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Medellin: "San" Pablo Escobar (Credits: Guerretto by Flickr)
Medellin era la città più violenta dell’America Latina negli anni 90 quando a fare da padrone era un narcotrafficante di nome Pablo Escobar che con il suo cartello faceva paura al mondo intero. Un po’ come oggi la messicana Ciudad Juarez. Poi un periodo di calma in cui la capitale del dipartimento di Antioquia era stata addirittura additata dai media come un “modello” di recupero e bonifica dal crimine. Oggi la realtà di Medellin, in Colombia, con i suoi 2,5 milioni di abitanti è purtroppo ben diversa e i suoi abitanti sono tornati a vivere nella morsa del terrore.
Solo dallo scorso gennaio le statistiche dicono che sono stati commessi ben 1.430 omicidi, rispetto a un 2009 che si è chiuso con un bilancio di 1209 vittime. Per la fine del 2010 il computo dei morti ammazzati dovrebbe dunque raddoppiare. Sempre colpa del narcotraffico e dei cartelli della droga che hanno ripreso a farsi la guerra.
Se ai tempi di Escobar le bande erano 450, oggi, secondo le autorità sarebbero 400, 200 delle quali attive, e possono contare su un “esercito” di 5mila uomini, ma il trend della violenza è in crescita esponenziale. Per questo il governo del Presidente Juan Manuel Santos ha deciso di correre ai ripari e ha inviato d’urgenza 2.000 poliziotti.
Non solo. Sono state rafforzate anche le misure di sicurezza per proteggere il procuratore generale della città e molti giudici, oltre ad un potenziamento delle risorse tecnologiche e il rafforzamento dei programmi di protezione per i testimoni e i collaboratori di giustizia. Intanto anche gli Stati Uniti hanno espresso “viva preoccupazione” per la violenza che si sta sconvolgendo la città.
- Venerdì 3 Settembre 2010
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Commenti
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Il 3 Settembre 2010 alle 14:09 e.fumagalli ha scritto:
Medellin è una delle città più belle del mondo per il suo clima e i fiori. E’ anche la più industriosa della Colonbia con una popolazione cordiale e allegra benché formatasi da immigrati interni, non esiste più un antioquenio originale, fu l’ultima regione conquistata dai barbari europei che lottò diperatamente e piuttosto che sottomettersi, l’intera popolazione si suicidò, gettandosi dalle rupi. Medellin deriva da Metello era conte spagnolo ma il titolo Italiano, Metello d’Alba, quindi ha qualcosa di Italiano. Si, come una donna focosa è violenta ma quale città oggi non le è? La sua industria manufatturiera è dotata di oltre l’80% di macchinario e tecnologia italiana ed è anche l’unica dotata di metropolitana aerea, ai miei tempi a metà dopo 10 anni ma non avevano fretta. Purtroppo è la droga il problema e la disgrazia deriva dal fatto che il paese dove ce n’è più richiesta sono gli USA, se spoarissero gli USA sparirebbe anche il traffico di droga ma è impossibile.
Il 3 Settembre 2010 alle 14:38 Tweets that mention Colombia: torna la Medellin di Escobar, violenta e insanguinata - Mondo - Panorama.it -- Topsy.com ha scritto:
[...] This post was mentioned on Twitter by Paolo Manzo, Medifocus. Medifocus said: #Colombia: torna la Medellin di Escobar, violenta e insanguinata http://bit.ly/9dmaJ2 [...]
Il 4 Settembre 2010 alle 2:41 micuomo ha scritto:
La depenalizzazione del commercio della droga potrebbe risolvere…… micuomo
Il 4 Settembre 2010 alle 14:02 e.fumagalli ha scritto:
micuomo, ma poi occorrerebbe girare tutti armati come nel far west altrimenti a chi le venderebbero le armi, senza droga non ci sarebbero più narcotrafficanti e guerriglieri e l’industria USA già agonizzante, crollerebbe del tutto. La droga è come la prostituzione, ci fu il proibizionismo ma non capirono niente come il Vietnam e torbarono a battere capocciate in Afghanistan. Sono i padroni del mondo, no?
