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La Macchia Nera del Golfo del Messico è ancora (quasi) tutta intatta

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  • Tags: Barack Obama, BP, Golfo del Messico, macchia nera, obamamania, petrolio, Stati Uniti, università della Georgia
  • 5 commenti
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.
Leggi gli altri post »
Un murale sulla Macchia Nera del Golfo del Messico (Credits : Ansa)

Un murale sulla Macchia Nera del Golfo del Messico (Credits: Ansa)

Secondo l’amministrazione Obama la Macchia Nera di petrolio della Deepwater Horizon non esiste più, se non in piccola parte. Sarebbe sparita, dissolta grazie all’opera di pulizia delle acque del Golfo del Messico compiuta in queste settimane.

Ma un gruppo di scienziati della Università della Georgia ha smentito questa versione dei fatti con una ricerca che è stata pubblicata un paio di giorni fa. Lo studio rivela che almeno il l’80% del petrolio sarebbe ancora intatto, e si troverebbe appena sotto la superficie del mare.

Charles Hopkinson, professore di scienze marine e direttore del Georgia Sea Grant (un centro di ricerca), è stato molto chiaro: “Il petrolio è ancora lì e ci vorranno degli anni prima che sparisca.  Siamo ancora lontani dal comprendere quale sarà l’impatto sull’ecosistema di quello che è avvenuto”.

Per Hopkinson l’emergenza non è certo finita. Anzi, inizia adesso. Nel momento in cui molti sembrano essere tentati dal dimenticarsi della “più grave tragedia ambientale nella storia degli Stati Uniti”.

E’ bastato l’annuncio della Bp di aver chiuso con un tappo la falla, di aver bloccato la fuoriuscita di petrolio, perché i riflettori dei media si spegnessero parzialmente su di una storia che televisioni, radio e giornali avevano seguito capillarmente per settimane e settimane.

Finita la fase più drammatica, molti media si sono accontentati di riportare le versioni rassicuranti dell’amministrazione e della Bp. Così quando i tecnici e gli scienziati che lavorano per le agenzie governative hanno affermato che soltanto il 25 per centodella macchia di petrolio era ancora intatto, pochi lo hanno messo in dubbio.

Lo ha fatto la ricerca dell’Università della Georgia, secondo la quale è impossibile che il petrolio sia evaporato perché la maggior parte del greggio non sarebbe in superficie, ma sotto la cresta delle onde o sui fondali.

Un gruppo di volontari su di una spiaggia della Louisiana (Credits : Ansa)

Un gruppo di volontari su di una spiaggia della Louisiana (Credits: Ansa)

Chi avrà ragione? Presto per dirlo, ma l’ipotesi di Charles Hopinkson non sembra essere così strampalata. Durante gli scorsi mesi diversi scienziati e ambientalisti avevano detto che gli effetti e i danni della Macchia Nera si sarebbero avvertiti per anni.

Che ci sia una tendenza a coprire la situazione lo si capisce anche da un’inchiesta del Daily Beast. Il web magazine riporta le testimonianze dei pescatori e dei marinai assoldati dalla Bp per ripulire le acque del Golfo.

Molti di loro hanno trovato chiazze di petrolio e decine e decine di grumi di catrame nello loro esplorazioni, ma - una volta che le hanno segnalate ai funzionari della multinazionale britannica - sono stati invitati a far finta di nulla, a non riportare sui loro registi di bordo le scoperte fatte.

Il Daily Beast fa vedere anche il video girato da Mark Stewart, un pescatore della zona, in cui si vede l’uomo che immerge in acqua un foglio e quando lo ritira su, a bordo, la carta è intrisa di petrolio.

Barack Obama è andato qualche giorno fa in Florida con moglie e una delle due figlie per un viaggio che si è risolto in una sorta di  spot a favore dell’industria turistica di quello Stato.

Il presidente (che all’inizio della vicenda era stato criticato per la sua assenza) vuole essere presente ora che si tratta di rilanciare l’economia delle zone colpite dalla Marea Nera. La Casa Bianca ha poi rilasciato una fotografia in cui si vede Obama nuotare con la figlia in mare: un messaggio rassicurante sulla situazione ambientale delle coste della Florida.

Barack Obama nuota con la figlia Sasha nelle acque della Florida (Credits : Ansa)

Barack Obama nuota con la figlia Sasha nelle acque della Florida (Credits: Ansa)

Per gli scienziati dell’Università della Georgia c’è poco da stare allegri. La Macchia Nera non se ne è mai andata.

  • michele.zurleni
  • Giovedì 19 Agosto 2010

Vedi anche:

  • Il manager Bp abbandona la Macchia Nera per seguire la regata del suo yacht
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Commenti

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Il 19 Agosto 2010 alle 16:58 anna.one ha scritto:

Mah, a chi dovremmo credere, visto che i pescatori sono soddisfatti con i gamberetti?!

http://www.cbsnews.com/stories.....9959.shtml

Il 19 Agosto 2010 alle 21:12 indigesto ha scritto:

Mamma, come sono brutti ed aggressivi i gamberi della Lousiana! ma sono buoni. Il che vuol dire che non tuttociò che è “scorbutico” non sia valido. Hanno invaso il lago di Varese; altro esempio di migrazione, questa volta in senso inverso al consueto!
Penso che invece di giungere a conclusione che “va tutto bene madama la marchesa” gli USA, anche a difesa di un patrimonio che appartiene all’umanità intera, debbano procedere a rilevamenti scientifici seri, magari in contraddittorio con la BP, per costatare, quantizzare e sollecitare gli opportuni interventi acchè si pervenga alla rimozione di tutta la parte di petrolio tecnicamente asportabile. Sul ristoro dei danni subiti, poi, decidessero come a loro più aggrada!

Il 22 Agosto 2010 alle 20:31 pasalaam ha scritto:

Stranezze dell’informazione europea.
Ascoltando il giornale della radio belga (RTBF) il commentatore annuncia che oltre il 50% del petrolio é sparito (aspirato o’ dissolto).
Inoltre, un buon 20% sarebbe ormai in fondo al mare.
Vai a sapere chi ha ragione.

Il 23 Agosto 2010 alle 11:55 e.fumagalli ha scritto:

pasalaam, anche su Balckwater ne parlano solo i giornali spagnoli, la differanza che riportano fatti e non studi di esperti contrastanti. Il conto sul petrolio, sarebbe facile farlo, quello raccolto si sa o dovrebbero saperlo, è quello uscito che non si è certi,aumentava a dismisura giorno dopo giorno, di certo non è la BP che abbia detto la verità. Comunque pare ne abbiano per un centinaio d’anni, e che vuoi che sia davanti all’eternità.

Il 23 Agosto 2010 alle 16:36 anna.one ha scritto:

Mah, io in Florida ci vivo e so che i pescatori sono di buon umore e le marshes della Lousiana si stanno gia’ riprendendo. Se c’e’ qualcosa di cui preoccuparci, forse, sono le cosi’ dette “plumes” che vengono degradate lentamente dai microbi che consumano oil e gas, ma questo dicono sia un fatto positivo, perche’ cosi’ non diminuiscono l’ossigeno nell’acqua.

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