- Tags: indios shipiba, infanzia, latinoamericana, Millenium Goals, onu, Perù, povertà, unicef
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Bimbi peruviani (Credits: Alex E. Proimos by Flickr)
Se nasci indio e in Perù il destino che ti attende non è dei più rosei, anzi molte volte può essere tremendo. A mettere in guardia è l’Unicef che ha calcolato l’ indice di povertà tra i bambini indios del Perù di Alan Gracia. Se comparati con altre comunità indie dell’America Latina il quadro è davvero desolante. La povertà di questi bambini infatti è del 78% contro una media generale latinoamericana del 40%. Il che poi, tradotto in soldoni e declinato nel quotidiano, significa non avere quasi per nulla accesso a quei diritti fondamentali che sono soprattutto salute e educazione.
Purtroppo “i progressi fatti a livello della media nazionale”, spiega Paul Martin, rappresentante dell’Unicef in Perù, “tendono a nascondere le difficili condizioni nelle quali vivono i bambini indios in questo Paese”.
Un esempio lampante è dato dalla comunità degli shipiba che vive in una favela alle porte della capitale Lima e si compone di 120 famiglie scappate dall’Amazzonia 10 anni fa. Ci sono 185 tra bambini e adolescenti sotto i 16 anni. E se è vero che qui molti riescono ad andare a scuola, quasi tutti soffrono di infezioni respiratorie e allo stomaco per problemi all’acqua e alle fognature. “Bisogna che il governo peruviano si impegni”, conclude Martin, “perché riducendo queste disparità venga mantenuta la promessa di mantenere gli Obiettivi di sviluppo del Millennio fissati dalle Nazioni Unite”.
- Lunedì 23 Agosto 2010

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Commenti
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Il 24 Agosto 2010 alle 22:12 indigesto ha scritto:
Ma se di questi 185 bambini si interessa la Stampa, che già da soli fanno scandalo e il Dr. Manzo ce lo segnala, è mai possibile che il Governo, o chi per esso, se ne freghi? E l’UNICEF che fa? si limita alle statistiche?
Il 25 Agosto 2010 alle 15:20 p.a.d ha scritto:
Indigesto, perché sei così pignolo?
L’UNICEF????????????? Ah ah ah ah ah ah ah aaaaaaaaa….h!
Ma tu hai un’idea di cos’è l’UNICEF?
Fatti una cultura:
http://www.cosechenonvanno.com.....i-progetti
io avevo già sollevato critiche all’ente ai tempi del forum, tirandomi addosso le invettive dei soli piacioni.
Purtroppo è tutto vero. Per non parlare di simposi, banchetti luculliani e viaggi a gogo in aerei privati (pagati con le sovvenzioni)della sua “compagna” FAO!
È una delle tante cose strane di questo mondo, come il bilancio attivo di Mondadori che però sega il personale e manda in pensione anticipata i giornalisti…
cantava Ruggeri…”mistero”…
Il 25 Agosto 2010 alle 16:15 jimmie01 ha scritto:
Indigesto, vuoi sapere cosa fa l’ unicef ( volutamente lettera minuscola )? Te lo dico io. Novembre 2007, Guatemala City, il Parlamento approva la ” legge Ortega “, difatto chiudendo le adozioni internazionali; tremila coppie americane furono ” grandfathered “, ovvero godettero della clausola di non retroattivita` contenuta nella legge. L’ unicef pago’ una mazzetta di venti milioni di dollari ai parlamentari del Paese centro americano pe spingerli alla approvazione della disposizione legislativa, denaro che, di sicuro, la gente aveva offerto per aiutare, non per danneggiare i bambini poveri. Perche’ l’ unicef costrinse il Guatemala alla chiusura delle adozioni internazionali? Ufficialmente perche’ il procedimento notariale era affetto da una corruzione dilagante, in realta’perche` l’ unicef non alcun interesse ad un mondo senza bambini nel bisogno. Infatti, quando questi non ci fossero, quelli dell’ unicef dovrebbero cercarsi un lavoro, dovrebbero guadagnarsi il pane col sudore della fronte. Hai mai visto la sede dell’ unicef a NY City? Hai mai visto le stretched limousines parcheggiate davanti al portone di entrata? hai mai visto i signorotti dell’ unicef viaggiare su jet privati? Alloggiare in alberghi a 5 stelle? Io ho visto tutto questo. Ed altro pure. L’ ho visto negli USA e nei Paesi del Centro e Sud America. Non e’ la prima volta che l’ unicef, ce e’ una branca delle UN, la piu’ corrotta organizzazione al mondo, costringe i governi alla chiusura ” de facto ” delle adozioni internazionali. Romania e Honduras sono altri esempi della politica scellerata di questa organizzazione che pretende di sostituire i procedimenti adottivi notariali con un procedimento conforme ai dettati schizofrenici del trattato di Hague. Parlo per esperienza diretta, avendo mia moglie ed io, proprio nel 2007-08 adottato un orfano indio guatemalteco. Ad oggi in Guatemala non c’e’ altro sistema adottivo ” in place ” e, pensa un po’ Indigesto, l’ unicef ha lo stomaco e la faccia di chiedere donazioni per aiutare gli orfani guatemaltechi.
