
(Credits: Epa/Mario Guzman)
Viso rotondo, capelli biondi rasati, voce roca, barba leggermente incolta, sguardo un po’ svanito di chi sa che a 37 anni ha finito di vivere libero. Per sempre. A meno che non decida di trasformarsi in un “collaboratore di giustizia”. Raggela il sangue ascoltare l’interrogatorio di Edgar Valdez, uno dei principali e spietati boss dei narcos messicani, soprannominato La Barbie per i suoi lunghi capelli biondi e arrestato (e rasato) lunedì scorso. La poliziotta che lo interroga, di cui seguiamo solo la voce monocorde fuori onda mentre la telecamera stringe sul primo piano della “Barbie” con la testa rasata da poche ore, fa domande puntuali. Valdez risponde senza giri di parole.
L’interrogatorio “aperto” de “La Barbie”
“Sì, ero amico di Arturo Beltrán”, El Barbas, leader del cartello di Sinaloa fino alla sua morte. A impressionare sono soprattutto i nomi dell’elite dei narcos messicani che La Barbie racconta di conoscere e poi la riunione della Junta, la “Cupola” dei cartelli messicani, riunitasi a Cuernavaca. L’obiettivo ce lo spiega lo stesso Valdez, che era presente: “Cercare un accordo al fine di diminuire gli omicidi”.
Chi partecipò quell’incontro della Junta? Joaquín “el Chapo” Guzmán Loera, il narcos più ricco e ricercato del mondo, Ismael Zambada detto El Mayo, Azul, ovvero Juan José Esparragoza, Héctor Beltrán Leyva, Sergio Villarreal Barragán e Gerardo Álvarez, El Indio, molto amico della “Barbie”. Insomma, la crème de la crème dei cartelli narcos che stanno mettendo a ferro e fuoco il Messico.
Limitandoci agli episodi più eclatanti del mese di agosto, la popolazione ha dovuto assistere, inerme, all’eccidio dei 72 migranti clandestini trucidati al confine con gli Usa, sindaci assassinati, autobombe, molotov contro un bar nell’ex paradiso per turisti di Cancun, una ribellione dei corpi d’èlite della polizia nell’inferno di Ciudad Juárez, il chiuso per narcos di Chihuahua, rapimenti e omicidi di giornalisti. Insomma, una lista degli orrori che neanche in Iraq.
Per questo, per una volta, ha ragione da vendere il presidente Felipe Calderón Hinojosa, a esultare per la cattura della “Barbie”, evidenziando come si trattasse di “uno dei criminali più ricercati in Messico e all’estero”.
Resta da vedere cosa riusciranno a ricavare gli inquirenti dalle sue dichiarazioni, la maggior parte delle quali rimangono naturalmente top secret. Di certo c’è che averlo catturato senza sparare un solo colpo e grazie a un’intercettazione telefonica è stato fondamentale, trattandosi di uno dei capi su cui il governo messicano aveva messo una taglia di oltre due milioni di dollari.
Un pesce grosso preso vivo, insomma, questa “Barbie”. Un narcos che, se dovesse iniziare a collaborare potrebbe risultare decisivo, una sorta di Tommaso Buscetta in versione messicana.
La strategia di chi governa lo stato messicano a un passo dal “fallimento”, a cominciare dal presidente Calderon, è infatti oramai quella dell’ “O noi, o loro”. E che non ci sia più tempo da perdere lo testimonia la decisione di mandare a casa 3.200 agenti federali, circa il 10% dell’intero contingente, perché implicati in omicidi, violenze e gravi violazioni del regolamento. Il tutto in base alle indicazioni della legge generale del Sistema Nazionale di Sicurezza Pubblica.
La parola d’ordine per la lotta ai narcos è innanzitutto allontanare dalle mele marce, tante, gli apparati di sicurezza e di intelligence. Un’impresa titanica ma necessaria se si vuole arrivare a risultati di rilievo, come nel caso della cattura di Edgar Valdez. Ma la strategia cambia anche al di là del Rio Bravo, sul fronte statunitense. Da oggi, infatti, il governo di Barak Obama ha cominciato ad utilizzare i Droni, aerei senza pilota telecomandati da terra, per controllare anche dall’alto la frontiera con il Messico.
- Mercoledì 1 Settembre 2010

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Il 1 Settembre 2010 alle 19:57 Tweets that mention La cattura di Edgar Valdez, un passo decisivo nella lotta ai narcos messicani - L’ANALISI - Mondo - Panorama.it -- Topsy.com ha scritto:
[...] This post was mentioned on Twitter by Riviste Italiane, Paolo Manzo. Paolo Manzo said: La cattura di Edgar Valdez, un passo decisivo nella lotta ai narcos messicani - L’ANALISI - Mondo - Panorama.it http://goo.gl/k6Kw [...]
Il 1 Settembre 2010 alle 20:52 indigesto ha scritto:
Il male va estirpato alla radice, e la radice sta nella povertà che genera delinquenza e corruzione. Di solito questi fenomeni di contropotere, oggi imperniati sul traffico di droga, sorgono liddove il potere è arrogante e opprimente. Non credo basti eliminare i capi delle varie organizzazioni; morto un capo se ne fa un altro. La bonifica semmai parte dalla economia e dalla giustizia sociale. Credo che il Messico abbia ancora molta strada da fare in proposito.
Il 8 Novembre 2010 alle 19:28 Messico: ecco perché l’uccisione di Tony Tormenta cambia gli equilibri fra i cartelli dei narcos - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] al programma per i “testimoni protetti”. È stato lui – il prossimo potrebbe essere “La Barbie” – a consentire molto del lavoro di intelligence sulle due sponde del Rio Grande anche se, adesso, [...]
Il 23 Novembre 2010 alle 3:40 World Spinner ha scritto:
La cattura di Edgar Valdez, un passo decisivo nella lotta ai ……
Here at World Spinner we are debating the same thing……
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