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Peschereccio cinese al largo delle Diaoyu (Credits: LaPresse)
Cina e Giappone sono di nuovo ai ferri corti. Per colpa di un peschereccio che si è imbattuto in due navi della Guardia Costiera giapponese e il successivo arresto del capitano cinese. Siamo nel Mare cinese orientale, al largo delle Diaoyu (o Senkaku, come le chiamano i giapponesi), otto isolette microscopiche -la più grande è di 4,4 chilometri quadrati- situate tra Okinawa e Taiwan.
Le Diaoyu furono occupate dagli Stati Uniti nel 1944 e poi restituite al Giappone nel 1972 -ecco perché, amministrativamente, sarebbe più corretto chiamarle Senkaku-, una restituzione che suscitò le ire di Cina e Taiwan, che non hanno mai smesso di rivendicare la propria sovranità su questi isolotti. Quello di Diaoyu è un arcipelago disabitato, ma non per questo poco importante visto che si trova in un’area molto pescosa e ricca di giacimenti marini di gas.
Secondo la ricostruzione nipponica, l’imbarcazione cinese sarebbe stata sorpresa a pescare nelle acque territoriali giapponesi per poi tentare di fuggire. Una volta raggiunto dalle navi della Guardia Costiera, il peschereccio cinese avrebbe tentato di speronare queste ultime e proprio per questo motivo il capitano sarebbe stato arrestato.
Pechino, naturalmente, non è d’accordo: dal suo punto di vista il peschereccio sarebbe stato seguito senza motivo e il tentativo di speronamento dovrebbe essere considerato come una forma di autodifesa. I cinesi chiedono quindi che il capitano venga rilasciato e che il Giappone lasci cadere le accuse. Anche perché ’le Diaoyu sono da tempo immemorabile territorio cinese’. Ma Tokyo non è disposta a cedere. Anzi, ha confermato ufficialmente ‘l’intenzione di risolvere il problema applicando in maniera rigososa il diritto locale’. Una scelta che non promette niene di buono visto che, appena un paio di giorni fa, un rappresentante del governo nipponico ha dichiarato che ‘uno dei principali problemi del Giappone di oggi è quello di chiarire definitivamente che le isole Senkaku non sono mai state cinesi’.
- Giovedì 9 Settembre 2010
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Commenti
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Il 9 Settembre 2010 alle 14:58 e.fumagalli ha scritto:
Li il contenzioso ha una ragione, potrebbero sempre dichiararle indipendenti e gli USA metterci una base missilistica. Più complicata la questione delle Folkland o Malvinas, li i dubbi si risolverebbero presto non sono in acque Britanniche, ma vaglielo a far capire a quei cocciuti anglicani, sassoni, come pietre.
Il 24 Settembre 2010 alle 10:40 Cina pronta alla guerra con il Giappone per le isole Diaoyu - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] di una guerra. Fino a ieri, nonostante le autorità giapponesi avessero liberato 14 marinai del peschereccio cinese fermato al largo delle isole Diaoyu il 9 settembre scorso e auspicato il ritorno a colloqui di alto livello per superare una crisi [...]
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