
Una donna saudita, indossa il niqab, o velo integrale (Credits: AP Photo/Hassan Ammar)
Care signore saudite, potete andare in giro a viso scoperto, ma solo nei Paesi, come la Francia, che hanno messo fuori legge il burqa. L’autorizzazione, forse un po’ ipocrita, è arrivata dallo sceicco Aaidh al-Garni, classe 1960, una delle autorità religiose dell’Arabia Saudita.
Lo sceicco ha replicato a una domanda di una sua concittadina che vive in Francia e che chiedeva come comportarsi. La risposta? Onde evitare guai con le autorità, è consentito scoprire il volto. Ma sarebbe meglio che le donne saudite evitassero di viaggiare in Paesi non-musulmani, se non strettamente necessario.
In Arabia Saudita, dove è nato l’Islam, è in vigore una versione estremamente rigorosa della legge musulmana, che non trova corrispettivo in nessun altro Paese - Iran incluso - seppure ultimamente vada di moda parlare di più di Teheran.
Le donne sono tenute per legge a coprire il corpo con una lunga tunica, detta abaya, e a uscire a capo coperto, senza fare vedere i capelli. Tuttavia velare il viso non è obbligatorio, anche se è molto diffuso indossare il niqab, una forma di velo integrale che lascia gli occhi scoperti e che è leggermente diverso dal burqa afgano (io veramente di burqa ne ho visti pure in India, ma questa è un’altra storia…).
Ora, al di là di quello che uno può pensare sul divieto di indossare il burqa approvato in Francia, c’è da dire che il permesso accordato dallo sceicco, che somiglia a una simile affermazione già fatta dal presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, è assolutamente inutile.
Una volta all’estero, sono già moltissime le ragazze saudite che vanno in giro a volto scoperto, o addirittura senza velo, infischiandosene allegramente delle leggi del loro Paese d’origine, Chi è interessato all’argomento, può leggere Ragazze di Riad di Rajaa Al-Sanea.
Chi è interessato a saperne di più sul burqa e su altre forme di velo integrale, può leggere questo articolo (ahimé in inglese!) dell’antropologa arabo-americana Lila Abu-Lughod. Che “difende” il burqa definendolo una forma di “separazione portatile.” La sua tesi è che il burqa è in realtà una forma di liberazione femminile. Perché, in una società in cui le femmine devono essere per forza separate dai maschi, almeno permette alle donne di uscire di casa.
Personalmente ho trovato l’articolo un po’ troppo ideologico, senza contare che non sono d’accordo con la conclusione, ma ho una grandissima stima della Abu-Lughod come antropologa.
- Martedì 27 Luglio 2010
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Commenti
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Il 28 Luglio 2010 alle 6:56 anna.one ha scritto:
Mentre in Iran le donne sono molto piu’ libere! In un bordello, in una delle holiest citta’ iraniane accanto ad un holiest site, l’Imam Reza Shrine in Mashad, bambine di 12 anni si possono “sposare” per 5 ore o per 10 giorni! Le sorelle vergini dai 12 ai 35 anni sono incoraggiate a “cooperare”, ma attenzione quelle sotto i 14 devono avere il consenso del padre!
http://planet-iran.com/index.p.....news/19414
Il 28 Luglio 2010 alle 16:40 anna.one ha scritto:
Mi sorprenderei se in India non si vedessero burqa, dopotutto con 150 milioni di musulmani e’ la seconda nazione con piu’ musulmani dopo l’Indonesia.
Il 28 Luglio 2010 alle 21:16 pasalaam ha scritto:
Scusi, signora Momigliano, lei é già stata in Arabia Saudita?
Io ci sono stato: a Rijad, a Dahram e a Jeddah. In parte lei ha ragione, ma bisogna vedere tutto nel contesto. Non é la stessa cosa.
Cordialmente
Il 29 Luglio 2010 alle 6:52 indigesto ha scritto:
“Una volta all’estero, sono già moltissime le ragazze saudite che vanno in giro a volto scoperto, o addirittura senza velo, infischiandosene allegramente delle leggi del loro Paese d’origine..”, semprechè i maschietti sauditi, anch’essi all’estero, siano d’accordo, beninteso!
Si, il burka può essere una forma di liberazione femminile, una specie di prigione mobile, che consente loro di spostarsi liberamente in pubblico.
Quasi quasi farebbe comodo anche alle donne occidentali, per non farsi riconoscere in alcuni..spostamenti.
Il 29 Luglio 2010 alle 19:33 annamomigliano ha scritto:
Jeddah è molto diversa, in effetti… ma ci avevo già dedicato un post.
:-P
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