
Ritratto di Wen Jiabao e Hu Jintao tra le macerie del Sichuan (Credits: LaPresse)
Hong Kong sfida di nuovo il regime di Pechino, e pubblica il secondo libro contro il regime: ‘China’s Best Actor: Wen Jiabao’ (Wen Jiabao: il migliore attore cinese). Nel 2009 l’editore Bao Pu (figlio del noto dissidente Bao Tong, agli arresti domiciliari da circa dieci anni) ha pubblicato le memorie di Zhao Ziyang sulla repressione di Piazza Tiananmen, un testo che non ha risparmiato nessuno tra i leader dell’epoca e che ha infastidito Pechino a tal punto da decidere di bloccare Bao Pu nella pubblicazione di un secondo libro di memorie, quelle di Li Peng, il ‘macellaio di Tiananmen’, accusato di aver ordinato il massacro del 1989.
Oggi Bao Pu ha messo sul mercato un testo scritto dal dissidente Yu Jie che elenca tutti i difetti del premier in carica, e Pechino non è riuscito a fermarlo. In realtà il partito ci ha provato, arrestando Yu Jie per un breve periodo e diffidandolo dal pubblicare il controverso manoscritto e minacciando la casa editrice New Century Press di ‘gravi conseguenze’. Nessuno dei due si è lasciato intimidire, e Yu Jie ha confessato alla BBC che l’obiettivo del suo libro ‘non è solo criticare alcune persone e il sistema comunista, ma è quello di sviluppare l’idea della libertà d’espressione’.
Relativamente ai contenuti del manoscritto, l’autore ha precisato che ‘Wen Jiabao e Hu Hintao sono due facce della stessa medaglia, vanno in tandem e puntano nella stessa direzione. Credo che facciano il gioco del bravo e del cattivo ragazzo, il padre duro e la mamma amorevole. Ma condividono lo stesso obiettivo, che è rafforzare il loro potere. E’ vero che Hu ha una personalità impersonale e fredda; preferisce dare ordini dietro le quinte perché non è bravo a recitare in pubblico, mentre il carattere di Wen serve proprio a colmare la differenza: è uno a cui piace scendere in miniera, visitare contadini ed esprimere le proprie emozioni in pubblico. Tuttavia, credo abbiano più cose in comune che differenze, e questo è il motivo per cui sono in disaccordo con l’idea irrealistica, condivisa da molti intellettuali occidentali e da osservatori cinesi, che Wen sia un riformista, che sia più aperto. Ho un punto di vista diverso, che non è necessariamente quello giusto, ma che deve essere ascoltato’.
Yi Jie non ha paura di essere di nuovo arrestato. Non ha seguito le indicazioni di Pechino, è vero, ma rinchiuderlo in prigione significherebbe rovinare l’immagine di ‘esecutivo dalla mente aperta’ a cui tengono tanto i leader della Repubblica popolare’. Tuttavia, è molto difficile credere che Pechino non farà nulla per bloccare la distribuzione di un testo che ‘mette in pericolo il potere costituito e gli interessi della nazione’. Secondo Yi Jie Wen Jiabao è un bravo attore perché riesce a trasmettere le proprie emozioni alla popolazione guadagnandosi in questo modo la fiducia della gente. Ma se avesse veramente a cuore il futuro dei cinesi non continuerebbe a negare loro la libertà di informazione, di stampa e di espressione.
- Lunedì 16 Agosto 2010

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Commenti
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Il 16 Agosto 2010 alle 17:50 e.fumagalli ha scritto:
Cara Luna, la libertà di stampa è una gen bella cosa il guaio è che viene usata da intelletutali che per la verità hanno un’istruzioen ma vivono in un loro mondo che non è quello delle masse.Spesso e volentieri,questi signori che vivono nella bambagia, esprimoni ide e opinioni cghe stanno bene a loro, vuoi per fare quattrini o incerca di notorietà, sqelpre per lo stesso scopo. Ora se si espimono opinioni costruttuive è un conto se distruttive occorewe anche specificare che si vuole in alternativa, dir ecos’è che non graidisce la povera gente, e quali siano le cose che le masse vogliono, finché si chiede libertà per dire cose a casaccio,ne vediamo i risultati da noi, di palle ce ne raccontano tante che si è rimbecilliti.Io ho constatato una cosa, alla maggioranza della gente comune, di politica,destra ,sinistra o centro, non glie ne frega niente, quello che vogliono è sicurezza e un minimo di giustizia e prospettive per il futuro, qui i giovani pare ne abbiano poche eppure c’è libertà d’espressione (per modo di dire) ma poi i fatti. In Cina vanno poi cosi male,a confronto con altri paesi occidentali.Non saprei.
Il 16 Agosto 2010 alle 18:40 indigesto ha scritto:
‘non è solo criticare alcune persone e il sistema comunista, ma è quello di sviluppare l’idea della libertà d’espressione’.
Ma da quando in qua un “sistema comunista” ha consentito libertà di espressione? O Yi Jie non se ne ancora accorto o vuol fare il furbo. Se ne accorgerà!
