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New York, chi è veramente l’Imam della moschea di Ground Zero ?

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  • Tags: Barack Obama, ground-zero, Imam, Islam, moschea, obamamania, proteste, rauf, Stati Uniti
  • 5 commenti
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.
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Ground Zero (Credits : Ansa)

Ground Zero (Credits : Ansa)

La moschea di Ground Zero è un sacrilego avamposto dell’Islam più radicale nel luogo dove il fondamentalismo ha inferto la ferita più profonda agli Stati Uniti, o è, al contrario, la (fisica) dimostrazione che la tolleranza (e il dialogo tra le religioni) può essere costruita anche a poche decine di metri dal monumento che ricorda le vittime dei terroristi islamici?

Dopo che la commissione della New York City Preservation ha dato il via libera all’edificazione del centro culturale e religioso a due isolati di distanza da Ground Zero, il dibattito tra favorevoli e contrari (che ormai ha superato i confini della città per diventare prime nazionale e poi addirittura planetario) si è fatto sempre più intenso, sfiorando anche punte di asperità.

L’uomo simbolo di questo confronto, l’”oggetto” della discussione (e della divisione) è diventato l’ideatore dell’iniziativa, l’Imam della Moschea di Ground Zero, il dottor Feisal Abdul Rauf. E’scandagliando nella sua biografia, analizzando le sue dichiarazioni, i suoi scritti e i suoi articoli; è scavando sulle sue relazioni con diverse organizzazioni islamiche che i fautori dell’una o dell’altra tesi, i partigiani delle due fazioni (favorevoli e contrari), cercano di dimostrare la bontà della loro idea.

A seconda delle posizione, questo religioso di 52 anni (autore della proposta da 100 milioni di dollari per costruire il centro culturale che ospiterà oltre alla moschea, anche un auditorium da 500 posti, una piscina, una libreria e una caffetteria con prodotti culinari dei paesi islamici), è visto come la bandiera dell’ Islam pio e moderato o, al contrario, del lupo che si finge agnello per entrare nell’ovile.

Il settimanale Time ne ha offerto un ritratto rassicurante. Nato in Kuwait da genitori egiziani, Feisal Abdul Rauf è stato per 25 anni l’imam della moschea Masjid Al Farah, per poi fondare  nel 1997 l’American Society for Muslim Advancement, un’associazione che ha come scopo l’integrazione dei musulmani negli Stati Uniti, diretta dalla moglie di Rauf, Daisy Khan, un’architetto di origine indiana, animatrice a sua volta di attività inter-religiose. Qualche anno dopo, nel 2003, l’Imam darà vita alla Cordoba Initiative, un’altra organizzazione deputata al dialogo tra i musulmani e il mondo occidentale, con uffici negli Usa e a Kuala Lumpur, in Malaysia.

Titolare di una rubrica sul Washington Post, secondo Time, Rauf - studioso del Sufismo, una delle dottrine mistiche (e più pacifiche) dell’Islam - ha impegnato la sua vita in una sola missione: mostrare il volto moderato della sua religione. Per questo, oltre ad avere scritto tre libri sul tema (il più famoso dei quali s’intitola “Ciò che va bene all’Islam va bene anche all’America”), l’Imam ha allacciato rapporti con la comunità ebraica di New York e con le chiese cristiane. E’proprio il suo curriculum che ha convinto molti, tra cui il sindaco Michael Bloomberg, ma anche alcuni rabbini “progressisti” di Manhattan, ad appoggiare il suo progetto.

Sempre più forti le proteste per la moschea a Ground Zero (Credits : LaPresse)

Sempre più forti le proteste per la moschea a Ground Zero (Credits : LaPresse)

Chi invece ha iniziato a sollevare dubbi su Feisal Abdul Rauf è l’Anti-Defamation League, l’organizzazione ebraica per i diritti civili più importante degli Stati Uniti. Respingiamo ogni pregiudizio - hanno fatto sapere in un comunicato - ma sono sorte domande legittime su chi finanzierà la moschea e su quali potrebbero essere i collegamenti tra l’Imam e gruppi “la cui ideologia è ben lontana dai nostri valori”.

Il riferimento è ad Hamas. Chi vede la moschea come un pericolo descrive Rauf come un uomo che in almeno una pubblica occasione ha evitato - dopo una specifica domanda durante una intervista telefonica - di definire terrorista l’organizzazione palestinese.

Per altre fonti i collegamenti tra l’Imam e Hamas sono ben più importanti. La sede della “sua” American Society for Muslim Advancement sarebbe stata per anni nello stesso edificio e sullo stesso piano degli uffici newyorkesi del Council of American-Islamic Relations, il braccio di Hamas negli Stati Uniti. Per lungo tempo, ci sarebbero stati contatti quotidiani tra le due associazioni. Da qui, la perplessità della ADL sulla trasparenza dell’operazione dell’Imam.