Il 27 Agosto 2010 alle 12:46 indigesto ha scritto:
Se n’era già parlato altrove, vi ricordate? La situazione era più che nera e tale pare sia restata. Ma è già qualcosa che l’UNICEF almeno i problemi li segnala! Qualcun’altro ci penserà, loro sono troppo impegnati a godersela!
Il 30 Agosto 2010 alle 0:35 p.a.d ha scritto:
Beh, allora vedo che un paio di annetti fa non m’ero sbagliato, pur vivendo dall’altra parte dell’Atlantico.
In Italia abbiamo una cosa simile con la ricerca contro il cancro, dove un osannato (dai più) Veronesi a me puzza invece lontano miglia!
Cose poco chiare, anzi per nulla chiare, che hanno fatto si’ che decidessi di chiudere il rubinetto dei miei emolumenti nonché la mia cancellazione dal registro dei donatori abituali.
Sono milioni di € che girano nei cassenti dell’ente, ma stranamente i migliori studiosi e ricercatori italiani si defilano negli USA ed anche altrove perché, dicono, mancano i baiocchi per le ricerche… E i milioni che finiscono nelle casse dell’associazione di Veronesi, Montalcini & Co. che fine fanno?
Io lo so… ;)
Il 30 Agosto 2010 alle 9:06 e.fumagalli ha scritto:
Cenni storici: Meucci fu scippato da Bell, Marconi realizzò il suo progetto in Inghilterra e Rubbia in Spagna. Frutto degli investimenti e lungimiranza italiana che genera elemnti capaci di tsli espressioni sul blog dove lo sfoggio del nulla fa si che i suddetti si sentano orfani di attenzione. Anche le formiche, nel loro piccolo s’incazzano. Per restare coi piedi perterra, negli USA capirono che il nuovo coloniasmo saredde stato il dominio tecnologico e importarono cervelli al posto degli schiavi. Purtroppo non è bastato. Ho letto di pastori sardi, si da il caso che proprio in Sardegna, ricercatori australiani scoprirono un trifoglio eccezionale, ne bravettarono il prodotto e ora i pastori sardi per coltivare quel loro trifiglio devono pagare roialty all’Australia.E’ solo un esempio dell’imbecillità umana. Il nomadismo è la prima forma che adottò il genere umano per diffondersi su tutto il pianeta, come pure le comunità che venivano gestite dai soviet che significa solo comitati, erano gli anziani che avendo dato si potevano permettere di pensare mentre i giovani si dedicavano ad aoltro e non di certo ad un computer fin dopo la mezzanotte. XXX
Il 30 Agosto 2010 alle 14:45 p.a.d ha scritto:
Fumagalli, recuperi un po’ di lenza perché mi sa che la sua testa sia rimasta impigliata nel cretaceo!
I suoi cenni storici, per quanto veri, non hanno (ormai) nulla a che vedere con la questione.
Il suo modo di ragionare sempre guardando all’indietro è quello tipico dei governanti di certe nazioni, quelle che noi vediamo con i nostri occhi come “società del terzo mondo”. Lei in tutto questo vede tanto progresso ed un’imminente riscatto nei confronti dei paesi occidentali, ma i fatti parlano d’altro: malattie da noi ormai sconosciute, mancanza d’acqua corrente (ed in paesi che spesso hanno più acqua di noi!), coltivazioni di coca anziché di derrate alimentari, disordine, scarsa pulizia e mentalità medievale… XXX.
Per tacer dei “governanti” locali, spesso veri e propri dittatori, che sulla miseria dei propri connazionali ci fanno affari alla grande (il cocalero Chavez, il suo pusher Morales e tutta la combriccola dei “pipadores”)…
I cinesi sono un discorso a parte. Roba per veri masochisti!
Oggigiorno il “nomadismo” è la prima forma che i furbi di certo est europeo ma anche d’Italia, hanno adottato per diffondersi come le metastasi di un cancro nelle nostre case incustodite, quando noi siamo a lavorare o “al maso” con annesso laghetto di “trote d’altura”.
Cin cin! Glùglùglù… Hich!
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