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La Mongolia si risveglia filo nazista. Per colpa di Pechino

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  • Tags: Cina, Dayar Mongol, Hitler, mongolia, nazionalismo, orientexpress, povertà, sviluppo-economico
  • 8 commenti
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.
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Mongolia: volti (Credits: Marco Cerbo)

Mongolia: volti (Credits: Marco Cerbo)

C’è chi scrive che Hitler sia il nuovo idolo degli abitanti della Mongolia e che i gruppi nazionalisti nel paese stiano assumendo sempre più spesso atteggiamenti filo nazisti. In parte è vero ma, come sempre, per capire meglio cosa sta succedendo in una delle nazioni più isolate del pianeta è necessario contestualizzare il problema. Ricordando che, negli anni della Seconda Guerra Mondiale, Ulan Bator si schierò dalla parte dei sovietici nella lotta contro i tedeschi, consapevole che moltissimi mongoli erano stati massacrati nei campi di concentramento nazisti.

Ufficialmente in Mongolia esistono quattro gruppi ultra-nazionalisti, tutti registrati come Ong. Quello con più seguaci è Dayar Mongol (la Grande Mongolia), che dichiara apertamente di ‘odiare cinesi, coreani e vietnamiti perché fanno un sacco di cose illegali come il traffico degli esseri umani, le droghe e la prostituzione’, e si schiera da tempo ‘contro l’influenza cinese perché è pericolosa per la sicurezza nazionale della Mongolia’. Il problema di Ulan Bator, infatti, è proprio Pechino, e i nazionalisti hanno adottato atteggiamenti sempre più duri proprio per combattere l’influenza della Republica popolare nel loro territorio.

Del resto, da quando la Russia è in crisi è stata la Cina a prendere il sopravvento dal punto di vista degli investimenti e degli aiuti allo sviluppo destinati al paese. Persino l’esercito ha ricevuto, nel 2010, circa tre milioni di dollari di fondi da destinare a esercitazioni e al rinnovamento degli equipaggiamenti. Ma sono proprio questi aiuti a rendere sempre più sospettosa una parte della popolazione, che teme che la Cina abbia assunto l’atteggiamento del benefattore solo per nascondere interessi meno nobili.

Tra i nazionalisti, naturalmente, non mancano coloro che in nome della purezza della razza compiono atti molto violenti: le donne mongole che frequentano i cinesi, ad esempio, vengono rasate a zero, e i giovanissimi sempre più spesso commettono reati ai danni dei commercianti cinesi. Tuttavia, dal punto di vista della rappresentanza politica, nelle elezioni del 2008 gli estremisti hanno ottenuto solo l’1% dei consensi.

Il risentimento anti-cinese, però, sta aumentando. Anche a causa degli impegni non mantenuti dal nuovo governo di Ulan Bator. Nel 2008 era stato promesso che le miniere ancora inesplorate della Mongolia avrebbero trainato il boom economico del paese. Non solo, i proventi derivati dai ricchi depositi di oro, ferro, uranio, rame e carbone avrebbero dovuto, da un lato, essere investiti in industrie manifatturiere. Dall’altro, essere ridistribuiti tra la popolazione. Ma i mille dollari all’anno promessi a ogni cittadino non sono mai arrivati, e per gli investimenti il paese ha iniziato a chiedere aiuto alla Cina. Oggi, i mongoli hanno paura che i cinesi abbiano chiesto minerali in cambio di assistenza. Uno scambio che, inevitabilmente, danneggerebbe il futuro della Mongolia e renderebbe il paese troppo dipendente da Pechino.

Il video di una ragazza mongola rasata a zero:

  • claudia astarita
  • Lunedì 6 Settembre 2010

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Commenti

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Il 6 Settembre 2010 alle 18:23 e.fumagalli ha scritto:

Luna, per questo gruppi di nazi-KKK son in forte aumento anche negli USA. Da come esponi il problema non è colpa dei cinesi ma dei governanti mongoli. Con circa 2,8 milioni di abitanti su di un territorio cosi vasto e ricco non dovrebbero esserci problemi Avrebbero solo da entrare nella NATO e gli USA ci piazzano una decina di basi militari e tutto è risolto, prova a dirglielo.

Il 7 Settembre 2010 alle 0:25 pasalaam ha scritto:

Difficile credere che la Cina possa portare il benessere. Muoiono di fame in casa loro.
Esporteranno fame e miseria come d’abitudine. Forse anche i mongoli cominciano ad accorgersene.

