
(Credits: Gianandrea Gaiani)
dal nostro inviato a Herat (Afghanistan)
Lo stanno facendo da anni in Iraq e quest’anno hanno iniziato a farlo anche in Afghanistan. L’Arma dei carabinieri svolge un ruolo fondamentale e riconosciuto a livello internazionale nell’addestramento delle forze di polizia di tipo militare (gendarmeria) e contribuisce in modo significativo al tentativo della Nato di costituire forze di sicurezza afghane credibili curando la formazione dell’Afghan National Civil Order Police (Ancop).
Una forza organizzata su schemi militari, addestrata ai compiti antisommossa e antiguerriglia, ben armata ma capace di impiegare anche armi non letali, scudi e sfollagente .
A differenza della National Police, gli agenti dell’Ancop vengono selezionati tra quanti sono in grado di leggere e scrivere (in Afghanistan gli alfabetizzati non superano il 20 per cento della popolazione) e dopo 14 settimane di corso (sei di basico e 8 di avanzato) vengono impiegati per reparti, cioè con plotoni, compagnie o battaglioni nelle aree più difficili del Paese evitando di disperdere sul territorio piccoli gruppi di agenti a presidio di stazioni e villaggi isolati.
L’addestramento delle reclute di questa sorta di “gendarmeria afghana” non è l’unico impegno dei carabinieri che curano anche la formazione degli ufficiali e degli istruttori locali che un giorno dovranno rimpiazzare gli alleati nei centri di addestramento delle reclute.
“Ogni agente dell’Ancop è armato di pistola Glock calibro 9 e di una versione ammodernata e più leggera del Kalashinikov” spiega il tenente Nicolò Morandi al poligono di tiro dello Speciality Training Centre di Herat mentre alle sue spalle gli allievi scaricano i fucili contro le sagome assistiti da istruttori italiani e afghani.
I piani di potenziamento delle forze di polizia sono gestiti dalla Nato Training Mission che ha creato una struttura dedicata alla formazione della polizia affidata ai carabinieri italiani e guidata dal generale Carmelo Burgio uno degli ufficiali dell’Arma più esperti di operazioni oltremare protagonista delle missioni in Libano, Albania, Bosnia e Iraq.
I centri di specialità nei quali verrà presto concentrato l’addestramento dell’Ancop sono Herat, Adraskan (60 chilometri a sud di Herat) e Mazar-i-Sharif (nel nord) con programmi di ampliamento dell’attività che prevedono di addestrare dal 2011 a Herat mille allievi per corso contro i 270 attuali. “Lo Speciality Training Team di Herat è in espansione e presto sarà disponibile una nuova base” sottolinea il maggiore Matteo Salvatori che guida il team di formazione dei carabinieri a Herat.
Il 10 settembre nel centro di Adraskan sono stati “brevettati” 450 agenti al termine del corso che prevede materie di studio e applicazione pratica quali diritto, armi e tiro, topografia, controllo della folla, check-point, tecniche investigative e contrasto della minaccia degli ordigni improvvisati, guida e attività di combattimento.
La formazione dell’Ancop è il risultato di un progetto Usa-Italia che vede coinvolti anche i contractor della Private security company Dyn Corp, da anni impegnati (con scarsi risultati) nell’addestramento della National Police afghana. I risultati nell’impiego dei primi battaglioni dell’Ancop sono incoraggianti ma molto resta da fare per trasformarla in una vera polizia.
Gli anglo-americani li impiegano al fianco delle truppe alleate a Marjah (la città della provincia di Helmand liberata dai talebani nel marzo scorso) dove non sono mancati report negativi che hanno evidenziato l’inefficacia dei reparti Ancop. Un altro battaglione è schierato oggi nei check-point intorno a Kandahar, obiettivo della nuova offensiva delle forze della Nato, dove i poliziotti vengono affiancati sul campo da team di “consiglieri” della polizia militare canadese e statunitense inseriti all’interno dei battaglioni afghano.
- Lunedì 13 Settembre 2010

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