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Bp, il Nemico Numero Uno lascia: Tony Hayward rassegna le dimissioni

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  • Tags: Barack Obama, BP, Golfo del Messico, marea nera, obamamania, petrolio, Stati Uniti, tony hayward
  • 3 commenti
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.
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Tony Hayward si è dovuto arrendere dopo essere stato travolto dalle polemiche (Credits : LaPresse)

Tony Hayward si è dovuto arrendere dopo essere stato travolto dalle polemiche (Credits: LaPresse)

Lascia, l’uomo che guardava passare le barche alle regate di lusso all’isola di Wight dopo aver “mollato”dall’altra parte dell’Oceano una nazione a combattere contro la Marea Nera, la macchia di petrolio che lui stesso aveva contribuito a creare.

Se ne va, l’uomo che Barack Obama avrebbe licenziato senza pensarci due volte (se fosse stato un membro del suo staff) perché lo considera un irresponsabile.

Si dimette il manager che ha fatto arrabbiare, indignare l’America con le sue gaffes, la sua scarsa sensibilità nei confronti delle vittime del più grave disastro ambientale della storia degli Stati Uniti, provocato dalla compagnia che guidava: la Bp.

Entro una manciata di ore, Tony Hayward, 53 anni e da 28 membro della grande famiglia della British Petroleum, sarà l’ex Chief Executive del colosso petrolifero britannico. Al suo posto dovrebbe andare un americano: Bob Dudley, l’uomo che sta coordinando le operazioni “sul terreno” nel Golfo del Messico.

Le dimissioni di Hayward erano nell’aria da settimane e la sua figura al centro delle critiche per la gestione dell’affaire Deepwater Horizon; per i ritardi, le responsabilità, le colpe nell’affrontare il disastro della piattaforma esplosa il 20 aprile scorso.

Per la scarsa trasparenza, le omissioni, la mancanza di collaborazione con le autorità governative americane. Per la quasi arroganza mostrata da questo geologo con laurea all’Università di Birmingham nel gestire la tragedia di fronte al pubblico americano che, infatti, l’ha subito ripagato con la moneta più sprezzante: l’ha eletto (neanche tanto simbolicamente) Nemico Pubblico Numero Uno degli Stati Uniti.

Tony Hayward e Bob Dudley al termine di un incontro alla Casa Bianca con Barack Obama (Credits : LaPresse)

Tony Hayward e Bob Dudley al termine di un incontro alla Casa Bianca con Barack Obama (Credits: LaPresse)

Hayward se ne andrà entro il 27 luglio, data in cui la Bp annuncerà i risultati del secondo semestre di quest’anno, con un utile di sette miliardi di dollari. Una cifra importante, se non fosse per quel fondo di 30 miliardi di dollari che la compagnia petrolifera britannica deve accantonare in vista del pagamento dei danni della Marea Nera; un fondo che rischia di far vanificare il beneficio degli utili conseguiti dalla società.

Se ne va, quindi, nel momento più difficile della Bp, proprio quando l’ondata di polemiche coinvolge il colosso anche per l’accusa di aver mercanteggiato con il governo del colonnello Gheddafi concessioni petrolifere nel Golfo della Sirte (le cui esplorazioni sono iniziate in questi giorni) in cambio di pressioni sul governo britannico per la liberazione di Abdelbaset Ali Mohemed Al-Magrahi, l’uomo accusato della strage di Lockerbie e liberato l’anno scorso dal carcere scozzese in cui si trovava a scontare la sua pena.

L’incarico dovrebbe passare a Bob Dudley, ex Amoco (dove era impiegato prima che la società statunitense fosse inglobata dalla Bp). E’ nato nel Mississippi, conosce le zone colpite dalla Marea Nera, ha un forte accento del sud: ingredienti che dovrebbero essere rassicuranti per gli americani, stanchi di sentire l’accento (odiato) inglese del Berkshire di Tony Hayward.

Il suo compito non sarà facile. Dovrà tirare fuori la società dalla situazione in cui si trova senza farle perdere troppo peso (e potere). Per farlo, dovrà (ri)creare un clima di confidenza nella British Petroleum, soprattutto da parte delle autorità Usa. Probabilmente dovrà mettere fine a certe pratiche discutibili, come quelle di fare firmare contratti che impediscono  di rivelare pubblicamente i risultati delle loro indagini sugli effetti della Marea Nera a scienziati e ricercatori che hanno operato nel Golfo del Messico.

Solo uno dei tanti esempi dei “passi falsi” della Bp nella gestione della Marea Nera.

  • michele.zurleni
  • Lunedì 26 Luglio 2010

Vedi anche:

  • Come punire la Bp per la Macchia Nera/1 - Cacciarla dagli Usa
  • Come punire la Bp per la Macchia Nera/2 - Obama e i top manager
  • Come punire la Bp per la Macchia Nera/3 - La guerra dei dividendi con Londra
  • Obama: BP deve pagare per la marea nera. Subito energia pulita
  • Come punire la Bp per la Macchia Nera/4 - Respingere in mare i british
  • Il manager Bp abbandona la Macchia Nera per seguire la regata del suo yacht
  • Stati Uniti: i soldi del Pentagono nelle casse della Bp
  • Stati Uniti: Bp sotto accusa per lo scambio petrolio-terrorista di Lockerbie
  • Bp-Lockerbie: gli Usa indagheranno, Londra no - L'ANALISI
  • La Macchia Nera del Golfo del Messico è ancora (quasi) tutta intatta
  • Stati Uniti, una nuova Marea Nera evitata per un soffio
Iran: tra poesia e condanne agli attivisti »
« Gli Stati Uniti scoprono che il nemico a Kabul è il Pakistan - L’ANALISI

Commenti

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Il 26 Luglio 2010 alle 19:43 anna.one ha scritto:

E si’, la BP ha mercateggiato con Gheddafi… mentre Hopey mandava un memo ai ministri scozzesi dove dichiarava le sue preferenze per una liberazione di al-Megrahi piuttosto che tenerlo nelle carceri libiche.

Uh uh..tutto in conformita’ con la sua politica di reset i vari bottoni, questo per appease gli islamici.
Mi piacerebbe vederre le facce dei quattro senatori dems specialmente quella di Chuck Shumer! :D

http://www.theaustralian.com.a.....5896741041

Il 27 Luglio 2010 alle 1:45 Bp, il Nemico Numero Uno lascia: Tony Hayward rassegna le dimissioni | Politica Italiana ha scritto:

[...] via http://blog.panorama.it/mondo/2010/07/26/bp-il-nemico-numero-uno-lascia-tony-hayward-rassegna-le-dim… Posted by admin on luglio 27th, 2010 Tags: America, Estero Share | [...]

Il 27 Luglio 2010 alle 14:13 e.fumagalli ha scritto:

Tempo fa sostenni che gli USA non possono vivere senza un nemico n° 1, ne hanno avuti talmente tenti che ironizzai, non rimaneva che l’Inghilterra e Israele, l’inglese è arrivato, aspettiamoci l’israeliano e poi si riprende il giro. A proposito di tenere segreti certi intrighi, che si dice di Wikileaks, buontemponi in vena d’umorismo?

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