- Tags: ground-zero, Islam, manifestazioni, moschea, new-york, religioni
- Un commento
Il tema ha spaccato tutti e continuerà a farlo: democratici, repubblicani, gruppi islamici. A meno di tre settimane dall’anniversario dell’11 settembre, e di tre mesi dalle elezioni di midterm, l’ipotesi che a poca distanza da Ground Zero a New York venga aperta una moschea continua s suscitare polemiche e divisioni sempre più marcate. Ieri due manifestazioni contrapposte si sono svolte nella zona di Manhattan che dovrebbe accogliere la moschea.
- Cartelli pro e contro la costruzione della moschea nei pressi di Ground Zero
- Manifestazione a favore della moschea
- Manifestazione contro la moschea
- Manifestanti a favore della moschea discutono con dei passanti
- Motociclisti contro la costruzione della moschea
- Una stretta di mano ai favorevoli alla moschea
- Motociclisti contro la costruzione della moschea
- Dei passanti a sostegno di due manifestanti pro moschea
- La madre di una vittima dell’11 settembre contro la moschea
- Un manifestante a favore della moschea
- Manifestazione contro la moschea
- Un manifestante invita l’America a contrastare l’ipotesi della moschea nell’area di Ground Zero
Da un lato, gruppi contrari al centro di preghiera che, esibendo cartelli e fotografie dedicate agli attacchi dell’11 settembre, hanno marciato per chiedere alla città di New York di non concedere il permesso di aprire una moschea proprio lì, nella zona di Ground Zero, un luogo che ”deve essere ritenuto sacro da tutti i patrioti americani”.
Dall’altro i gruppi a favore della moschea: manifestanti per lo più di fede islamica, ma anche molte persone che, definendosi ”veri cittadini americani”, sono sfilate per chiedere esattamente il contrario, e cioè che la città di New York consenta di aprire la moschea in nome della libertà religiosa, vero principio fondante dell’America e simbolo guida della stessa New York. Molta la polizia presente, ma non si sono avuti momenti di tensione, anche perché le due manifestazioni si sono svolte a diversi isolati di distanza l’una dall’altra e non sono mai venute a contatto.
La nuova moschea di New York rientra nel progetto di un edificio di 13 piani da realizzare a due isolati da Ground Zero in sostituzione di un vecchio edificio, in cui ha già sede il centro dove la comunità islamica da un anno a questa parte si ritrova a pregare. Il nuovo progetto rimpiazzerebbe completamente il vecchio edificio. Prevede un auditorium, una piscina, una palestra e una moschea.
Il tema della moschea è comunque destinato a occupare ancora per mesi il dibattito politico americano. Spiazzando e spaccando tutto e tutti. Tra i democratici c’è chi sostiene che il presidente Barack Obama avrebbe fatto bene a continuare ad evitare di affrontare direttamente la questione, perché ora, in piena campagna elettorale, il tema rischia di far perdere voti. Obama, invece, si è espresso a favore durante la cena (di stato) organizzata alla Casa Bianca per festeggiare il Ramadan.
Non a caso il capogruppo in Senato, Harry Reid, uno dei più fedeli uomini di Obama, ha dichiarato pubblicamente che a suo avviso ”la moschea andrebbe aperta altrove”. Altri però, come la speaker della Camera, Nancy Pelosi, sono ”assolutamente” a favore dell’iniziativa di Obama, perché il tema ”va al cuore di uno dei principi fondanti degli Stati Uniti d’America” ha detto. Spaccati i gruppi islamici, all’interno dei quali comincia a farsi strada l’idea che una soluzione potrebbe essere quella di costruire la moschea un po’ più in là. Spiazzati, infine, anche i vertici del partito Repubblicano perché, se da un lato la polemica porta voti a destra, dall’altro dà voce soprattutto all’elettorato estremo. Non a caso il capogruppo in Senato, Mitch McConnell, intervistato dalla Nbc, non ha preso posizione né a favore né contro la moschea: ”Sia la gente di New York a decidere”, ha detto.
Ma se la gente di New York è quella sfilata oggi nelle due manifestazioni di Manhattan, il tema è tutt’altro che risolto, perché in entrambe le manifestazioni c’era chi si dice a favore o contro la moschea adducendo la stessa identica ragione: ”perché io sono americano, sono newyorkese”.
(ANSA)
- Lunedì 23 Agosto 2010


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Commenti
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Il 23 Agosto 2010 alle 17:48 p.a.d ha scritto:
Io credo che sia una vergogna unica, un vero e proprio schiaffo alla memoria di 3000 persone!
E non tanto il fatto che in America ed ancor più a NY si voglia costruire una moschea (Con annesso minareto? Sai che nusica!), ma che non si sia trovata miglior locazione se non in stretta prossimità col luogo del disastro.
Qui non si tratta di non essere “veri americani” difendendo ad oltranza la libertà religiosa: è una questione di opportunità e buonsenso… Virtù che paiono mancare del tutto agli islamici “a favore” (e chi si meraviglia?) ma ancor di più ai soliti gruppetti di “pacifinti” che non perdono occasione per fare sfoggio della loro cieca idiozia!
Sarei curioso di sapere quanti di quei “veri americani”, tra panzoni da “McDonald’s” e magroni tutti dreadlocks e infardito, hanno avuto parenti od amici che si sono sbriciolati assieme alle Twin Towers…
Mi auguro vivamente che la moschea, se mai verrà edificata, non finisca proprio a due passi da Ground Zero… Già la stabilità, non solo sociale ma anche di prestigio, degli USA la vedo grigia assai, ma se così dovesse essere credo davvero che il destino di quella nazione non sia quello di essere raggiunta dalla Cina, ma di finire in basso come la medesima!
(giusto per anticipare l’eventuale commento del “solito noto)
Obama permettendo.
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