
La folla al Lincoln Memorial per il Restoring Honor di Glenn Beck (Credits: Ansa)
In America esiste una Destra sociale, che ha un solo desiderio: vuole che i governanti compiano l’opera di Dio; sogna che le sedute dell’esecutivo siano aperte dalla lettura della Bibbia e non dall’ultimo bollettino economico. Esiste anche una Destra antigovernativa che ha un solo obiettivo: ridurre al minino l’influenza di Washington e del governo federale nella vita di ogni cittadino. Glenn Beck ha fatto il colpaccio: le ha riunite e le ha armate in vista delle elezioni di Medio Termine.
Restoring Honor, la manifestazione organizzata dall’anchor man della Fox News Television, dall’uomo che ormai è diventato un’icona dei conservatori americani, dal telepredicatore seguito da milioni di persone, è stata un successo.
Non solo perché sulla spianata di fronte al Lincoln Memorial c’erano migliaia e migliaia di persone, non solo perché l’attenzione di tutti i media da due giorni è dedicata all’avvenimento, ma anche e soprattutto perché l’iniziativa ha saldato due anime profonde, due movimenti importanti del conservatorismo americano: quella (fondamentalista) religiosa e quella anti-governativa, che si è espressa negli ultimi mesi con la nascita del Tea Party.
Non è una coincidenza che alla manifestazione abbia parlato anche Sarah Palin, l’ex candidata alla vicepresidenza ora diventata punto di riferimento del partito che contesta le riforme di Barak Obama.
Il presidente è stato il convitato di pietra della manifestazione. L’Altra America (la Vera America, secondo chi ha partecipato) che si è radunata nella spianata del National Mall ha “un sogno” diverso per gli Stati Uniti (e non a caso, l’iniziativa è stata organizzata nello stesso luogo e nel giorno del 47°anniversario del discorso di Martin Luther King, il quale sognava la sua America, l’America dei diritti civili); un sogno che si è materializzato negli slogan risuonati sotto le colonne di marmo del monumento ad Abraham Lincoln: ristabilire l’onore e la dignità degli Stati Uniti, calpestate dall’inquilino della Casa Bianca che sta facendo a pezzi la Costituzione e i valori fondanti della Nazione.

Partecipanti alla manifestazione Restoring Honor (Credits: Ansa)
“L’America ha girate le spalle a Dio” - ha detto Glenn Beck durante il suo discorso. Molto atteso, come quello della Palin. In una kermesse che era stata definita un appuntamento non politico, ma che in realtà lo è stato nella sua più profonda essenza. Un misto tra uno show televisivo, una funzione religiosa, una commemorazione e un tributo ai soldati americani impegnati sui fronti di guerra e un comizio elettorale dove il nome dell’avversario non è mai stato esplicitato ma è rimasto sottinteso: Barack Obama.
Dal quale, Beck ha mutuato la parola d’ordine Change. Uno slogan che ora - ad appena metà mandato - sulle labbra del presidente - per un consistente fetta dell’opinione pubblica americana - appare già una vecchia cantilena, mentre urlato dal telegiornalista della Fox News è benzina nel motore del movimento conservatore a Stelle e Strisce.
Così come il titolo della manifestazione (Restoring Honor) è, di fatto, una frase dal forte sapore patriottico e riecheggia alcuni slogan del passato, basati sul concetto di rinascita, ripresa del cammino degli Stati Uniti (nella giusta direzione), non ultimo quello usato da Ronald Reagan per la sua fortuna campagna elettorale: It’s morning again, America.
E’ stata (solo) la rampa di lancio per un ticket Beck - Palin alle prossime presidenziali, hanno detto alcuni critici della manifestazione. “Non se ne parla nemmeno” è stata la secca risposta dell’anchor man nel suo show della domenica mattina. “Non so che cosa voglia fare Sarah. Io so di non aver alcun desiderio di diventare presidente degli Stati Uniti. Nessun desiderio”.

Glenn Beck al Restoring Honor (Credits: Ansa)
Può essere. Per ora Glenn Beck si accontenta di essere il trascinatore (insieme alla Palin) della destra populista e più radicale. Non una cosa da poco, visto che con la sua influenza sui milioni di persone che lo seguono in televisione, il giornalista-telepredicatore può condizionare ( e molto) la vita politica americana. Sarà protagonista dei prossimi mesi. I democratici sono avvertiti. La Destra americana riparte da Washington e da Glenn Beck.
- Lunedì 30 Agosto 2010

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