
Il ricordo delle vittime dell'11 settembre (Credits: Ansa )
L’America ha ricordato l’11 settembre, ma il nono anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle è stato oscurato dalle polemiche sul rapporto tra gli Stati Uniti e l’Islam.
Nel giorno del dolore, per la prima volta in quasi un decennio, accanto alla commozione e alla partecipazione per le 3000 vittime delle Twin Towers e del Pentagono, si sono visti segni di forte divisione politica.
Così vistosi e importanti da far passare in secondo piano quegli elementi di unità nazionale che avevano caratterizzato gli anniversari precedenti e che non erano stati mai messi in discussione neppure all’epoca dell’opposizione alla guerra contro l’Iraq.
Il Circo arriva a Ground Zero ha titolato il Newsweek per descrivere la baraonda, le tensioni del 9/11, le manifestazioni contrapposte di favorevoli e contrari alla costruzione della moschea nei pressi del sito. Ma qui si va ben oltre il circo.
Quei cortei - a cui hanno partecipato poche migliaia di persone, ma il cui impatto mediatico è stato forte - sono il simbolo vero di un Paese spaccato (quasi a metà, dicono i sondaggi) sul rapporto con l’Islam. E, di conseguenza , diviso su cosa significa tolleranza religiosa e (alla radice di tutto) su quale sia (e debba essere) - all’alba del 2010 - la sua struttura identitaria.
Dibattito indotto in questo 11 settembre da una serie di fattori (alcuni fortemente simbolici per la società americana) che hanno preceduto questo anniversario e che l’hanno monopolizzato.
Prima di tutto (ovviamente) il progetto di costruire una moschea nei pressi di Ground Zero; iniziativa che ha diviso un paese ancora ferito dall’attacco di Al Qaeda; una nazione che negli scorsi mesi si era già confrontata (con toni aspri) su altre questioni colme di significato per la storia degli Usa, come, per esempio, la riforma sanitaria.
Questo 11 settembre è poi arrivato nel momento in cui il Paese affronta una campagna elettorale la cui posta in gioco è il possibile ritorno di un ciclo politico conservatore e la (prematura) fine della Nuova Frontiera targata Barack Obama. Molti dei toni usati dai politici nazionali e locali sull’iniziativa dell’Imam Faisal Abdul Rauf sono stati condizionati dalla ricerca di consenso in vista del prossimo ricorso alle urne.

Barack Obama al Pentagono per l'anniversario dell'11 settembre (Credits: Ansa )
La stessa figura del presidente è stata sullo sfondo delle polemiche di questo anniversario. Come dimenticare che il primo afro-americano arrivato alla casa Bianca è ritenuto un credente dell’Islam da una buona fetta della popolazione?
La stessa presenza di Barack Obama nel suo ruolo induce alcuni settori della società americana all’opposizione politica (se non alla ribellione) in nome di battaglia contro (quella che viene reputata da loro) una violazione dei valori costitutivi degli Stati Uniti.
Per questo, Obama nel suo discorso di sabato ha voluto ricordare che l’attacco alle altissime torri è stati un attacco a tutta la società americana, cercando di focalizzare l’attenzione del suo pubblico sul tema della ricorrenza bipartisan dell’11 settembre. Obiettivo (purtroppo per lui) non raggiunto, visto che, alla fine, (sotto i riflettori dei media) hanno prevalso più le divisioni politiche e culturali che non i motivi di unità nazionale.
Sentire i parenti delle vittime delle Torri Gemelle dividersi sulla moschea di Ground Zero, vederli partecipare ai due cortei contrapposti, è stata la fotografia più puntuale di questa lacerazione.
E poi c’è il forte contributo del reverendo Terry Jones. Il suo caso è ormai da manuale. Da oscuro e controverso (è stato accusato di aver usato i soldi dati dai fedeli alla chiesa per scopi personali) pastore di un greggio piccolissimo - 50 adepti - questo ex posteggiatore d’auto, nel giro di qualche giorno, è diventato un personaggio conosciuto a livello planetario grazie al fatto che le televisioni nazionali americane hanno deciso di utilizzarlo come figura simbolo dell’avversità di una parte della società americana all’Islam.
La sua presenza sulla scena ha rischiato di far ripartire un’ondata di anti-americanismo in tutti i paesi musulmani, ma ha anche richiamato all’attenzione di tutti su quali possono essere le viscere più profonde d’America.
Questo 11 settembre è stato molto diverso dagli altri. Segno che la Storia è in cammino.
- Lunedì 13 Settembre 2010

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