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Stati Uniti: anche Sarah Palin contro la moschea a Ground Zero

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  • Tags: 11-settembre, Barack Obama, ground-zero, moschea, musulmani, obamamania, repubblicani, Stati Uniti, vittime world trade center
  • 4 commenti
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.
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Una manifestazione di piazza contro la moschea a Ground Zero (Credits : LaPresse)

Una manifestazione di piazza contro la moschea a Ground Zero (Credits: LaPresse)

L’ultima presa di posizione contro quel simbolo dell’Islam a poche decine di metri da Ground Zero è di Sarah Palin. L’ex governatrice dell’Alaska ed ex candidata alla vicepresidenza ha fatto sapere, con una serie di messaggi su Twitter, che quella moschea non deve essere costruita perché si tratta di una “inutile provocazione”.

Da quando il Community Board di Manhattan ha dato il parere favorevole alla creazione di un centro islamico a due isolati di distanza dal luogo dove 3.000 americani persero la vita a causa dell’attacco di Al Qaeda alle Torri Gemelle, il dibattito sull’opportunità di costruire una moschea in quel luogo è diventato sempre più aspro ed emotivo, simbolo di un’America che si sente ancora in guerra con i fondamentalisti islamici (perché minacciata dai gruppi terroristi) e che (almeno una parte dell’opinione pubblica) guarda con prudenza (nelle terra delle libertà religiose) all’Islam.

Sarah Palin è solo l’ultimo in ordine di tempo tra gli esponenti dei repubblicani che hanno preso posizione contro la moschea. Prima di lei, politici, opinionisti e personalità del mondo conservatore erano stati netti nei confronti del progetto. La blogger Madeline Brooks, in un post sull’American Thinker, l’ha definito uno schiaffo in faccia: “Perché la loro sensibilità non si rende conto che costruirla a pochi metri dal luogo che per noi è ancora una ferita aperta, inflitta dai musulmani, è un oltraggio a noi americani da parte dei musulmani?”

La campagna contro la moschea va avanti da settimane. E ormai ha superato i confini di New York per diventare un caso nazionale. Una battaglia tra favorevoli e contrari che si è spostata soprattutto sui media. La settimana scorsa due importanti canali televisivi, l’Nbc e la Cbs ,si sono rifiutati di mandare in onda uno spot della National Republican Trust Pac, un’organizzazione conservatrice, il cui scopo è “difendere i valori americani”, dal titolo Kill the Ground Zero Mosque, perché - hanno fatto sapere i responsabili del settore pubblicità dei due network - nel testo si equiparavano i finanziatori del progetto di Manhattan con i terroristi che hanno attaccato il World Trade Center.

Un’inchiesta giudiziaria per sapere chi metterà i 100 milioni di dollari del progetto è stata chiesta dal repubblicano Rick Lazio (che concorrerà per la poltrona di governatore dello Stato di New York) all’Attorney General Andrew Cuomo (democratico e suo rivale alle prossime elezioni).

la parente di una delle vittime dell'11settembre parla contro la moschea in un'occasione pubblica (Credits : LaPresse)

la parente di una delle vittime dell'11settembre parla contro la moschea in un'occasione pubblica (Credits: LaPresse)

Senatori e deputati repubblicani hanno appoggiato la richiesta di Rick Lazio soprattutto dopo che sono state riproposte alcune controverse dichiarazioni sulla politica estera degli Stati Uniti fatte dall’Iman del Centro, Faisel Rauf, immediatamente dopo l’11 settembre alla trasmissione televisiva “60 Minutes”.

E, chi pensa che quella moschea potrebbe essere un “monumento per i terroristi” sono proprio i parenti delle vittime dell’11 settembre, i quali hanno espresso il loro giudizio immediatamente dopo il segnale verde del Community Board.

“Vogliamo solo costruire un centro culturale e religioso che aiuti tutti noi a promuovere l’integrazione e la tolleranza” è stata la risposta a Sarah Palin di Daisy Khan, un portavoce del progetto. Dietro il quale c’è l’American Society for Muslim Advancement e la Cordoba Initiative, un’organizzazione nata per lo sviluppo delle relazioni tra l’Islam e l’Occidente.

