Michael Hastings, il giornalista free-lance autore dell’articolo su Rolling Stone all’origine delle dimissioni del generale Stanley McChrystal da comandante delle truppe alleate in Afghanistan, si è visto rifiutare l’accredito per tornare in Afghanistan al seguito delle truppe Usa.
Il portavoce del Pentagono, David Lapan, ha ammesso che il rifiuto di accettare come “embedded” un reporter è “piuttosto raro”, aggiungendo però che “non esiste un diritto ad essere embedded” e che per esserlo i militari “debbono avere fiducia nei giornalisti” che lo richiedono. In questo caso il comando in Afghanistan ha deciso che “mancasse questo requisito di fiducia e ha negato la richiesta”.
In seguito alla pubblicazione dell’articolo nel quale McChrystal e membri del suo staff criticavano duramente e con termini certo poco rispettosi numerosi esponenti dell’amministrazione Obama, il Dipartimento della Difesa ha reso noto di avere lanciato un’indagine interna in base al regolamento militare che vieta a chi veste l’uniforme di fare osservazioni irriverenti nei confronti del potere civile.
Una regola del resto in vigore in tutti i Paesi democratici ma il precedente è pericoloso e al tempo stesso ridicolo. Pericoloso perché emerge il principio che a seguire le truppe sul campo di battaglia non possano essere ammessi reporter che abbiano un approccio critico verso il conflitto o che registrino le lamentele dei militari che in ogni caso i cittadini/contribuenti (che pagano i costi della guerra) hanno diritto di conoscere.
Ridicolo perché è evidente che quanto riportato da Hastings è esattamente quello che McChrystal e i suoi ufficiali di staff hanno dichiarato davanti al giornalista. Non a caso lo stesso comandante alleato (che secondo indiscrezioni sembra abbia addirittura potuto leggere l’articolo prima della pubblicazione) si è scusato per i contenuti ma non ha smentito né rettificato una sola riga del lungo reportage.
Il provvedimento che nega il rango di “embedded” ad Hastings sembra quindi da inquadrare nelle misure varate dal Pentagono per imbavagliare i militari
ed esercitare un controllo “politico” sulle interviste e le dichiarazioni dei comandanti.
Restrizioni difficile da digerire negli Stati Uniti dove la libertà di stampa è considerata intoccabile anche se proprio l’Amministrazione Obama è stata più volte criticata per le limitazioni ai media e le discriminazioni nei confronti delle testate considerate “non amiche”.
- Venerdì 6 Agosto 2010


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