- Tags: il mio iran, Napolitano, Sakineh
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(Credits: Ansa)
Il mondo continua a sostenere Sakineh, la 43enne iraniana condannata alla lapidazione per adulterio e per la presunta complicità nell’omicidio del marito. La campagna di sensibilizzazione ha raccolto il sostegno di tante persone, tra cui i premi Nobel e il presidente della Repubblica Napolitano che, durante la conferenza stampa seguita alla visita del presidente finlandese Tarja Halonen, ha sottolineato che “la sollecitazione forte del governo, delle istituzioni e dell’opinione pubblica italiana continua a essere intensa in modo che non si compia un atto così altamente lesivo dei principi di libertà e di difesa della vita”.
Le autorità iraniane hanno chiesto all’Occidente di non interferire ma intanto la campagna per Sakineh sembra avere raggiunto un primo obiettivo: per ora la condanna - aberrante e primitiva - sembra essere stata sospesa. Da Teheran continuano però ad arrivare notizie contraddittorie e qualcuno dice persino che la donna potrebbe essere impiccata nei prossimi giorni. Difficile comprendere cosa stia veramente succedendo negli uffici della magistratura della Repubblica islamica.
Viene anche da chiedersi che cosa pensino gli iraniani che vivono nella Repubblica islamica. Più persone mi hanno riferito che applicando la pena di morte per lapidazione l’Iran rischia di assomigliare sempre più all’Afghanistan dei Talebani, e non più a quel paese dalla cultura e civiltà millenarie. E proprio oggi ho ricevuto questa mail da Tiziana, una signora che ho conosciuto a una presentazione di un mio libro e che in questo momento si trova a Teheran. Riporto interamente la sua lettera perché credo possa essere un contributo per capire anche se non tutti possono essere d’accordo con Tiziana. Le sue sono le percezioni di una donna italiana in visita e vanno prese come tali, non come un giudizio politico.
Carissima Farian mi permetto di scriverle ancora. Sono ancora a Tehran e volevo informarla (se già non lo sia stata) che tra la popolazione (almeno quella di Tehran) nei vari livelli sociali la vicenda drammatica di Sakineh non è assolutamente percepita, come invece lo è in Italia o in Francia. Nelle svariate conversazioni avute con amiche, amici, conoscenti, studenti e professori universitari e la gente comune, il nome Sakineh suona come un eco.
Sakineh chi??
Ho più volte spiegato che il caso della lapidazione sta creando un vero caso politico in Italia e sta movimentando le masse in vari paesi europei. Molti di loro di hanno risposto con aria capziosa come per dire: perchè tutto questo clamore? Non è la prima e non sarà l’ultima purtroppo. Il discorso fondamentale è che la cultura occidentale cerca in tutti i modi di assoggettare le altre culture alla sua con risultati spaventosamente negativi. A mio avviso si è fatta troppa propaganda mediatica, in particolare il figlio di Sakineh sta mettendo l’Italia in una condizione scomoda e pericolosa, chiede aiuto e se l’esecuzione dovesse essere venerdì come dicono sembrerà come se l’Italia non avesse fatto abbastanza.
Ma siamo sicuri che sia lui a parlare? Mi hanno detto che non parla inglese, chi traduce per lui? Qua tutto è il contrario di tutto… L’ex avvocato ieri ha fatto a mio avviso uno show a Parigi con il filosofo Bernard Henry Levy che si poteva risparmiare.
Non riesco a capire bene se cerca successo mediatico anche lui o se vuole davvero contribuire alla sorte della donna. Certo è che tutta questa attenzione non fa altro che indispettire il Governo Iraniano.
Pare appunto che l’esecuzione sia venerdì il che mi pare davvero assurdo, solo chi non conosce l’Islam può dire una fesseria del genere, perchè le giornate di fine Ramadan sono giornate di festa e non credo che (anzi mi auguro) ci sia qualcuno pronto a sferrare pietre. È pur vero che con i soldi si compra tutto. Ho riflettuto su questa data di venerdì che qua è proclamata come public holiday e credo che se invece dovesse essere questa assurda esecuzione proprio in questa data il messaggio dall’Iran al resto del mondo è molto chiaro, molto molto chiaro.
Comunque qua la vita procede tranquillamente con i soliti problemi di sempre traffico, smog, ristoranti chiusi a pranzo, zuppe e pane fresco in vendita dalle otto di sera fino a tarda notte. Ragazzi e ragazze che vorrebbero un Iran diverso ma tentano sempre di meno, loro (il governo, i pasdaran e la polizia per le strade) sono sempre d più.
Non si sente qua in Iran quella cappa di tensione e di orrore che invece l’Italia e l’Occidente tutto vuole attribuire a questo paese. La propaganda mediatica
contro l’Iran è esagerata e troppa gente senza nemmeno sapere dove o cosa sia l’Iran parla su giornali, tv, radio o blog che siano, senza rendersi conto che
diffondo un clima di tensione pericoloso se non dannoso all’occidente stesso.
Spero di non averla annoiata con questo reportage da Tehran, ma lei è una delle poche che può capire quello che davvero accade qua. Le invio i miei più cari saluti e mi auguro di rivederla presto.
- Mercoledì 8 Settembre 2010

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Commenti
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Il 8 Settembre 2010 alle 13:15 hector ha scritto:
il mio completo plauso alla professoressa Farian per averci pubblicato questa lettera ke vale piu di mille parole propagandizzate dai nostri media. isolare (o criticare, mediaticamente) l’iran rende solo piu forte il suo governo, comprenderlo ci avvicina al suo popolo ke, per quel poco ke conosco, ritengo stupendo e dotato di una sublime cultura.
avrei comunque una “proposta” per il governo (quello eletto) iraniano: di cambiare la condanna mediante lapidazione a quella con sedia elettrica, certamente piu “civile”. (in effetti quello ke non capisco e dove si vuole arrivare con tutto questo parlare del caso sakineh)
Il 8 Settembre 2010 alle 14:28 indigesto ha scritto:
E meno male che la Sra Tiziana di Iran se ne intende!
“Ragazzi e ragazze che vorrebbero un Iran diverso ma tentano sempre di meno, loro (il governo, i pasdaran e la polizia per le strade) sono sempre d più.”
E poi:
“Non si sente qua in Iran quella cappa di tensione e di orrore che invece l’Italia e l’Occidente tutto vuole attribuire a questo paese.”
Si vede come “donna italiana” percepisce poco le impiccagioni e le lapidazioni e “Il discorso fondamentale è che la cultura occidentale cerca in tutti i modi di assoggettare le altre culture alla sua con risultati spaventosamente negativi.”.
Ci scommettiamo che se in Iran continuano ad ammazzare è tutta colpa dell’Occidente?
Il 8 Settembre 2010 alle 15:06 Panorama News 8 settembre 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:
[...] Iran: il caso Sakineh e la vita quotidiana a Teherana [...]
Il 8 Settembre 2010 alle 20:24 indigesto ha scritto:
Non pare che le condanne a morte, comunque eseguite, siano segno di civiltà, nè tantomeno di “cultura”. In ogni caso deve pesare per esse il grado di efferatezza del delitto. L’adulterio, per quanto lo si voglia intendere un delitto, non può essere paragonato ad un assassinio. Non foss’altro che per il famoso “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Da qualche parte si è rimasti fermi a quel tempo!
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