dal Venezuela… Forse Chavez non vuole dividere la succosa torta con troppi partners.
La Bolivia è una base più che solida e sufficiente. La producono tutta la’, ormai! ;)
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