C’è chi poi  ha scandagliato a fondo la biografia “religiosa” di Abdul Feisal Rauf e non l’ha trovata così rassicurante come quella raccontata dal settimanale Time. Durante la sua carriera avrebbe espresso alcune opinioni e giudizi con una venatura critica e polemica (analitica, secondo altri) nei confronti dell’Occidente, come quando - pochi giorni dopo l’11 settembre - fece intendere che l’appoggio dato dagli Usa  ai regimi arabi moderati aveva provocato la reazione dei fondamentalisti islamici. O come, in un’altra occasione, quando (riportava un quotidiano australiano) disse che:”il metodo islamico di condurre la guerra non è quella di uccidere innocenti. Sono stati i cristiani nella Seconda Guerra Mondiale a bombardare Dresda e Hiroshima, provocando migliaia di morti tra i civili”.

Parole che, secondo i detrattori dell’Imam della Moschea di Ground Zero spiegherebbero come Feisal Abdul Rauf non sia, in realtà, quella pia colomba che pretenderebbe di essere.

Per dimostrarlo c’è chi è andato ad analizzare anche i finanziatori del progetto. Molti dei previsti 100 milioni di dollari arriverebbero dalle donazioni dei paesi musulmani, in particolare dei paesi del Golfo Persico, ma cifre considerevoli sono state fornite anche da associazioni ed enti occidentali come l’olandese Millenium Development Goal e la Carnagie Corporation.

Friend or foe ? Amico o nemico ? La storia del dottor Feisal Abdul Rauf sembra essere lontana dall’essere quella di un esponente dell’Islam radicale, ma la questione della Moschea di Ground Zero, le divisioni sulla sua costruzione, appaiono travalicare la stessa biografia del suo Imam.

  • michele.zurleni
  • Giovedì 5 Agosto 2010

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Commenti

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Il 5 Agosto 2010 alle 20:31 anna.one ha scritto:

Dr. Rauf e’ molto intelligente, conta sulle nostre leggi e tolleranza per avanzare la supremazia e gli interessi dell’Islam con la pratica dell’islamica taqiyya, con le ingannevoli azioni e discorsetti crede di fare fessi tutti. Ci riesce con i soliti della sinistra, e gli allocchi, per fortuna!

L’imam continua il sogno del padre di islamizzare gli US , basta leggere il suo libro, e bisogna sopratutto sapere che ha due titoli: uno in inglese, ed uno in lingua araba.

Negli US, il suo libro si chiama:” Cio’ che e’ giusto con l’America e cio’ che e’ giusto con l’Islam “.

Ma lo stesso libro, pubblicato in arabo, porta il titolo” “The Call dalle macerie del WTC: islamico Da’wah Proseletism () dal cuore dell’America Post-9/11″.

Qui si capisce esattamente l’imam, al quale viene assegnato a diffondere “il diritto Islam dalle macerie del WTC”.

Il 5 Agosto 2010 alle 20:58 anna.one ha scritto:

Scommetto che, se riusciranno a costruire questa moschea, in meno di 20 anni dal momento della sua costruzione su un cartello si leggera’: “In questo sito 19 credenti uccisero 3.900 kuffar, non credenti”. Stessa cosa come la battaglia di Badr:”300 dei nostri credenti uccisero 900 kuffar”. Basta leggere le Hadith.

Non c’e’ nessun “ponte” tra le due culture, nessun modello islamista nel mondo, no a Mecca, Istambul, Egitto etc. i ponti islamisti sono per permettere il traffico a senso unico, solo sharia.

Il 5 Agosto 2010 alle 22:20 indigesto ha scritto:

Troppe città sono state saccheggiate e rase al suolo in nome di Allah anche in terra cristiana. Si capisce dalle sue stupidaggini che questo imam oltre che essere affatto pio è anche bugiardo e ignorante. Questi sarebbero ancora fatti suoi, ma che quei frollocconi di americani consentano che si eriga una moschea monumentale lì proprio dove di monumentale occorrerebbe erigere mausolei in ricordo delle vittime dell’odio islamico, è veramente incredibile! Altro che tolleranza, libertà di culto, attività interreligiose e integrazione. Si fanno prendere per fessi in casa loro!

Il 5 Agosto 2010 alle 22:35 pasalaam ha scritto:

Vuoi vedere che é un arabo islamico moderato?

Il 6 Agosto 2010 alle 9:58 nhico ha scritto:

Porgere l’altra guancia è molto evangelico. Dare il permesso di fare innalzare l’obelisco della vittoria a chi, anche nella sua posizione di estrema minoranza, ha gioito e esultato alla vista di quell’ eccidio è diabolico. Oltre ad essere un incoraggiamento ad accendere altre fornaci in cui fare bruciare i valori occidentali. E di ciò New York e gli Usa tutti ne devono dare conto e ragione agli uomini di buona volontà dell’intero mondo. Islamici compresi.

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