
Il Ministro giapponese Keiko Chiba (Credits: LaPresse)
In Giappone, Kazuo Shinozawa, 59 anni, colpevole di aver ucciso sei donne nell’incendio di una gioielleria nel 2009, e Hidenori Ogata, 33, condannato per aver ucciso la sua compagna nel 2003, sono stati giustiziati. Nell’indifferenza generale della popolazione.
Nel giorno dell’esecuzione, infatti, la stampa locale ha preferito elogiare la Cina, che ha finalmente deciso di interrompere la pratica di far sfilare i criminali sospetti nelle strade della città per esporli all’umiliazione del giudizio dei concittadini. Anche se le ‘sfilate della vergogna’ sono previste per ogni tipo di condanna, vengono organizzate regolarmente solo a fronte di accuse di istigazione alla prostituzione. E gli internauti cinesi sono insorti quando l’ennesimo sospettato è stato ritrovato lungo la strada, a Dongguan, nel Guangdong, a piedi nudi e ammanettato.
Pechino ha deciso di interromprere questa pratica e Tokyo ha lodato un’iniziativa che dimostra che la Repubblica popolare sta finalmente facendo qualche passo avanti dal punto di vista del rispetto dei diritti umani, anche quando si tratta di condannati. Ragionamento impeccabile, cui però non segue un’analisi rigorosa di quello che succede in patria.
E’ stata proprio l’indifferenza di una popolazione in maggioraza (80%) favorevole alla pena di morte, assieme all’interruzione di una moratoria nell’applicazione delle sentenze capitali durata esattamente un anno a far parlare chi si batte per il rispetto dei diritti umani di un vergognoso e pericoloso passo indietro per il Paese. Si tratta infatti delle prime esecuzioni volute dal governo democratico che, dopo aver vinto le elezioni del 30 agosto 2009, aveva nominato come Ministro della giustizia Keiko Chiba, un’avvocatessa iscritta alla Lega Parlamentare contro la Pena di Morte. Sappiamo già che i democratici in Giappone stanno attraversando un momento difficile. L’ex premier Yukio Hatoyama è stato costretto a dimettersi per lo scandalo della base di Okinawa, e il suo successore, Naoto Kan, dopo aver perso la maggioranza al Senato fa sempre più fatica a decidere autonomamente. E l’interruzione della moratoria sulla pena di morte potrebbe essere addirittura il risultato di un compromesso ufficioso raggiunto con uno dei partiti minori in merito ad un’altra questione.
Keiko Chiba ha evitato qualsiasi commento relativo alla presunta moratoria e a suo punto di vista personale in materia, ma ha deciso di presenziare personalmente alle impiccagioni di Kazuo Shinozawa e Hidenori Ogata (in Giappone, le esecuzioni vengono realizzate sempre tramite impiccagione, i detenuti vengono avvisati in giornata e le loro famiglie solo in un momento successivo) considerando suo dovere assistere a un processo che lei stessa ha ordinato. Solo a esecuzioni ultimate la Ministra ha dichiarato di sentire la necessità di iniziare un dibattito serio sulla pena di morte. Pura ipocrisia, verrebbe da dire, considerando che Chiba avrebbe potuto creare il comitato sull’applicazione della pena di morte che pubblicizza da tempo senza aver bisogno di dover ricordare al mondo con una doppia esecuzione quali sono le implicazioni e le conseguenze della pena di morte.
- Giovedì 29 Luglio 2010
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Commenti
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Il 30 Luglio 2010 alle 2:30 e.fumagalli ha scritto:
Luna orientale, i diritti umani violati sono talmente tanti e molto più gravi che il preoccuparci per degli assassini che sono l’ultima cosa. Come ad esempio l’uso in guerra di ordigni radioattivi o cancerogeni che colpiscono civili, minano l’umanità, ossia le future generazioni. Lo ritengo molto ma molto più importante questo diritto di chi ancora deve nascere. Su due donne giustiziate, tra l’indifferenza della popolazione non spenderei una parola, e nemmeno sull’umiliazione di criminali. Comunque è notizia e serve per alimentare ipocrisia, è il tuo mestiere Luna e lo svolgi bene, altri lo fanno perché lavorare è fatica (lo disse qualcuno?) So che tu fatichi occupandoti di mille cose, vai seguita e sostenuta ,sei giovane e le critiche ti maturano, sempre che siano moderate. Co affetto.
Il 31 Luglio 2010 alle 20:08 indigesto ha scritto:
Mah, le esecuzioni capitali sono una cosa orrenda in linea di principio. Una comunità civile non può scendere a livello degli stessi assassini esecutati. Li si potrebbe condannare alla morte civile senza alcuna possibilità di redenzione; dopotutto, le spese, esigue, per un umano mantenimento non supererebbero tutte quelle necessarie per mettere in moto tutto l’armamentario per l’esecuzione. Molti Paesi ancora tentennano per l’abolizione; purtroppo anche per questa orrida pratica contano i numeri, e la Cina ne possiede la palma, non solo per il numero delle esecuzioni ma anche per i metodi spicci adottati. Speriamo che qualcosa, prima o poi, cambi anche là. Saluti.
Il 3 Agosto 2010 alle 12:25 Panorama News 30 luglio 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:
[...] Torna la pena di morte in Giappone - L’ANALISI [...]
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