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Barack Obama si lascia l’Iraq alle spalle - L’ANALISI

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  • Tags: Barack Obama, discorso, guerra, iraq, missione militare, obamamania, ritiro, Stati Uniti, studio ovale, truppe
  • 2 commenti
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.
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Il discorso di Barack Obama sull'Iraq è durato 18 minuti ed è stato il secondo che ha tenuto dallo Studio Ovale (Credits : Ansa)

(Credits: Ansa)

Barack Obama si lascia alle spalle Baghdad (la “Guerra che non voleva”), non dichiara la vittoria, ma annuncia agli americani che Iraqi Freedom (come era stata battezzata la missione combattente iniziata sette anni fa) è finita e che ora è tempo di “voltare pagina”. Per concentrarsi sulle vere priorità dell’America : la crisi economica, la necessità di ridare un posto di lavoro ai milioni di persone che l’hanno perduto.

Nei 18 minuti del suo secondo discorso ufficiale (e televisivo) alla Nazione dallo Studio Ovale, Obama ha parlato più da presidente che da comandante in capo. Ha onorato le truppe che hanno combattuto in Iraq; ha ricordato - senza enfatizzarla - la sua opposizione al conflitto voluto da George W. Bush, ma gli ha anche reso un piccolo omaggio, riconoscendo al suo predecessore di aver mostrato ” amore per il suo Paese, per i suoi soldati e una vera attenzione alla sicurezza degli Stati Uniti”.

Lo ha fatto anche (e soprattutto) per evitare di usare un tono che avrebbe potuto apparire partigiano, con il rischio di riaprire profonde ferite in un Paese che era  (ed è) diviso sulla bontà di quella guerra.

Barack Obama ha spiegato agli americani che la guerra è finita, ma che la missione non è compiuta del tutto. Tanto che - ha preannunciato - potrebbero esserci ancora vittime tra i 50.000 soldati Usa che sono rimasti a Baghdad.

Ma sulle conseguenze del ritiro delle truppe, sui futuri scenari dell’Iraq, sulla debolezza di quel Paese e di quel governo, sull’influenza iraniana, sugli equilibri mediorientali e sul ruolo che giocheranno gli Stati Uniti in quell’area del mondo, Obama non ha detto nulla. Ha voluto più mettere l’accento sul fatto di aver mantenuto le sue promesse elettorali che sulle ripercussioni che avranno le sue decisioni.

Lo Studio Ovale della Casa Bianca (Credits : Ansa)

Lo Studio Ovale della Casa Bianca (Credits: Ansa)

Questa sua direzione di marcia è stata confermata anche dal breve accenno all’Afghanistan fatto nel discorso. Obama ha ribadito che l’inizio del ritiro da Kabul sarà effettuato nei tempi previsti. E questo, nonostante i suoi generali gli abbiano detto più volte che, allo stato attuale, annunciare un disimpegno da quel teatro di guerra può essere molto controproducente sull’andamento del conflitto.

Barack Obama ha fretta di chiudere anche l’altra pagina bellica americana. Il suo messaggio agli americani è stato chiaro: la mia priorità è il fronte interno: l’economia.

Per un presidente in forte calo di popolarità nei sondaggi, con alle porte una possibile débacle nelle elezioni di Medio Termine, era importante “usare” il discorso alla nazione sull’Iraq per rassicurare i suoi concittadini sul suo impegno per risollevare le sorti economiche degli Stati Uniti

“E’ la mia principale missione” - ha scandito Obama dalla scrivania di uno Studio Ovale completamente riarredato per l’occasione, anche (forse) per marcare la distanza dal discorso che fece George W. Bush la notte dell’invasione dell’Iraq, sette anni fa, dallo stesso luogo.

E nel parlare di questo argomento, Barack Obama ha ripetuto (implicitamente) i motivi della sua opposizione alla guerra in Iraq. Perché - ha detto- quel conflitto ha drenato miliardi di dollari e risorse agli Stati Uniti che invece avrebbero dovuto essere spesi per lo sviluppo e la prosperità del Paese. Argomenti che erano stati usati da Obama anche durante la campagna elettorale.

E che ha riproposto nel discorso in prime time televisivo. Per Barack Obama la missione (sul fronte interno) è ancora da compiere.

  • michele.zurleni
  • Mercoledì 1 Settembre 2010

Vedi anche:

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Commenti

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Il 1 Settembre 2010 alle 13:05 e.fumagalli ha scritto:

Da altre fonti in Iraq è in corso una guerra civile e da oltre 5 mesi sono senza governo quindi sarà finita la guerra ma è il caos, bell’affare. Creare un posto di lavoro è facile, occorre sapere che fare,se qualsiasi cosa che produci arriva dall’estero a metà prezzo o ancor meno chi è quel cretino che investe. Salvo che sia lo Stato ad investire ma allora è comunismo e gli Stati Uniti non sono comusti occorre spiegarglielo.

Il 2 Settembre 2010 alle 14:52 Panorama News 1 settembre 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:

[...] Barack Obama si lascia l’Iraq alle spalle - L’ANALISI [...]

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