Il 7 Settembre 2010 alle 6:34 anna.one ha scritto:

Infatti Mongolia si sente schiacciata sia dalla China che dalla Russia tanto che ha cercato altri partners:
il Japan, la Germania e South Korea, ma sopratutto gli USA. Oggi e’ considerata il Pentagon’s Trojan Horse, nel bel mezzo tra China e Russia, ed e’ a tutti gli effetti una US-NATO partner dal 2003,(Sei esercizi Khaan Quest dal 2003 al 2008) da quando invio’ un contingente in Iraq e Afghanistan dove e’ riconosciuta in pieno come un membro dell’ISAF.
L’amministrazione Bush approvo’ nel 2007 $285 milioni in aid tramite il Millennium Challenge Account in maggior parte per aiutarla a completare la transizione ad una economia basata sul mercato libero e per migliorarne le leggi. Era un’altra vittima del flagello comunista che gli USA si sentirono in dovere d’aiutare. :D

In quanto alle sue risorse ne sono molto interessate anche Tokyo, Seoul, Berlin ma e’ proprio China (che importa il 64.5%% delle esportazioni della Mongolia), che le sta’ sfruttando e le vorrebbe sfruttare ancora di piu (Tavan Talgoi), tanto che i mongoli (che non sono…mongoli) non vogliono essere dominati dagli investimenti della China, non vogliono dipenderne e hanno imposto dei limiti.

Oh, dimenticavo, gli USA nel 2009 importarono $ 15 milioni, mentre nel 2008 $38 mil, in uova, miele, lana..etc.

Il 7 Settembre 2010 alle 6:41 anna.one ha scritto:

hmmmmm what are Chinese troops doing in Kashmir?

Il 7 Settembre 2010 alle 11:52 indigesto ha scritto:

C’è sempre da temere per la propria indipendenza, politica ed economica, quando si è fatti segno alla “benevolenza” cinese.
E’ facile che vi siano gruppi di scalmanati che, a secondo delle circostanze, si dicano nazisti, fascisti o comunisti senza nemmeno sapere di cosa parlano. Accade anche in Europa, soprattutto nei paesi che hanno subìto, o desiderato, questi totalitarismi. Figuriamoci, dunque, quanto ciò sia possibile in paesi lontani. E’ naturale che per opporsi in qualche modo alla subdola penetrazione di un paese comunista ci si improvvisi in qualcosa che “storicamente” gli faccia da contraltare. Nulla di più, penso, gentile Professoressa. Saluti.

Il 7 Settembre 2010 alle 15:40 jimmie01 ha scritto:

According to someone the ” Godless ” people are around the world to help the others. They aren’t interested in taking advantage of them!!! NOT.

Il 7 Settembre 2010 alle 17:07 e.fumagalli ha scritto:

Mi pare che l’articolo avesse un altro tono ma vedo che si da credito alla politica degli specchietti per le allodole o si apprezzano perline di vetro.Interessanti le importazioni USA, dipendono sempre più da paesi poveri, non bastava la Cina. Ora Obama vuole investire 150 miliardi in strade, ponti e ferrovia, la stessa cosa che sta facendo la Cina in Tibet, che strano, gli USA sono arretrati in sovrastrutture ma poi che mangiano o dove trovano i soldi per comprare il cibo visto che arriva tutto da fuori. Lo disse una residente che sono invasi da prodotti latino americani, li riceveranno gratis? Insistono nel voler che rivaluti lo yuan, svalutino il dollaro che è sovravalutato e si mettano alla pari, sono mica i cinesi in crisi e nemmeno fessi.
Co le importazioni si arricchiscono le multinazionali, non lo Stato quello si indebita semp’re più e chi è quel privato che investe su una qualsiasi produzione che dall’estero arriva a prezzi stracciati? Si sono dati la zappa sui piedi e continuano, Obama non può farci niente e neppure i repubblicani. Gli abbiamo insegnato come si fa e ora ci lamentiamo? Ci imitano e son cavoli nostri. Per fortuna che non hann un Dio e Confucio non è cattivo è manco un Dio.

Il 7 Settembre 2010 alle 17:22 e.fumagalli ha scritto:

Va specificato che gli aiuti in 3 milioni di dollari dei cinesi come quelli degli USA i altri paesi, non sono quattrini dati ai mongoli che li spendano come vogliono ma aperture di credito per i loro prodotti, ossia ponno comprare per 3 milioni dalla Cina di prodotti cinesi,e idem gli altri al prezzo che impongono i cinesi o gli altri, tipo piano Marshall hce per primo si fece pagare i catorci militari che non valeva la spesa a riportarlseli a casa, bella fregatura, fu una delle ragioni perché la Russia, prima interessata poi si ritirò, dal famigerato piano. L’Italia si risollevò perché era la Cina d’Europa per gli USA, ora siamo straccetti essenod più conveniente la Cina e paesi limitrofi. Capirai, la Mongolia 2,7 milioni di individui, come Roma, meno dell’8 per mille per mantenerli tutti. Ridicolo ma interessante per basi militari ma non russe o cinesi.

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