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Il Kenya è chiamato oggi alle urne per un referendum confermativo di una nuova costituzione che prevede limitazioni ai poteri del presidente, la devoluzione di molte materie a livello regionale e la creazione del Senato con poteri di controllo e coordinamento ma minori rispetto a quelli della Camera dei deputati. Il testo contiene anche articoli sul fine vita e i tribunali musulmani. I risultati dovrebbero essere noti tra venerdì e sabato.
Sono oltre 12 milioni e mezzo i keniani (su un Paese che ne conta 40 milioni) che si recheranno alle urne per la consultazione popolare. Lo stima la ‘Kenya electoral Commission’ sulla base delle registrazioni effettuate nei mesi scorsi.
- Donne Masai in fila in attesa di votare a Ngong
- Un Masai aspetta il suo turno a Ngong
- Naivasha, Rift Valley
- Donna Masai mostra la sua carta elettorale
- Donna Masai esprime il suo voto nel seggio elettorale di Ngong
- Masai in fila per votare a Ngong, Nairobi
- In fila per votare a Ngong Town, a 40 km da Nairobi
- Tabella con istruzioni di voto nel seggio elettorale di Naivasha
- Donne Masai nei loro vestiti colorati in fila a Ngong, Nairobi
- Poliziotto sorveglia l’andamento davati a Masai in fila, a Ngong
- A Kangemi donna sottoposta a identificazione elettorale prima del voto
- Donne Masai al voto a Ngong, Nairobi
A sostegno della nuova Carta, il fronte guidato dal presidente Mwai Kibaki e il primo ministro Raila Odinga.
Contrari il ministro per l’Istruzione William Ruto e l’ex-capo di Stato Daniel Arap Moi, oltre ai vescovi del Kenya.
Gli analisti prevedono una netta vittoria del sì stando ai sondaggi. Il presidente Kibaki, in un messaggio alla nazione diffuso nei giorni scorsi ha definito la data del 4 agosto un “evento storico, di grande importanza per la nazione e i keniani“. I leader religiosi, riuniti in preghiera venerdì scorso si sono appellati alla nazione chiedendo di votare no. Il segretario del National Council of Churches of Kenya, Peter Karanja ha detto: “la Costituzione ha molte cose buone, ma il bene è mischiato con il male che può influenzare la vita morale e i diritti di questo Paese nelle sue fondamenta”.
Il governo ha mobilitato oltre 63 mila agenti in tutto il Paese per garantire la sicurezza, in particolare nella zona della Rift Valley, dove nel 2008 si verificarono il maggior numero di morti a seguito delle violenze post-elettorali.
La bozza di nuova Costituzione è stata approvata dal Parlamento di Nairobi il primo aprile scorso.
A Nairobi c’è il più alto numero di persone registrate per il test elettorale: 1 milione e 300 mila. Nell’area di Garissa/Ijara, a metà strada tra la capitale e la Somalia, il più basso: oltre 76 mila.
Il testo del quesito a cui sono chiamati al voto recita: “Approvi la nuova Costituzione?”. Ciascun elettore avrà il diritto di esprimere il voto tracciando un segno sul riquadro corrispondente alla risposta da lui prescelta (’sì’ o ‘no’). La Commissione ha deciso di assegnare il colore verde per il sì, e il rosso per il no. (ANSA)
- Mercoledì 4 Agosto 2010



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