La moschea verrebbe ospitata in un vecchio edificio della metà dell’800, chiuso dopo i danni subiti proprio l’11 settembre. Accanto al luogo di culto, ci saranno un auditorium, una palestra, una piscina, una libreria e una caffetteria che servirebbe specialità culinarie dei paesi musulmani. “Non sarebbe molto diverso da altri centri già esistenti nella zona come l’Ymca e il Centro della Comunità Ebraica di Manhattan’upper West Side”, hanno detto i promotori dell’iniziativa.

Gli stessi newyorchesi sono divisi sul progetto. Il sindaco Michael Bloomberg, un repubblicano indipendente, invece, l’appoggia. “Gli Stati Uniti e New York difendono tutto ciò che può creare tolleranza e apertura”.

La moschea di Ground Zero divide il paese che si era unito dopo l’attacco a Ground Zero.

  • michele.zurleni
  • Martedì 27 Luglio 2010

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Commenti

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Il 27 Luglio 2010 alle 17:33 anna.one ha scritto:

Sarah Palin con Gingrich e la maggioranza degli americani non avrebbero nulla da ridire se si potessero costruire sinagoghe, tempi di qualsiasi religione, chiese e centri cristiani esempio in Saudi Arabia.

Ma il problema e’ molto piu’ serio, specie sapendo che nel 1991, la leadership americana dei Fratelli Musulmani preparo’ una nota interna per la leadership globale dell’organizzazione egiziana. Fu scritta principalmente da Mohamed Akram, uno stretto collaboratore dello sceicco Qaradawi. Come Akram disse: “La Confraternita deve capire che il loro lavoro in America e’ una sorta di grande jihad per eliminare e distruggere la civilta’ occidentale, da dentro e “sabotare” la “triste casa” con le loro mani e le mani dei credenti in modo che essa venga eliminata e la religione di Allah sia vittoriosa su tutte le altre religioni.”

Il protocollo conteneva una lista descritta da Akram come “le nostre organizzazioni e le organizzazioni dei nostri amici,” che lavorano insieme per attuare questa strategia di sabotaggio. Visibile inclusi in tale elenco sono stati ISNA (Islamic Society of North America) e IIIT (International Institute of Islamic Thought)

Il progetto Ground Zero di erigere un monumento di 13 piani alla sharia, si affaccia sul cratere in cui stava in piedi il World Trade Center, e dove migliaia sono stati macellati, non e’ una prova dell’impegno dell’America per la liberta’ religiosa. Alla islamica e’ un testamento alla loro “vittoria”!

L’America ha gia’ migliaia di moschee e centri islamici, comprese le partiture nella zona di New York, anche se l’Islam non permette ai non musulmani di entrare nelle sue citta’ gioiello della corona della Mecca e di Medina, e tanto meno a costruire chiese o sinagoghe.

Il progetto di Ground Zero e’ una prova per l’America per vedere se si decide di risolvere una jihad contro la nostra civilta’ che mira, nelle parole dei suoi leaders, di distruggere dal di dentro.

Il 28 Luglio 2010 alle 19:37 indigesto ha scritto:

Il pragmatismo di una buona parte degli americani lascia interdetti e frastornati. Di quale altra prova hanno bisogno dopo l’11 settembre per continuare a dar spazio sulla loro terra all’Islam ed alle sue pretese, questa volta anche beffarde?

Il 28 Luglio 2010 alle 21:07 pasalaam ha scritto:

Potete dire a Sarah Pallin che siamo in due.

Il 23 Agosto 2010 alle 8:21 Global Voices in Italiano » USA: Tempesta mediatica sulla “moschea a Ground Zero” ha scritto:

[...] la sua ubicazione, ha suscitato le polemiche di alcuni esperti e politici [it] come, ad esempio, Sarah Palin[it], a causa della sua prossimità a Ground Zero. Molti sostengono che il centro debba essere [...]

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