Il 16 Agosto 2010 alle 20:46 e.fumagalli ha scritto:
Che sia tanto comunista non sembra, mettetevi d’accordo, uno dice che lavorano per due dollari al giorno, l’altro che fioriscono miliardari cinesi e in ogni caso meglio la nostra libertà in tutti i sensi, anche a delinquere, non scordiamoci che la crisi deriva proprio per troppa libertà senza controlli. Proprio oggi la Cina supera il Giappone, salendo al secondo posto come potenza economica, primi ancora gli USA ma escludendo il debito, il più alto al mondo e il PIL USA si basa quasi esclusivamente sulla produzione di armi, la Cina ha un mercato interno 5 volte gli USA e ha crediti esteri, non debiti. La parola ai ragionieri, i giornalisti di economia ne sanno poco.
Il 17 Agosto 2010 alle 17:27 anna.one ha scritto:
Ridicolo!
Mettiamo tutto in prospettiva come fa Wiesenthal, Business Insider:
Nel trimestre, Japan ha avuto una produzione economica di $1.280 miliardi, o $ 10.085 pro capite, basato su una popolazione di 127 milioni.
Cina?
Una produzione economica di $1.337 miliardi per il trimestre, ma una popolazione di circa 1,3 miliardi, la produzione pro-capite e’ di … 1.000 dollari, circa un 1/10th.
Facci sapere fumin, quando la China passa l’Albania.
(Algeria, San Salvador e Albania reddito annuale di $3,600, China il 52% ne ha uno di $1,000..US $ 46.000)
Il 17 Agosto 2010 alle 17:51 anna.one ha scritto:
Come puo’ un paese dove il 83% o poco piu’ di un miliardo di persone vive con un reddito inferiore a $2.000 essere considerato della classe media?
Alcuni sobri dati sulla China per gli affascinati con la China, un paese del terzo mondo governato da uno partito comunista. Simile all’ adorazione degli US per il Japan 20 anni fa, proprio prima della madre di tutti i mercati “bear” giapponesi a partire dal 1989.
La China dovra’ triplicare le dimensioni della sua economia, e gli US dovrebbero stare immobili se la China vuole sorpassare gli US in termini di GDP.
Considerate i seguenti numeri, tratti da statistiche ufficiali chinese:
1. Circa 65 milioni o il 5% di chinese vivono in famiglie con piu’ di $20 mila dollari l’anno di reddito.
2. Circa 165 milioni pari al 13% guadagnano fra $ 2.000 e $ 20.000 all’anno.
3. Circa 400 milioni o il 31% il reddito delle famiglie e’ tra $ 1.000 e $ 2.000 l’anno.
4. Circa 670 milioni pari al 52% delle famiglie ha un reddito inferiore ai $1.000 l’anno.
Come potete vedere la China e’ una terra di poverta’ straordinaria che basa la sua economia sulle esportazioni, il rallentamento delle quali potrebbe segnare il suo crollo. Forse il mondo, oggi, ha bisogno della China, ma senza dubbio la China ha piu’ bisogno del mondo.
Il 17 Agosto 2010 alle 21:21 indigesto ha scritto:
Non solo! ma la forbice tra i redditi più alti e quelli più bassi è impressionante. Altro che capitalismo sfrenato! Le cifre assolute in casi come questo dicono poco o niente. O meglio, dicono che la Cina è un paese in via di sviluppo. Ma per per i cinesi di casa nostra è già al massimo del benessere!
Il 18 Agosto 2010 alle 0:13 e.fumagalli ha scritto:
Non ci sono problemi anna.uno, un bilancio non si basa solo su di una cifra, va valutato il dare e avere e come stanno le cose te lo può dire un ragioniere. Considerando anche da quando la ditta è nata, gli USA oltre 200 anni fa, la Cina solo da 10 anni con il vantaggio di un mercato interno enorme contro il saturo USA e quali sono le possibilità delle due aziende. La Cina è già la maggiore come produzione di auto e ha una possibilità illimitata di prodotti, gli USA solo armi, non hanno più competitività in altri settori e vengono meno i suoi mercati tradizionali, i paesi del sud America. Visto il reddito pro capite è logico il gap, va considerato che la Cina ha ampi spazi per innalzarlo, gli USA non è in grado di mantenerlo, dovrà fare drastici passi indietro e più nessuno è disposto ad accettare soldi stampati senza controvalore. Il Monopoli è finito, si cambia gioco, aspetta non avere fretta e i bari al tavolo non li vogliono più.
In Polonia, gli stipendi erano di 350 mila lire circa contro i nostri di un milione, pero il loro costo della vita ben 5 volte inferiore, in Venezuela con una pensione di un milione (lire per semplificare)al mese, o in Colombia, vivi da re se pensi che lo stipendio di un dirigente è di 750 mila lire. Parlo dei tempi in cui ero la. la benzina lire 65 il litro, le sigarette 700 lire al pacchetto, il caffè gratis al ristorante 50 lire l’espresso Gaggia o Faema. A Bogotà, appartamento in condominio di media classe lire 18 milioni quindi , cara la mia saputona, le tue cifre valgono quello che valgono. A Miami 5000 dollari al mese sei un miserabile a Cartagena un signorone. Riesci a capire la differenza? Infine, la Cina ha crediti esteri, gli USA infangati fino al collo, quindi il ragioniere potrebbe dirti che è più ricca la Cina che gli USA, essendone padrona per circa la metà e l’altra metà ipotecata da Russia, paesi arabi e India. Auguri e tienti forte state rallentando paurosamente.
