
Manifestazione a Kabul contro gli Stati Uniti per il "Burn a Koran Day" ( Credits: LaPresse)
Sulla home page del sito del Dove World Outreach Center campeggia la copertina del suo ultimo libro, il cui titolo indica con nettezza quale sia il pensiero del Reverendo Terry Jones : L’Islam è il Male.
Era la scritta stampata sulle magliette con cui alcuni del centinaio di membri di questa chiesa ultra conservatrice di Gainesville, Florida, mandarono a scuola l’anno scorso i loro figli. Vennero rispediti a casa con l’avvertimento che sarebbero rientrati in aula solo se si fossero cambiati vestiti.
Fu solo la penultima di una serie di iniziative anti-islamiche della chiesa fondata da Donald O. Northrop e Richard H. Wright nel 1986, ma retta da sempre da questo religioso con piglio quasi padronale.
L’ultima “uscita” contro l’Islam del Reverendo Terry Jones rischia di essere non solo la più eclatante e conosciuta (in tutti gli States), ma anche (letteralmente) la più incendiaria (a livello internazionale): bruciare copie del Corano in occasione dell’anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle.
L’annuncio del rogo era stato fatto nello scorso luglio, ma era passato sottotraccia. Le polemiche sulla moschea di Ground Zero delle ultime settimane, l’hanno fatto tornare alla ribalta dei grandi media nazionali.
Attenzione che è diventata planetaria dopo che nel pieno centro di Kabul si è svolta una manifestazione di protesta contro la distruzione delle copie del libro sacro per i musulmani decisa da Jones. Decine di persone si sono radunate per urlare slogan contro gli Stati Uniti (”Morte all’America” e “Lunga vita al Corano”) mentre alcuni dei 500 partecipanti al corteo hanno lanciato pietre contro un convoglio militare americani che è passato nei pressi della folla.
Una reazione che ha preoccupato il comandante in capo americano David Petraeus. Il quale ha chiesto al Reverendo Terry Jones di fare marcia indietro, di rinunciare al suo gesto. Perché, ha spiegato il generale, potrebbe (concorrere a) mettere in pericolo la vita dei soldati in Afghanistan.
“E’ il tipo di iniziativa che i Talebani auspicano per avere più armi di propaganda contro di noi” - ha detto Petraeus.

Una bandiera degli Stati Uniti calpestata per protesta a Kabul (Credits: LaPresse)
Ma non solo. Sarebbe in grado di innescare reazioni anti-americane in molti Paesi musulmani, come è già successo in Indonesia, dove si sono registrare manifestazioni analoghe a quelle di Kabul.
Sulla questione è intervenuta anche la Casa Bianca. Il portavoce Robert Gibbs è stato chiaro nel condannare il Burn a Koran Day organizzata dalla chiesa del reverendo Jones.
La risposta del religioso a tutte queste critiche è stata laconica: “Capisco le motivazioni di Petraeus, ma secondo me è necessario mandare un deciso messaggio alle componenti più radicali dell’Islam per comunicare loro un preciso concetto: noi non saremo ostaggi delle loro minacce” - ha dichiarato Terry Jones
In realtà, tutto il mondo musulmano rischia di essere ferito dal rogo del Corano. La vicenda non assumerà i contorni della rivolta anti-Occidentale che scoppiò nei paesi islamici all’epoca delle cosiddette Vignette di Maometto, ma sicuramente provocherà scandalo e reazioni contro l’America, come ha previsto David Petraeus.
In più, il Burn a Koran Day rischia di radicalizzare il dibattito negli States sul rapporto con l’Islam in un momento in cui il Paese è alle prese con la spinosa questione della moschea a Ground Zero.

Il luogo in Florida dove verranno bruciate le copie del Corano (Credits: Ansa)
Il capo della piccola comunità religiosa di Gainesville, l’animatore del Dove World Outreach Center (forse) non pensava che la sua iniziativa avesse tanto risalto. Oppure ne era ben conscio, vista la delicatezza della questione.
Certo è che se si dovesse veramente tenere il Giorno del rogo del Corano, se quelle copie del testo sacro dell’Islam dovessero essere bruciate sabato mattina, per gli estremisti radicali islamici (come afferma Petraeus) sarebbe gioco facile accomunare l’intera America a quelle immagini dei libri nel fuoco che - attraverso le televisioni - si riverseranno in tutti i Paesi musulmani.
Per loro, sarebbe gioco facile ribadire che l’America è il Grande Satana.
- Mercoledì 8 Settembre 2010
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Commenti
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Il 8 Settembre 2010 alle 13:54 indigesto ha scritto:
E’ stato comunque un errore. Il Corano è senza dubbio un compendio di saggezza e di interpretazione della parola di Dio, destinato a suo tempo a popolazioni semiselvagge. Il fatto è che il livello di civiltà è rimasto tale proprio in funzione dell’osservanza stretta dei suoi dettami che non hanno consentito la naturale evoluzione del pensiero che ne viene dalla naturale evoluzione delle genti. Ne consegue che, più che trattarsi di uno scontro di dottrine o di civiltà, è uno scontro di epoche, tra chi è andato avanti nel progresso, scambiandolo semmai totalmente per civiltà, e chi è restato fermo alla civiltà di Maometto. In questi casi, chi è dotato di maggiori capacità di contemperare il culto all’esigenza dei tempi, deve usarle per convincere, mai per offendere!
Il 8 Settembre 2010 alle 17:17 anna.one ha scritto:
Perche’ tutta questa indignazione a senso unico?
