
Un murale sulla Macchia Nera del Golfo del Messico (Credits: Ansa)
Bp ammette alcune responsabilità per il disastro causato dall’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico ma chiama in causa anche Transocean e Halliburton: “una sequenza di errori che ha riguardato tutte le parti coinvolte nelle attività”.
(AGI/REUTERS) - Bp respinge molte delle responsabilità per l’esplosione alla piattaforma offshore nel Golfo del Messico, che ha dato il via alla più grande fuoriuscita di greggio della storia degli Stati Uniti.
In un documento pubblicato oggi, la compagnia petrolifera ha accusato Transocean, società che gestiva la piattaforma, di aver ignorato dei segni di pericolo.
Bp ha difeso dalle critiche la struttura del pozzo, che a suo avviso difficilmente può aver dato origine all’incidente, sostenendo invece che errori nella trivellazione gestita da Transocean hanno condotto il gas alla piattaforma, creando le condizioni per l’esplosione.
“Dopo 40 minuti, lo staff di trivellazione della Transocean non è riuscito ad accorgersi dell’afflusso di idrocarburi nel pozzo e a prendere le contromisure”, ha detto Bp in un comunicato.
Bp ha puntato il dito anche contro la cementificazione del pozzo, operata da Halliburton, e ha nuovamente criticato il sistema di prevenzione, gestito anch’esso da Transocean. La società petrolifera britannica ha ammesso solo che alcuni suoi esponenti, insieme a quelli di Transocean, hanno interpretato erroneamente un test sulla sicurezza che avrebbe potuto mettere in evidenza il rischio di un’esplosione.
“Semplicemente, si è trattato di una cementificazione fatta male”, ha detto l’ex ad di Bp Tony Haward. “Difficilmente può essere colpa della struttura del pozzo”. La piattaforma DeepWater Horizon è esplosa il 20 aprile, causando la morte di 11 operai. Dopo due giorni la struttura è affondata, dando il via a una perdita di greggio durata fino al 15 luglio, quando il pozzo è stato tappato. In questo periodo, 4,9 milioni di barili di petrolio si sono riversati in mare.
Bp ha detto la scorsa settimana di aver speso finora 8 miliardi di dollari nelle contromisure alla fuoriuscita. Cifra che secondo gli analisti è destinata a crescere a decine di miliardi.
- Mercoledì 8 Settembre 2010
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