Il 4 Settembre 2010 alle 15:57 p.a.d ha scritto:
Le armi non arrivano (solo) dagli USA ma anche da Russia, parecchio interessata all’importazione della polverina magica soprattutto tra le fila dell’ormai imperante mafia, l’Europa della quale fa parte anche l’Italia che, fortunatamente e per il momento, distribuisce i suoi prodotti più che altro per vie ufficiali e per usi consentiti come caccia e difesa delle forze dell’ordine.
A rimetterci (ma poca roba) non sarebbero solo gli USA, ma anche i produttori di altre nazionalità.
Ricordo anche che l’arma più diffusa fra gli “utilizzatori” illeciti è il solito “Kalashnikov” di produzione russa ed anche cinese.
Giusto per essere imparziali ed onesti …
Quanto alla questione “Medellin”, sono certo che l’assoluta maggioranza di quei morti fa parte della manovalanza del narcotraffico, quindi, francamente, non mi solleticano nemmeno!
Semmai posso essere dispiaciuto quando ci vanno di mezzo ignari (non so fino a che punto) parenti e famigliari tra i quali a volte, purtroppo, bambini innocenti.
Per il resto mi suona un po’ come una “selezione naturale”… Quando rimmarrà solo una “famiglia” dopo l’eliminazione dei rivali tutto sarà più facile.
Escobar è diventato un obbiettivo molto più facile e preciso per la guerra al narcotraffico proprio dopo che ha eliminato praticamente tutti i concorrenti.
Vedremo. Io non “pippo”, non spaccio, non me ne frega di meno della droga e di provarla, ancor meno mi frega del fatto che per tale cosa ci siano colombiani, messicani, boliviani ed altri che si massacrano tra loro per la fetta di mercato migliore.
Credo sia sufficiente a tenermi fuori dai rischi che vi ruotano attorno. Se mai qualcuno mi legnerà o mi ammazzerà per rapinarmi ed andarsi a comprare la droga, spero solo che sia la volta che gli mollano del veleno per topi!
Tanto il destino non distingue tra rapinatori ed altro … Si possono piegare gli stracci anche solo uscendo dal portone di casa in qualunque momento: basta un pirata della strada od anche solo inciampare nello zerbino e cozzare col cranio in malomodo.
Con dovuti scongiuri, ovviamente.
Il 4 Settembre 2010 alle 19:52 e.fumagalli ha scritto:
I Kalashnikov sono di produzione ceca, per lo più, comunque il monopolio è USA, che da soli in armamenti, investono più di tutto il resto del mondo messo assieme, è l’unica industria che gli è rimasta. Il club Caramel di Bogotà, è tra i più esclusivi al mondo, scrupolosamente ebraico, con il suo bollettino della borsa. Le azioni più richieste e consigliate erano sulla borsa di Cali ma non l’ufficiale, quella del cartello, Medellin in forte calo. 25% netto, esentasse, tanto perché non si pensi che i narcotrafficanti siano solo poveracci, quelli ci lasciano solo la pelle, i veri che ci guadagnano sono persone rispettabilissime anche milionari. I mineros, a Medellin, il gruppo più potente finanziariamente, erano fortemente interessati ad investire su attività di mia competenza essendo in Colombia un problema il riciclaggio di denaro, che non è sporco, l’esportazione di coca non è reato è reato il consumo. Era un piccolo investimento di 11/12 milioni di dollari il guaio fu che si trattava di derivati dal traffico e io non avevo bisogno di soldi,preferii vivere tranquillo.
Il 4 Settembre 2010 alle 22:31 pasalaam ha scritto:
Non facciamo i furbi, il Kalashnikov fu inventato e costruito dai sovietici. Diffuso con la denominazione di AK47.
I cecoslovacchi lo copiarono migliorandolo e lo chiamarono AK74. I cinesi pure lo copiarono, ma peggiorandolo.
