- Tags: Afghanistan, AMX, bombe, caduti, Guerre di pace italiane, Hellfire, La Russa, missili, Predator
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(Credits: Gianandrea Gaiani)
Il dolore per la morte del tenente Alessandro Romani e il ferimento del caporalmaggiore Elio Rapisarda, colpiti venerdì in Afghanistan dal fuoco talebano, rischia di mettere in secondo piano due aspetti fondamentali per comprendere il contesto bellico nel quale operano i militari del contingente italiano.
Da un lato è inevitabile che in guerra vi siano delle perdite e all’Italia finora è andata bene con 30 caduti in nove anni contro, ad esempio, i 152 del contingente canadese, più piccolo di quello italiano (2.800 soldati contro 3.600) ma più esposto al fuoco nemico perché schierato nella provincia “calda” di Kandahar.
Semmai c’è da chiedersi se tutta la visibilità che viene data in Italia ai caduti, dall’arrivo delle salme ai funerali solenni, non finisca per favorire la propaganda talebana tesa a ingigantire l’effetto delle azioni e a dimostrare la vulnerabilità delle opinioni pubbliche occidentali di fronte alle perdite in battaglia. La dinamica dello scontro nel quale è stato ucciso l’ufficiale delle forze speciali conferma inoltre tutti i limiti della guerra politically correct all’italiana.
Il velivolo teleguidato Predator dell’Aeronautica italiana che ha individuato i quattro miliziani intenti a piazzare un ordigno sotto il ciglio della strada che unisce Farah City a Delaram, era disarmato. Gli statunitensi lo impiegano armato di missili Hellfire che consentono allo stesso velivolo di individuare il nemico e colpirlo immediatamente con precisione.
L’Italia invece li ha acquistati dagli Usa privi di armi come anche i nuovi “droni” Reaper, più grandi e con maggiore autonomia e carico pagante, acquisiti in tempi più recenti.Le ragioni sono esclusivamente politiche e basate sull’esigenza di evitare che le nostre bombe o missili possano provocare danni collaterali, cioè colpire involontariamente i civili.
Lo stesso motivo per il quale il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nega l’uso di bombe a bordo dei quattro cacciabombardieri Amx schierati a Herat, autorizzati a sparare in caso d’emergenza con il cannoncino ma di fatto impiegati solo per missioni di ricognizione.
Una volta individuati i “bombaroli” talebani sono stati attivati i reparti di forze speciali e gli elicotteri da trasporto Ch 47 e da attacco Mangusta basati a Farah City che hanno raggiunto la zona, nei pressi di Bakwa mentre i miliziani, forse accortisi del Predator che li sorvolava, si erano barricati in un edificio.
Gli incursori italiani sono stati investiti da numerosi proiettili, forse sparati anche da altri miliziani appostati nelle vicinanze. Mentre l’elicottero da trasporto evacuava i due feriti all’ospedale americano di Farah, i Mangusta hanno demolito con missili Tow e raffiche di cannoncino le postazioni talebane provocando un numero imprecisato di morti.
Una battaglia inutile, molto costosa in termini di vite umane e in termini finanziari, che poteva essere evitata se la politica lasciasse decidere ai militari come impiegare le armi in dotazione senza obbligarli a combattere con una mano legata dietro la schiena.
Venerdì a Bakwa sarebbe stato sufficiente disporre di un missile Hellfire sul Predator per eliminare i quattro talebani senza mettere in gioco vite italiane e senza rischiare di colpire innocenti perché un conto è attaccare i miliziani allo scoperto, sulla strada, e un conto è distruggere un edificio all’interno del quale potrebbero esserci anche civili tenuti in ostaggio.
Che senso ha spendere centinaia di milioni di euro per aggiornare i cacciabombardieri Amx e Tornado se poi non li si impiega per bombardare il nemico? Perché comperare da Boeing, per 34 milioni di dollari, 500 Small Diameter Bombs a basso potenziale e concepite per ridurre i danni collaterali se poi non le imbarchiamo sui nostri jet in Afghanistan?
A quale scopo acquistare i migliori velivoli teleguidati sul mercato (gli stessi impiegati dagli Usa per colpire anche i miliziani di al-Qaeda in Pakistan) se poi li utilizziamo solo per “vedere” il nemico ma non per colpirlo?
In un’intervista rilasciata a Il Giornale il 12 giugno scorso il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa rispose “meglio evitare guai“ al giornalista che chiedeva perché gli aerei in Afghanistan non disponessero di bombe. Però in guerra sono “i guai” che vanno solitamente a cercare i soldati ai quali è assurdo negare la possibilità di combattere con maggiore efficacia e minori rischi.
- Lunedì 20 Settembre 2010

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Commenti
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Il 20 Settembre 2010 alle 17:53 fsl ha scritto:
Egr. direttore,
se solo gli uffici stampa delle FFAA la smettessero di prenderci per i fondelli con i loro comunicati!
Quella ricostruzione è poco attendibile e certamente presenta delle lacune importanti.
