
Un homeless in una mensa per poveri a Seattle (Credits: LaPresse)
La Grande Depressione (Numero 2) è un virus che colpisce un numero sempre maggiore di americani. Da anni (dal 1994) non si registrava un così alto tasso di povertà, non veniva diffuso un dato così allarmante come quello reso pubblico dall’Ufficio del Censo. Sono 44 milioni i cittadini statunitensi considerati poveri.
In aumento, rispetto all’anno scorso: sono 3 i milioni di persone in più che hanno superato (verso il basso) quel traguardo che porta da una condizione considerata normale a una ritenuta di indigenza. Per un singolo, l’asticella è fissata a quota 10.830 dollari; per una famiglia di 4 persone, invece, è di 22.050 dollari.
La Grande Depressione (Numero 2) colpisce tutte le fasce della popolazione che è (era) considerata ceto medio. E’ la perdita del posto di lavoro a determinare la povertà. Chi viene licenziato, rischia di perdere quasi tutto quello che possiede ma soprattutto i beni più importanti: la casa e l’assicurazione sanitaria (che viene garantita in genere dal datore di lavoro).
Nessuno è escluso dal rischio di scivolare verso la povertà, dalla certezza di essere risucchiati verso il basso: gli afroamericani (che passano dal 24,7 al 25,8% di percentuale di popolazione considerata povera); gli ispanici (dal 23,2 al 25,3%) e i bianchi (dal 8,6 al 9,4%).
Anche i minori sono colpiti dalla Grande Depressione: l’aumento della povertà per loro passa dal 19 al 20,7 %, più di un bambino su cinque, una percentuale altissima se si considera che gli Usa sono la prima potenza economica mondiale. Così come vengono colpiti anche gli adulti in età lavorativa - dai 18 ai 65 anni - che sono passati dall’11,7 al 12,9%. Questo è il dato più grave: una percentuale così alta non si registrava da almeno mezzo secolo.
Sono migliaia le storie di americani che dopo essere stati licenziati ora arrancano, cercando disperatamente di arrivare alla fine del mese, costretti a vivere di espedienti e lavori saltuari, allenati ormai alle lunghe code e attese negli uffici di collocamento. Gli esperti dicono che la situazione peggiorerà. Il tasso di povertà aumenterà nei prossimi mesi. L’assenza del volano dell’economia (la crescita annuale di reddito) sarà un ulteriore elemento di depressione per gli americani.
Barack Obama sa che - nonostante gli interventi fatti - questa situazione cupa si registrerà anche nei prossimi mesi e vincere la sfida non sarà facile. Secondo la maggior parte dell’opinione pubblica, in realtà, l’avrebbe già perduta. E con lui, milioni di americani.
- Venerdì 17 Settembre 2010

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Commenti
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Il 19 Settembre 2010 alle 13:45 micuomo ha scritto:
Direi che l’articolo sarebbe più completo se venisse preso in considerazione l’ammontare del PIL americano negli anni della crisi e quello del 2009.Da ultimo le previsioni per il 2010.micuomo
Il 20 Settembre 2010 alle 16:59 anna.one ha scritto:
Cut and paste questo commento perche’ imo e’ fantastico!
by IndiasWorstTechSupport September 17, 2010 5:06 PM EDT
Whoever wrote and took this Census should be FIRED!. They apparently have no clue what POVERTY is. Poverty is self-explanatory. You’d have to come from a third-world country to fully understand what poverty is. If you’re poor, homeless, and there’s a shelter you can go to eat a meal and sleep that is not Poverty. That’s called down on your luck. Living in Poverty is far below than being poor or homeless because you have someone or somewhere to turn to. Poverty is when your own Country is not willing to help you. American’s in Poverty. That’s the biggest joke ever told by CBS
:)
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