Infine, gli israeliani lo modificarono, chiamandolo Galil e facendone uno dei migliori fucili d’assalto dell’epoca.
La sua diffusione nel mondo é legata al fatto che tutti i regimi comunisti ne fecero dono ai compagni rivoluzionari.
In poche parole, per avere un FAL o’ un AR15 bisognava pagare, per avere un AK47 bastava promettere di usarlo per sparare nella schiena di un nemico del popolo.
Anche senza essere fini osservatori, si può facilmente costatare che dove si spara, ci sono più AK e RPG di tutte le altre armi messe insieme. Queste armi sono in produzione SOLO nei paesi comunisti.
Grazie per l’ospitalità
Il 4 Settembre 2010 alle 23:36 pasalaam ha scritto:
Tornando alla droga, secondo mé, l’idea di liberalizzarla non sarebbe da scartare.
Non sò quanto costino alla comunità: la “guerra” alla droga, la cura dei tossicodipendenti e la criminalità che li accompagna.
Il risultato é nullo, quindi, soldi buttati al vento, da decenni.
Se la droga fosse libera, se ne potrebbero controllare la diffusione e gli effetti. Quelli che non si drogavano, continueranno a non farlo, quelli che già si drogavano non avranno più bisogno di ammazzare per pagarsela.
Mettendola sul piano concreto, se avessi un figlio che si droga preferirei sapere che la compra in farmacia piuttosto che dal clandestino del quartiere.
Purtroppo, sono tentato di credere che, dal commercio della droga, traggano profitto non soltanto trafficanti e terroristi, ma pure i governi di paesi insospettabili.
Anche per loro si tratta di soldi in nero che si possono spendere senza dover rendere conto a nessuno.
Una civilizzazione che ha sconfitto: il vaiolo, la peste, la poliomelite (quasi) ha certamente le risorse per sconfiggere la droga. Probabilmente, non vuole.
Il 5 Settembre 2010 alle 11:47 e.fumagalli ha scritto:
Hai ragione pasalaam, infatti le BR usavano pistole, i fascisti le bombe tra la folla …
Il 5 Settembre 2010 alle 13:35 paolo.manzo ha scritto:
Fumagalli, la pregherei di attenersi al contenuto dei post senza divagare troppo. Ci dica magari se è pro o contro la liberalizzazione e perché, invece di provocare sul piano personale altri utenti. Altrimenti sarò costretto ad eliminare i suoi commenti. Naturalmente il concetto vale per tutti gli altri, futuri ed eventuali. Grazie
Il 5 Settembre 2010 alle 14:55 jimmie01 ha scritto:
Io penso che prima di tutto bisogna mettersi d’ accordo sulle parole da usare e sul loro significato. Qui c’e’ chi parla di depenalizzazione e chi di liberalizzazione. Due cose completamnete diverse. Io, personalmente, sono in favore di una legalizzazione molto rigorosa. Ovvero, sono in favore del consumo di sostanze stupefacenti solo a fini terapeutici: sempre meglio la canna che i ” pain killers ” da laboratorio.
Il 5 Settembre 2010 alle 15:02 jimmie01 ha scritto:
PAD, io son come te. Non uso droghe, nella accezione ” vulgare ” del termine. Nel 2002 smisi di fumare ” cold turkey “, over night, dopo ventuno anni e tre pacchetti al giorno di senza filtro. Consumo alcool ogni giorno ma con estrema moderazione; anche perche’ nel mio lavoro i riflessi debbono essere pronti e lucidi e la mano ferma.
Il 5 Settembre 2010 alle 23:52 e.fumagalli ha scritto:
Sono per la legalità e il buon senso, come lo erano i casini di un tempo, puliti e controllati, la droga può equivalere al fumo o all’alcool e non vedo la ragione perché non può essere tenuta sotto controllo provocando molte meno vittime e come la tratta delle schiave, sottrarrebbe un mezzo di arricchimento per delinquenti e non (apparentemente)
Il 6 Settembre 2010 alle 0:03 pasalaam ha scritto:
Cosa é il “pain killer”?