Dopo la scoperta dei talibani intenti a piazzare l’ordigno non c’era alcun motivo e, probabilmente anche il tempo, di far partire l’attacco elitrasportato.
E’ da presumere che l’azione fosse indirizzata alla cattura di qualche personaggio importante, non dei quattro pastori-bombaroli.
L’altra lacuna riguarda il conflitto a fuoco ed il ferimento degli operatori del team d’assalto.
Sono stati colpiti sull’elicottero? Non credo, il Chinook non può essersi avvicinato al target entro il raggio d’azione dei fucili d’assalto AK-47 ed i talibans non sono certo cecchini.
Allora? c’erano altri insorti nei paraggi?
Non sapremo mai cosa è successo e questo non certo per “non mettere in pericolo la sicurezza dei nostri militari” una tiritera che ha sinceramente stufato.
Perchè alla fine non si saprà se c’è stato un’errore nella pianificazione.
La melassa mediatica è in piena eruzione , dalla diretta con la camera ardente, alle fesserie su “l’agguato alle nostre forze speciali”.
Vorrei affermare che le sue deduzioni siano sbagliate, dr. Gaiani, ma temo di doverle condividere in pieno.
E’ senz’altro vero che il contingente italiano non può contare sulle opzioni garantite dall’impigo di missili Hellfire da perte dei Predators dell’AM, nè può contare su un supporto aereo degli AMX che possono demoralizzare il nemico con i flares e nulla più, sperando che la quota e le temperature dell’A.O. non causino un incidente.
Va messo in rilievo, come lei giustamente riporta, che l’azione s’è conclusa con la distruzione dell’edificio o degli edifici da parte dei Mangusta e che ci sono comunque state diverse altre vittime.
Questo “dettaglio” viene semplicemente omesso dagli organi di stampa e dai commenti dei personaggi apparsi in video.
Se qualche genio a Roma pensava di rischiare i propri militari mandandoli a stanare nemici già in stato d’allarme e pronti a reagire, solo per “evitare guai” con missili e bombe guidate, ora si assuma le responsabilità con qualcosa di più di una manifestazione di cordoglio.
Il 20 Settembre 2010 alle 19:14 indigesto ha scritto:
Questa è una guerra che viene chiamata missione di pace o come altro diavolo dicono. L’ipocrisia è un’arma che ci si rivolta contro, e gli effetti si vedono!
Il 20 Settembre 2010 alle 20:09 gratis ha scritto:
Condivido in toto il commento di fsl, aggiungo che il difetto sta nel manico e non nella padella!
Il 20 Settembre 2010 alle 23:00 giornasta ha scritto:
Concordo con l’articolo,credo che ora stanno esagerando, Sia i Tedeschi che gli Olandesi(ora ritiratisi)hanno usato e usano armi adeguate: PzH 2000,semovente da 155mm che spara proiettil con estrema precisione ad oltre 40 km(ci sono alcuni in sperimentazione con proiettili guidati ,Gli Inglesi I razzi MLRS,oltre cacciabombardieri armati con bombe a guida laser e missili brimstone(equivalenti agli hellfire),drones predator ed ora reaper armati.Noi potremmo schierare gli stessi mezzi perchè li abbiamo, tranne gli hellfire ed i brimstone che non abbiamo comprato,in compenso abbiamo acquistato gli spikes israeliani anche ER,che si possono montare sui freccia (nuovi blindati ruotati) e sui Mangusta (esiste anche una versione a maggior gittata).Abbiamo anche dei drones fabbricati dall’industria italiana:sky y ed un altro più grande che si potrebbero provare aiutando con commesse l’industria militare. Ci sono mezzi nuovi che si potrebbero provare sul campo Tipo il Draco: semovente ruotato con cannone 76/62 a tiro rapido (80-100 colpi al minuto).Se il Governo ha paura di usare armi adeguate e vuole giocare sulla pelle dei soldati ai quali va dato il meglio possibile, è inutile e pericoloso restare lì solo per dire ci siamo anche noi, costringendo i soldati a rischiare inutilmente la pelle.Certo ci saranno sempre dei morti anche con mezzi più avanzati, come accade in ogni guerra,ma almeno il governo avrà fatto quanto poteva.
Il 27 Settembre 2010 alle 11:19 fsc ha scritto:
Caro FLS,
sono assolutamente daccordo con quanto da te sottolineato.
Anzi, mi sembra talmente pertinente da lasciarmi “sospettare” un tuo particolare coinvolgimento in quello che sta accadendo in Afghanistan.
Quello che non comprendo sono le prime tre righe del tuo intervento: cosa dovrebbero divulgare gli Uffici Stampa delle FFAA? Dichiarazioni di colpevolezza sui “bachi” della pianificazione operativa? Candide ammissioni di responsabilità sugli incidenti in teatro operativo? Se così fosse, non potrebbe certo chiamarsi Pubblica Informazione ma “suicidio mediatico”…. ed allora non solo non potremmo utilizzare sistemi d’arma sugli UAV ma dovremmo pensare ad un ritiro immediato delle nostre truppe: ma qui mi fermo perchè il discorso assume altre sfumature!
ciao
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