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Scioperanti a Johannesburg (Credits: Afp)
“Anche durante la lotta contro l’Apartheid non impedivamo alle infermiere di andare al lavoro negli ospedali”. Così il presidente sudafricano Jacob Zuma ha stigmatizzato gli scioperanti e la loro lotta. Dopo tre giorni di sciopero dei lavoratori del settore pubblico in Sudafrica, nonostante il governo minacci il licenziamento per chi continua la protesta, Zuma mostra i muscoli.
L’esercito è stato schierato attorno ai principali ospedali di Johannesburg per impedire nuovi blocchi.
Numerosi gli episodi di violenza e intimidazioni, in particolare in scuole e nosocomi, dove i lavoratori in sciopero hanno impedito l’accesso delle ambulanze, dei medici e degli stessi pazienti. Secondo l’emittente News24, almeno sette persone, tra cui tre neonati, sarebbero morte a causa dello sciopero.
Negli ospedali di KwaZulu-Natal e Gauteng sono stati inviati medici e personale militare per riattivare i servizi.
La polizia è intervenuta a Soweto e lungo l’autostrada M1 sparando proiettili di gomma e usando i cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti che bloccavano le strade.
Zuma ha avvertito i sindacati che i dipendenti che continuano lo sciopero potrebbero essere licenziati. Il governo aveva varato un aumento salariale per il settore pubblico pari al 7%, in linea con quanto proposto al tavolo negoziale, a fronte invece dell’8,6% richiesto dai sindacati.
Ma almeno 1,3 milioni di lavoratori del settore pubblico hanno deciso di incrociare le braccia “a oltranza” dopo la brusca interruzione delle trattative con il governo per l’aumento. Insegnanti, medici, infermieri ma anche poliziotti hanno sfilato chiedendo accesso gratuito al sistema sanitario e aiuti statali per la casa, oltre all’aumento degli stipendi.
“Paralizzeremo il Paese pur di farci ascoltare”, ha dichiarato un responsabile del Sadtu-Cosatu, il principale sindacatosettore pubblico sudafricano degli insegnanti. I lavoratori del si dicono pronti a inasprire la protesta se le loro richieste non saranno accolte. Il rischio ora per il governo è che la protesta investa anche il settore privato. E allora, sarebbe il caos totale.
La calma e l’assenza di tensioni che ha vissuto il Paese durante il mondiale di calcio è ormai, dunque, un lontano ricordo: ora il malcontento sociale in un Paese in cui il 43 per cento della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà è sentimento diffuso. Il fuoco insomma cova sotto la cenere.
Resta ora da vedere se Zuma riuscirà a dirimere la questione. Dopo l’annuncio di voler ospitare le olimpiadi, l’immagine di un Sudafrica ancora in preda a conflitti e a questioni irrisolte pesa di certo sul futuro. Anche olimpico.
- Lunedì 23 Agosto 2010

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Commenti
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Il 23 Agosto 2010 alle 22:27 e.fumagalli ha scritto:
Fu proprio durante i mondiali di calcio, che a notte fonda, RAI 3 trasmise un servizio sul Sud Africa dove lamentavano gli sprechi per i giochi usando i fondi destinati ad un miglioramento sociale. Lo trasmise Rainew24 tra le due e tre di notte, forse perché non se ne sentisse parlare ma non si può tacere a lungo e i media televisivi vedono solo America, ossia USA e getta che è uno schifo.
Il 23 Agosto 2010 alle 22:34 pasalaam ha scritto:
Con un po’ di cattiveria, si potrebbe dire che é venuto il momento della verità.
I soldi lasciati dal perfido bianco sono finiti, le casse sono vuote. Adesso bisognerà lavorare e si accorgeranno presto che i padroni neri sono molto ma molto peggio dei bianchi.
Come previsto, finiranno come la Rhodesia ed il Kenya. Pezzenti.
Incominciamo a preparare gli aiuti umanitari.
Un cordiale saluto al moderatore
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