Il 6 Settembre 2010 alle 2:29 jimmie01 ha scritto:
Pasalaam i ” pain killers ” son tutti i farmaci antidolorifici che provocano assuefazione. Non sto parlando chiaramente dell’ aspirina. Sto parlando di medicine potenti con effetti secondari ( side effects )devastanti. Possono essere comprati solo con ricetta del medico; eppero, proprio per gli effetti simili alle droghe piu’ diffuse, sono reperibili anche al mercato nero. Cosi’ come facilmente acquistabili al mercato nero son i farmaci antidepressivi e ansiolitici. Addirittura c’e’ chi non ricorre al mercato nero ( ove non sai mai cosa compri ) ma e’ in cura da piu’ medici, i quali, l’ uno all’ insaputa degli altri, prescrivono ” pain killers “. Oppure, quando il prezzo del farmaco e’ coperto dalla assicurazione medica, si evita di assumere il ” pain killer ” per i primi giorni di terapia e si raddoppia o triplica la dose nei giorni seguenti. Per essere piu’ chiaro, se il medico ti dice di inghiottire una pillola antidolorifica al giorno per trenta giorni, puoi evitare di assumere il farmaco per i primi quindici giorni e raddoppiare la dose negli altri quindici. Chiaramente per le prime due settimane, alimenterai la tua dipendenza co quel che il mercato nero offre.
Il 6 Settembre 2010 alle 2:37 jimmie01 ha scritto:
Posso anche dirti che personalmente ho fatto ricorso a ” pain killers ” una sola volta, quando una grossa vena all’ altezza del fianco destro fu recisa in tronco. I sanitari dovettero suturare internamente ed esternamente. All’ ospedale da campo mi diedero un paio di pillole rosa. Erano ” pain killers “. Ero steso sul letto come uno zombie. I riflessi ridotti ai minimi termini. Rifiutai la terapia antidolorifica e tirai avanti per un po’ di tempo, fin quando fui completamente guarito.
Il 6 Settembre 2010 alle 13:09 urca.ve ha scritto:
Todo tiene un pricipio que por ejemplo es tomado por los otros, la atómica la usaron los EE.UU. y siguieron los otros. El espacio lo conquistaron los rusos, y los otros siguieron, el Kalashnikov los idearon los rusos y siguieron los otros. Tres ejemplos a tomar en consideración, dos positivo y un negativo. Siente a quien piensa de otra manera ellos no son los mejores, todavia lo contrario. Incluso el terrorismo lo inventaron los judíos, en el 1939
Il 6 Settembre 2010 alle 20:26 pasalaam ha scritto:
Ommadonnasantissima, é tornato quello con i tasti ingarbugliati.
Non ho capito un tubo. Impossibile rispondere.
Peccato, magari ne valeva la pena.
Il 7 Settembre 2010 alle 2:40 p.a.d ha scritto:
Il 6 Settembre 2010 alle 13:09 urca.ve ha scritto:
Todo tiene un pricipio que por ejemplo es tomado por los otros, la atómica la usaron los EE.UU. y siguieron los otros. El espacio lo conquistaron los rusos, y los otros siguieron, el Kalashnikov los idearon los rusos y siguieron los otros. Tres ejemplos a tomar en consideración, dos positivo y un negativo. Siente a quien piensa de otra manera ellos no son los mejores, todavia lo contrario. Incluso el terrorismo lo inventaron los judíos, en el 1939
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Dove può arrivare la fantasia (ed anche l’estrema immaturità) di un 74enne per aggirare i suoi “veti” … Pazienza, ci vuole… Come all’asilo. :)
Jimmie, fra i “medicinali” sono quanto di peggio esista! Come la morfina, purtroppo necessaria in casi gravi…
Però in generale non s’è ancora capito che coloro che amano “farsi”, di qualunque sostanza si tratti, con la “liberalizzazione” controllata si troverebbero essi stessi controllati, e questa cosa andrebbe molto oltre l’apprezzamento per la più facile reperibilità del prodotto e per il prezzo più accessibile, anche se “gratis”.