Il 18 Agosto 2010 alle 12:58 p.a.d ha scritto:
Il 18 Agosto 2010 alle 0:13 e.fumagalli ha scritto:
La Cina è già la maggiore come produzione di auto e ha una possibilità illimitata di prodotti, gli USA solo armi, non hanno più competitività in altri settori e vengono meno i suoi mercati tradizionali, i paesi del sud America.
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Lo sa, Fumatrip, quanti cinesi possono acquistare un’auto?
Glielo dico io: fra il “popolino” assai pochi!
E parlo di auto cinesi, scatolette di lamiere ed altri materiali scadenti e tossici che non passano nemmeno il minimo sindacale dei test di sicurezza universalmente riconosciuti!
Sì, perché chi in Cina davvero può, non compra i cessi prodotti in casa, ma in particolare le vetture europee nelle quali vedono il vero “status symbol” di una (fantomatica) ricchezza raggiunta.
I “figli di papà” cinesi, quelli che vanno agli show televisivi per accaparrarsi la prima giovine gonza che si fa abbagliare dalle palline colorate (sempre che non arrivi qualche gradevole giornalista occidentale), quelli insomma che possono far sentire sul mercato il peso di una certa rotazione commerciale, cercano Mercedes, Audi, Porsche, Lamborghini, Ferrari, Maserati… Si informi , Fumè, si informi!
Ché i cinesi che vanno al sabato in concessionaria a cambiare l’auto ogni 3/4 anni come avviene in occidente, si contano sulle dita della mano di un monco.
Se nessuno comprasse più nulla dalla Cina il solo mercato interno non sarebbe sufficiente a sorreggerla per più di un mese!
Questa è una regola che vale per tutti (ovviamente) ma per la Cina in particolare molto di più. E lei su questo fatto omette troppo e per evidente convenienza.
Se poi mandano “a puttane” le coltivazioni di riso ed i pescegatto per la gloria al momento ancora effimera della loro industria, non gli rimane che mangiarsi cani, gatti ed insetti vari… Ma questo lo fanno già, sono allenati.
Questo sì che è “progresso”!
Un po’ come lo concepiva lei ai suoi “tempi d’oro”… ed ora vediamo tutti dov’è… ;D
Dimenticavo: avere “crediti” è vantaggioso fino a mezzogiorno!
Se molti non dovessero essere “solventi” e non fosse possibile un recupero, chiedo a lei di spiegarmi come la vedrebbero in Cina.
Tra debitori e creditori io ho solitamente visto dormire sonni più tranquilli i primi, quand’anche non fossero economicamente più “solidi” dei secondi!
Tralasciando ovviamente i debitori di taglieggiatori ed usurai, quella è altra materia.
Il 18 Agosto 2010 alle 17:27 anna.one ha scritto:
Certo, bisogna considerare il caro vita, cio’ non toglie che la maggioranza assoluta dei chinese vive in miseria.
Gli USA hanno 234 anni alle spalle, la China migliaia, questa sua ultima fase vediamo come andra’ a finire, non e’ detto che il popolo, sottomesso e in miseria non si ribelli.
Forse la China potra’ un giorno sorpassare gli USA, il GDP degli US e’ $14,430,000, China $4,814,000 (CIA World Factbook 2009 est.), ma deve prima superare molti ostacoli: e’ vulnerabile alla volatilita’ delle commodities e dipende dal resto del mondo per importazioni di petrolchimici, metalli di base, cibo, legname e dipende dall’occidente per tecnologia avanzata. La sua capacita’ di crescita e’ basata sul costo basso della manodopera, un vantaggio che sta’ perdendo contro l’Indonesia, il Vietnam e altre nazioni. Senza contare i disastri ambientali che stanno trasformando non solo aree industriali in disastri ecologici, ma nelle sue citta’ principali dove l’aria e’ irrespirabile.
Poi, c’e’ il controllo del partito sulla liberta’ del cittadino, e la corruzione che impera. Insomma, di strada ne devono ancora fare.
Solo la sua manipolazione della moneta ha contribuito alla crescita e l’enorme riserva di moneta estera. Il Yuan questa estate non si e’ mosso e da cinque giorni e’ in calo riguardo il dollaro.
Riguardo le macchine che produrranno, certo, molte per la GM.
Che gli USA producano-esportano solo armi, l’ha letto da qualche parte fumin? Mi puo’ dare il link o il titolo del libro da dove ha tratto l’info? Non mi fido di lei, fumin, perche’ ho notato che segue Carletto Marx:” The first battlefield is the re-writing history”.
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