- Tags: Amos-Oz, Cipolla, Generazione Tel Aviv, Godwin, Murphy, sionismo
- Un commento

Theodor Herzl, fondatore del Sionismo in un murales di Tel Aviv (Credits: Anna Momigliano)
Dopo circa un anno di bloggeraggio mediorientale, mi sono resa conto di un fatto: quando si parla di Medio Oriente, spesso i fatti e le discussioni non sembrano seguire le normali leggi della logica e della fisica. Ecco un breve tentativo di spiegare quali sono le leggi - demenziali – che si applicano meglio al Medio Oriente.
Legge di Godwin, o Reductio ad hitlerum
“Se qualcuno può tirare fuori un’analogia nazista fuori luogo, state certi che lo farà”. Avete mai notato che quando il dibattito si infervora, c’è sempre qualche pisquano che tira fuori un paragone con l’Olocausto? Questo vale per i fanatici filopalestinesi tanto quanto i sostenitori super-infervorati di Israele. “I terroristi arabi sono come le SS”, “Gli ebrei fanno agli altri quello che è stato fatto a loro”… Non sto a elencarvi tutto il repertorio tragicomico: l’idea ce l’avete.
Ebbene, la cosa è stata notata e analizzata da un avvocato americano, Mike Godwin. Che nel lontano 1990, quando Internet era ancora agli albori, ha osservato: “Col perdurare di una discussione online, le probabilità di un’analogia che riguarda i nazisti o Hitler si avvicina a 1”. Come a dire che, prima o poi, tutte le discussioni finiscono per produrre una analogia nazista.
Vedi anche:
Legge di Godwin
Reductio ad absurdum
Legge del Cipolla, o prima legge fondamentale della stupidità
“Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione”. Se il mondo in genere abbonda di stupidi, il Medio Oriente è un’area a concentrazione doppia. Lo diceva anche il grande scrittore Amos Oz: dei fatti peggiori, incluso il bagno di sangue della Mavi Marmara, molti sono causati dalla stupidità prima ancora che dalle cattive intenzioni.
Vedi anche:
Le Leggi Fondamentali della Stupidità, di Carlo M. Cipolla, Professore Emerito di storia Economica a Berkeley
Legge di Murphy, o legge della sfiga
“Se ci sono due o più modi di fare una cosa, e uno di questi modi può condurre a una catastrofe, allora qualcuno la farà in quel modo”. E qui basta una sola parola: Iraq.
Vedi anche:
Leggi di Murphy
La Legge di Murphy e il Medio Oriente
Legge di Justin E. H. Smith, o negazione dell’evidenza
A più di 60 anni dalla fondazione dello Stato di Israele, e a quasi 150 anni dall’inizio dell’immigrazione ebraica in Palestina, ancora gran parte del dibattito ideologico si svolge tra persone che si definiscono “sioniste” o “antisioniste” (o che più spesso amano accusare gli avversari dell’una e dell’altra cosa).
Tutto questo è patetico. Perché, che piaccia o no, parlare di Sionismo oggi è ridicolo. Lo Stato di Israele esiste, si può amarlo o odiarlo, ma tanto resta lì. Come ha scritto il filosofo/blogger/umorista Justin E. H. Smith: “Per me l’antisionismo è privo di senso tanto quanto l’anti-bonapartismo o l’opposizione alla rivoluzione agricola. Tutte queste cose sono già avvenute, l’unica domanda rilevante è come affrontare la loro eredità. ”
Vedi anche:
On Cricitizing Israel, di Justin E. H. Smith
- Giovedì 29 Luglio 2010
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Commenti
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Il 31 Luglio 2010 alle 21:36 pasalaam ha scritto:
Articolo senza possibilità di commento, visto il soggetto.
Tuttavia, giusto per rendere edotti i suoi lettori, occorrerebbe precisare che la la legge di Murphy enuncia testualmente:” bisogna partire dal principio che, qualunque sia l’azione umana, é inevitabile che tutto ciò che può andare storto vada storto” .
Per coloro che volessero saperne di più, Audie Murphy fu il militare più decorato di tutta la seconda guerra mondiale. Si riciclò nell’arte interpretando il film delle sue imprese militari “All’inferno e ritorno”
Unico suo difetto, non era bolscevico.
Cordialmente
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