In poche parole io non credo assolutamente che ci sarebbe un riscontro particolarmente esaltante da parte dei consumatori: la combriccola di personaggi (e sono tanti) che ogni weekend fanno la spesa, tra cocaina, pillole ed altro ancora, non credo sarebbero felici di farla alla luce del sole rendendosi molto facilmente identificabili e sputtanabili.
Dobbiamo ricordarci che non esistono solo i classici “perati”, che visto il loro stato di semicoscienza perenne se ne fregano della riconoscibilità… esiste tutto un sottobosco di utenza insospettabile che tale vuole rimanere a qualsiasi costo, anche al costo di un eventuale aumento di prezzo del prodotto smerciato illegalmente.
E poi qualcuno dovrebbe spiegarmi una cosa: un tossico che va ad acquistare, che so io, cocaina in farmacia, avrebbe dunque la garanzia di un prodotto di alta qualità… Che ne sarebbe della sua incolumità ma soprattutto della sua abitudine magari occasionale che diverrebbe molto probabilmente in questo modo una routine dalla frequenza incontrollabile?
Voglio dire… non tutti gli spacciatori ficcano detersivo o veleno per topi al fine di tagliare la sostanza, ma è evidente che allungano il tutto con qualcosa di pressoché innocuo o quasi (diversamente assisteremmo ad una moria continua!) e dunque sicuramente più blando di una dose acquistata in farmacia! Mah…
In ogni caso io credo che sia una piaga assolutamente inestirpabile, e di certo più per causa del consumatore che del venditore “abusivo”: resto dell’idea che finchè ci sarà il primo il secondo non sparirà mai dalla circolazione!
Chiedo a lei, Paolo: se lei fosse un “pusher” e nessuno avesse più desiderio di acquistare e consumare droga, continuerebbe a svolgere tale mestiere?
E se lei fosse un farmacista, nella stessa situazione, sentirebbe la necessità di approvvigionare il retrobottega di sostanze così “scomode”?
Secondo me il problema non risiede assolutamente in chi produce o vende, ma principalmente in chi consuma.
E non tiratemi fuori la solita solfa degli spacciatori che “iniziano” imberbi scolari appostandosi fuori dagli istituti!
Lì ci vanno perché sanno bene che fra mille, qualche coglione curioso ci scappa sempre. Ma nessuno scolaro con il minimo sindacale di cervello che non sia interessato farà mai il gioco dello spacciatore (spesso un compagno di scuola), e se tutti fossero così lo spacciatore andrebbe forse a consegnare pizze a domicilio.
Così non è, e io non vedo alcun tipo di via d’uscita.
Con grande relax per i narcos di Medellin, Caracas, ed ancor più per quelli messicani.
Il 7 Settembre 2010 alle 15:22 jimmie01 ha scritto:
PAD, son d’ accordo con te. Ecco perche` ho detto che a me va bene solo la droga legalmente reperibile a fini strettamente teraupetici. A mio modesto avviso, la liberalizzazione o addirittura la depenalizzazione creerebbero, poi, un problema di natura ” culturale “. Infatti, a quel punto chi vedrebbe piu’ la droga come qualcosa di sinistro e deleterio? Insomma, si porrebbero le droghe, anche le cosi dette pesanti, sullo stesso piano di alcool e tabacco.
Il 7 Settembre 2010 alle 18:41 anna.one ha scritto:
Hey, non mettete in testa ad Hopey certe idee che quello per bilanciare il deficit tassando le droghe come il tabacco e l’alcool renderebbe, senza pensarci due volte, il governo americano come il super pusher, dopotutto questa idea sembra gli sia gia’ passata per la testa per soddisfare i suoi amici e sostenitori.
Comunque, l’uso di droga globale e’ diminuito di oltre un terzo negli ultimi venti anni, mentre il consumo di cocaina e’ sceso da un sorprendente 70 per cento. Il novantacinque per cento degli americani non usano droghe. Questo e’ successo con qualsiasi standard.(DEA)
Un approccio equilibrato di prevenzione, di applicazione, e il trattamento e’ la chiave nella lotta contro la droga.