Ogni sorta di indignazione per il Dove World Outreach Center che annuncia che brucera’ un Quran l’11 settembre, ma nessun oltraggio (pari a questo..globale) quando ad una ragazza in Afghanistan ha il suo naso e le orecchie tagliate, convertiti al cristianesimo che devono fuggire dal loro paese o essere decapitati o dei preti vengono trucidati come dei dottori solo perche’ cristiani, caspita nemmeno i cartoonists si salvano.
Nessuna indignazione e manifestazioni in piazza di pacifinti lefties di Gainesville con in testa il sindaco gay, quando degli americani sono stati decapitati. Nessuna indignazione, quando i seguaci del Quran hanno celebrato dopo che gli aerei si schiantarono contro le Twin Towers.
Qualcuno ha considerato il motivo per cui mr. Jones potrebbe mettere le nostre truppe in pericolo per prendere una posizione contro l’Islam? E ‘per l’atteggiamento vendicativo dei musulmani che sono incapaci di tollerare critiche.
Tutto questo dimostra ancora una volta la cultura di intimidazione praticata dal alcuni (?) muslims contro blasfemi occidentali, dobbiamo autocensurarci per non alienare non violenti muslims anche se nel processo finiamo per dare ai violenti quello che di preciso vogliono?
Gli opponenti non parlano dei diritti del First Amendment di mr. Jones, gli stessi di quelli che vogliono costruire la GZ mosque, entrambi sono provocatori e insensitivi ma legali.
Odiano la nostra decadente way of life, ma dobbiamo accomodare tutti i loro desideri: foot baths negli aereoporti, cabbies che rifiutano i ciechi per via del loro cane, moschee ad ogni angolo dove possono pregare cinque volte al giorno per la nostra distruzione, non si vogliono assimilare, ma vogliono forzare la loro way of life su di noi.
Se i musulmani locali vogliono dimostrare di condannare cio’ che e’ accaduto il 9 / 11, possono stare in 13th Street e University Avenue il 9 / 11 con cartelli che dicono che era sbagliato.
Questo non accadra’ mai. Invece, con gli agnelli americani, mostreranno com’e’ intollerante la Dove World Outreach Church.
So che questa e’ l’America e noi dovremmo rispettare standard piu’ elevati, ma quando enough is enough?!
p.s.: sarebbe bello se mr. Jones non bruciasse un Quran, che tutto questo fosse solamente fatto di proposito per dimostrare la “tolleranza” dei muslims!
Il 8 Settembre 2010 alle 20:09 e.fumagalli ha scritto:
Bruciava testi la Chiesa, il nazismo e che c’è di strano. Chissà che seignifica selvaggi per qualcuno, ammazzare dopo lo stupro in chiesa o far fuori un sincaco con 9 colpi di pistola oppure exssere assoggettati alla mafie.
Il 8 Settembre 2010 alle 21:26 p.a.d ha scritto:
Sarà mica stata un’idea di Annaone? :D
Indigesto, le tue parole non fanno una piega.
Rimane il fatto che che il rogo di un libro fa solo da ridicolo contrasto all’eliminazione fisica di cristiani in terre islamiche, spesso e troppo taciuta.
Agli islamici piace così: FARE AGLI ALTRI QUELLO CHE NON VORREBBERO MAI VENISSE FATTO A LORO!
Dovrebbero essere già grati del fatto che in Florida si bruci semplicemente un libro e non si dia la caccia ai musulmani come altrove essi la danno ai cristiani!!!
Un libro si ricompra, si ristampa indipendentemente dal suo valore “morale”… Un individuo umano difficilmente può essere riportato in vita.
Pasalaam, a proposito di “valore morale” di tale scrittura, ti consiglio di andartela a leggere bene e tutta, anche fra le righe. Scoprirai che dietro la facciata di pacifica “guida” religiosa, da usare “per convincere”, si cela ben altro dai contenuti assai più “convincenti”… specialmente per chi non è d’accordo.
Salam, pan e lambròsc!
Il 8 Settembre 2010 alle 21:44 pasalaam ha scritto:
Tutto quello che dice indigesto é perfettamente razionale. Non che si risolva qualcosa bruciando il corano, però bisogna pure prendere in considerazione il legittimo risentimento nei confronti di tutti i soprusi subiti, in nome di quel libro, in ogni parte del Mondo.
D’altra parte, la mansuetudine fino ad ora osservata nei confronti dei mussulmani, non ha fatto che attizzare il loro odio ed il loro disprezzo.
Forse sarebbe ora di ricordare loro che il petrolio lo paghiamo solo perché vogliamo farlo. Se ci andasse di prenderlo lo faremmo.
Infine, bruciarlo é forse più regionevole che fare una marcia indietro che interpreterebbero come una dimostrazione di debolezza rendendoli ancora più aggressivi.
Il 9 Settembre 2010 alle 13:10 sgarikka68 ha scritto:
La differenza tra i musulmani e i cattolici è una sola i musulmani darebbero lo propria vita per difendere tutto ciò che è religioso. Noi cattolici siamo vicini alla nostra fede solo quando abbiamo problemi di salute, economici o esistenziali e ne è prova il fatto che quando ci ammazzano i preti noi non facciamo niente presi come siamo dalla nostra indifferenza. fatta questa premessa, torno al caso del pastore americano che di cattolico forse ha solo la chiesa in cui vive.Un prete non dovrebbe porgere l’altra guancia? non dovrebbe perdonare?. Questo prete non fa niente di questo e il bello o dovrei dire il brutto è che con i suoi atteggiamenti non si rende conto che per colpa sua potrebbero morire molti ragazzi innocenti.
Il 9 Settembre 2010 alle 23:45 anna.one ha scritto:
Il falo’ di qurans non si fara’, ma nemmeno la moschea a Ground Zero! Direi che mr. Jones ha ottenuto quello che voleva!
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