

Julian Assange: 'Gli uomini più pericolosi sono quelli responsabili delle guerre. Se questo mi rende pericoloso ai loro occhi, ebbene, che sia' (AP PHOTO/Max Nash)
‘Questi documenti sono la più esaustiva descrizione di una guerra pubblicata nel corso della guerra stessa. Descrivono oltre 90 mila diversi incidenti, assieme a precise località geografiche. E oscurano tutto quello che è stato detto in precedenza sull’Afghanistan. Cambieranno la nostra prospettiva non solo sulla guerra in Afghanistan, ma su tutte le guerre moderne’.
Così Julian Assange, 39 anni, direttore del sito Wikileaks, ha spiegato ai giornalisti dello Spiegel perché ha deciso di rendere pubblico il dossier di documenti militari riservati sul conflitto nel paese asiatico. Ecco il testo dell’intervista.
Pensa che la pubblicazione di questi dati influenzerà le future scelte politiche?
Sì. Questo materiale porta alla luce la brutalità quotidiana e lo squallore della guerra. L’archivio cambierà l’opinione pubblica e cambierà l’opinione delle persone che occupano posizioni di potere, politico e diplomatico.
Non nutre aspettative troppo alte?
C’è un sentimento secondo il quale sarebbe meglio finire la guerra in Afghanistan. Questi documenti non saranno sufficienti, ma influenzeranno la politica.
Il materiale contiene segreti militari e nomi delle fonti. Rendendolo pubblico non mette in pericolo e vite delle truppe internazionali e degli informatori in Afghanistan?
I file di Kabul non contengono informazioni relative a movimenti correnti di truppe. La fonte ha seguito un processo di minimizzazione dei danni e ci ha indicato come condurre i nostri usuali controlli per appurare che non ci fossero significative possibilità di danneggiare degli innocenti. Capiamo l’importanza di proteggere le fonti confidenziali e capiamo perché è importante proteggere alcune fonti Usa e Isaf.
Cosa avete fatto nello specifico per minimizzare possibili danni?
Abbiamo identificato i casi nei quali poteva esserci una possibilità ragionevole di arrecare danni a persone innocenti. Questi documenti sono stati elaborati di conseguenza.
C’è qualcosa che considerate un legittimo segreto di stato?
Esistono segreti legittimi ed esiste anche una legittimità a renderli pubblici. Sfortunatamente, coloro che commettono abusi contro l’umanità o contro la legge approfittano con grande facilità del legittimo segreto per nascondere i loro abusi. Del resto, non è Wikileaks a decidere di rivelare qualcosa.
È una «gola profonda» o un dissidente a decidere di rivelarlo. Il nostro lavoro è proteggere gli informatori, informare l’opinione pubblica e fare sì che la verità storica non sia negata.
Ma alla fine qualcuno deve decidere se pubblicare o no. Chi determina i criteri? Wikileaks si ritiene un alfiere della libertà d’informazione ma manca di trasparenza nelle sue decisioni editoriali.
Questo è ridicolo. Noi siamo trasparentirispetto a quello che pubblicheremo e a quello che non pubblicheremo.
Il problema è che non è facile attribuire la responsabilità a Wikileaks. Voi operate in paesi che vi garantiscono un’ampia protezione. Siete al di sopra della legge?
Wikileaks non opera nello spazio. Siamo persone che vivono sulla Terra, in determinate nazioni, ciascuna delle quali ha le proprie leggi. Siamo stati citati in giudizio in molti stati, abbiamo vinto ogni causa. È il tribunale che decide in base alla legge, non le società o i generali. Le leggi, espressione della costituzione e delle corti, sono state dalla nostra parte.
Lei ha detto che c’è una correlazione fra la trasparenza per cui combattete e una società giusta. Che cosa significa?
Le riforme sono possibili soltanto quando le ingiustizie vengono svelate. Opporsi a un piano iniquo prima che venga realizzato è un modo per fermare le ingiustizie.
Durante il Vietnam, il presidente Richard Nixon definì Daniel Ellsberg, l’informatore dei Pentagon Papers, l’uomo più pericoloso d’America. Oggi lei è l’uomo più pericoloso o più in pericolo?
Gli uomini più pericolosi sono quelli responsabili delle guerre. E bisogna fermarli. Se questo mi rende pericoloso ai loro occhi, ebbene, che sia!
Avrebbe potuto avviare una società nella Silicon Valley e vivere in una casa con piscina a Palo Alto. Perché, invece, ha deciso di dedicarsi a Wikileaks?
Si vive una volta sola. E perciò siamo obbligati a fare un buon uso del tempo che abbiamo, a impiegarlo per cose che abbiano un significato e diano soddisfazione. Wikileaks è qualcosa che ha significato e mi dà soddisfazione. Io sono così, mi piace creare sistemi su grande scala, aiutare la gente vulnerabile e schiacciare i bastardi. Quindi il mio è un lavoro piacevole.
_____
CHI E’ JULIAN ASSANGE
Fisico e matematico
Nato a Townsville (Australia) nel 1971, Julian Assange è un attivista di internet
e giornalista. Ha studiato fisica e matematica.
Hacker
A Melbourne ha cominciato la carriera da hacker etico e da sviluppatore di software libero.
Volontario
È direttore del sito di Wikileaks, l’organizzazione internazionale con sede in Svezia che rende pubblici documenti segreti sugli argomenti più controversi.
copyright - Der Spiegel
— WIKILEAKS E LA GUERRA IN AFGHANISTAN: TUTTA LA (CONTROVERSA) VICENDA SU PANORAMA.IT —
- Martedì 3 Agosto 2010

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 3 Agosto 2010 alle 18:39 anna.one ha scritto:
Mr, Assange ha scoperto l’acqua calda con, quote:” Questo materiale porta alla luce la brutalità quotidiana e lo squallore della guerra”. Credeva forse che la guerra fosse una passeggiata al parco? Avevamo bisogno di un Assange per capire che la guerra e’ hell?! I reporters embedded con i militari(grazie al permesso dato dal prez. Bush) non ci hanno dato un’idea fin dall’inizio?
Crede veramente che i “potenti” lo temono? Bwahahaha!!!
Peccato pero’ che ha perso l’occasione per riabilitarsi, non ha toccato minimamente la questione del terrorismo islamico radicale e la ragione per la quale questa guerra si combatte. Chissa’, forse non gliene importa nulla anche delle migliaia di innocenti, specie donne e bambini, massacrati e brutalizzati da quelli appartenenti alle forze contro le quali gli americani e alleati combattono.
La sua mi puzza di complicita’ con il Taliban e terroristi in generale. Spero che in qualche modo glielo facciano pagare, spero che sia costretto a chiedere asilo politico a mullah Omar o UBL.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.