C’e’ un malinteso crescente che alcune droghe illegali possono essere prese in modo sicuro. Alcuni nella lobby per la legalizzazione sostengono addirittura tali farmaci hanno un valore medico, nonostante la mancanza di prove scientifiche definitive.
I pro-legalizzazione dicono che gli US hanno sprecato miliardi di dollari nel loro impegno anti-droga, ma la lotta contro la droga e la tossicodipendenza e’ una lotta continua che deve essere trattata come qualsiasi altro problema sociale. Dovremmo rinunciare all’istruzione o la poverta’, semplicemente perche’ non abbiamo risolto tutti i problemi?
La legalizzazione delle droghe portera’ a un maggiore uso e aumento dei livelli di dipendenza. La legalizzazione e’ stata provata prima, e fallito miseramente.
Criminalita’, violenza e consumo di droga vanno di pari passo. Sei volte tanti omicidi sono commessi da persone sotto l’influenza di droghe, la maggior parte dei reati di droga non sono commessi da persone che cercano di pagare per i farmaci: sono commessi da persone sotto l’influenza di droga. (DEA)
L’abuso dell’alcool causa non solo significativi danni per la salute, danni sociali e problemi di criminalita’ negli USA e suppongo in Italia, e la droga legalizzata potra’ solo peggiorare la situazione.
Alcuni sostengono che le droghe non sono piu’ pericolose dell’alcool, ma chi guida ubriaco e’ uno dei killers principali degli americani, vogliamo che i nostri autisti, infermieri e piloti di linea possono essere in grado di assumere droghe, una sera, e di operare liberamente sul luogo di lavoro il giorno dopo?
Negli USA i pro-legalizzazione guardano al “modello europeo” come un successo nella lotta contro la droga, ignorando che dopo la legalizzazione della marijuana in Olanda, i livelli di dipendenza da eroina sono triplicati. E Needle Park sembra un povero modello per l’America.
L’uso delle “recreational” droghe e’ antico come l’uomo, mi correggo, certi tipi dal carattere debole, influenzabile o in cerca di thrills, non si riuscia’ mai ad eradicarlo completamente. Entrambi i proponenti e oppositori alla legalizzazine portano buoni argomenti per i loro casi ma contraddizioni e inconsistenze sono presenti in enterambi le presentazioni, cio’ suggerisce che l’ultima evoluzione di questo problema si trasformera’sul political i.e. problema pragmatico.
Il 7 Settembre 2010 alle 19:28 anna.one ha scritto:
(2008) “The main opiate consumer market is Europe (about 19 per cent of global consumption, with a market value of US$ 20 billion), the Russian Federation (15 per cent), the Islamic Republic of Iran (15 per cent), China (12 per cent), India (7 per cent), Pakistan (6 per cent), Africa (6 per cent) and the Americas (6 per cent).”
Source: United Nations Office on Drugs and Crime, “Addiction, Crime and Insurgency: The transnational threat of Afghan opium” (Vienna, Austria: October 2009), p. 7.
http://www.unodc.org/documents.....han_Opiu...
hmmmm e il Brazil e’ secondo, dopo gli USA, per l’uso della cocaina…sembra che anche se quoto fumin: ” se spoarissero gli USA sparirebbe anche il traffico di droga ma è impossibile gli USA sparissero” non cambierebbe nulla!
Il 7 Settembre 2010 alle 20:23 e.fumagalli ha scritto:
Già solo il fatto che toglierbbe un’arma di arricchimento per la delinquenza oraganizzata sarebbe un successo, se poi si pensa che un farmacista commerci droga contraffatta siamo ai limiti delle follia,costa talmete poco chi il contraffarla costerebbe di più. Dove non esiste tassa sulle sigarette non esiste contrabbando di sigarette e negli USA si sa, ne sono esenti le riserve indiane. Ciao ciao, tanto non la pubblica.
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