
(Credits: Epa)
Sempre più difficili i rapporti tra il presidente Barack Obama e i comandanti militari statunitensi. Dopo le dichiarazioni del comandante delle truppe alleate in Afghanistan, il generale David Petraeus, che contestava la decisione della Casa Bianca di indicare la data dell’inizio del ritiro da Kabul nel luglio 2011, martedì è sceso in campo anche il comandante del Corpo dei Marines, generale James Conway.
”Penso che ci vorranno alcuni anni prima che le condizioni sul terreno rendano possibile un passaggio di consegne e che la scadenza del luglio 2011 sia di incoraggiamento ai nostri nemici”, ha dichiarato il generale, indicando in particolare la situazione nelle province di Helmand e Kandahar, critica per quanto riguarda la capacità delle forze afgane di garantire la sicurezza
Noto per i suoi commenti franchi e spesso distanti dalle posizioni dei vertici politici e del Pentagono, Conway aveva proposto due anni or sono che le operazioni militari in Afghanistan fossero affidate ai marines, corpo addestrato alla contro-insurrezione, lasciando all’Us Army (l’esercito) la gestione del fronte iracheno.
La proposta venne respinta dal Pentagono ma i marines hanno comunque ottenuto un ruolo di rilievo nelle province più calde e soprattutto a Helmand dove hanno rilevato i britannici alla guida delle operazioni contro i talebani.
Secondo Conway la guerra ”può essere perduta rapidamente o vinta lentamente” e i reparti dei marines saranno sicuramente tra gli ultimi a lasciare l’Afghanistan. Le critiche di Conway all’Amministrazione Obama confermano le crescenti tensioni tra il Presidente e gli ambienti militari ma non dovrebbero avere ripercussioni sulla carriera dell’ufficiale che a ottobre andrà in pensione.
Non è solo la condotta della guerra afghana a non piacere a Conway che nella conferenza stampa al Pentagono (probabilmente l’ultima) ha preso di mira anche il provvedimento che aprirà l’accesso alle forze armate anche a gay dichiarati voluto da Obama e sostenuto dal segretario alla Difesa, Robert Gates, e dal capo di stato maggiore interforze, ammiraglio Mike Mullen.
“Noi marines reclutiamo un certo tipo di giovani, molto macho, pronti a combattere e morire per la patria. La grande maggioranza dei marines non desidera vedere cambiare le norme attuali sul bando ai gay dichiarati” ha detto il generale con un linguaggio diretto e politicamente scorretto.
- Giovedì 26 Agosto 2010

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Commenti
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Il 26 Agosto 2010 alle 11:37 giovannim. ha scritto:
Quello che stupisce è che, di fronte ad osservazioni di assoluta logica ed elementare buon senso, manchino delle risposte concrete. Sia il Generale Petreaus che il Generale Conway hanno espresso, da 2 punti diversi, lo stesso concetto: la data del ritiro dall’Afghanistan non può essere decisa in maniera astratta, semplicemente puntando il dito su di un giorno (quasi) a caso del calendario.
Essa, piuttosto, non può che essere rapportata alle reali condizioni sul terreno, in poche parole, quando sarà possibile (se mai lo sarà) cedere le responsabilità alle forze di sicurezza afgane, e senza che essa diventi un vantaggio proprio per chi si sta combattendo.
Tornano in mente così le parole pronunciate dal Generale McChrystal in occasione dell’intervista al Rolling Stone; è bene ribadirlo, i toni di quella intervista erano sbagliati e la sua rimozione inevitabile. Ciò detto, sarebbe stato ugualmente utile riflettere di più sui suoi contenuti e cioè sulle indecisioni del Presidente Obama circa i piani di rafforzamento delle truppe e, più in generale, sull’intera questione afgana, sulle (bizzarre) opinioni del Vicepresidente Biden sulla stessa o, ancora, sulla confusione di ruoli tra i vari (forse troppi) personaggi dell’Amministrazione americana che vi ruotano attorno (dal Comandante stesso di Isaf all’Ambasciatore a Kabul Eikenberry, passando per l’inviato speciale Holbrooke).
Viene in mente l’aforisma di Clemanceau: «La guerra è una cosa troppo seria per lasciarla ai militari.»
Forse sarebbe il caso di cambiarla in un più attuale: «La guerra è una cosa troppo seria per lasciarla ai politici.»
Il 26 Agosto 2010 alle 17:24 micuomo ha scritto:
Molte dichiarazioni dei politici sono appunto “politiche” per mediare…..poi nella pratica,talvolta, accettano i consigli dei militari….
Il 27 Agosto 2010 alle 12:18 e.fumagalli ha scritto:
Usando un minimo di logica, poco tempo fa il NY Times pubblicò la notizia delle ricchezza in Afghanistan, cosa che già 200 anni fa sapevano gli inglesi e pure i tedeschi di Hitler, quindi lo scopo di quella “democrazia” era di mettere le mani su quei tesori che non è volontà ne dei governi come dei militari ma bensi di chi veramente comanda, ossia multinazionali e lobby. Che i cinesi già avessero accordi con i capi tribù della zona, appunto per lo sfruttasmento di quelle risorse, giunse alle orecchie di chi comanda si sa, quindi ciao tesori, ecco la decisione di sostenere una guerra inutile essendo sfumato l’interesse, i cinesi stipulano contratti diversi e non impongono governi a loro piacimento, ottengono cosi il consenso dei locali taliban compresi. Fateci un pensierino e rivedete le vostre cognizioni. Può darsi che mi sbagli ma è il solo modo di pensare logico. Bella fregatura, soprattutto per noi che come allocchi siamo corsi dietro a degli illusi.
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