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La liberazione di Zhan Qixiong (Credits: LaPresse)
Pechino ha vinto il braccio di ferro con Tokyo: Zhan Qixiong, il capitano del peschereccio cinese arrestato l’8 settembre scorso è stato rilasciato. La notizia è stata resa pubblica dalla televisione giapponese Nhk. Inizia finalmente a calare la tensione che ha portato nei giorni scorsi le due potenze orientali sull’orlo di una guerra.
Nelle ultime sttimane, nonostante le autorità giapponesi avessero liberato 14 marinai del peschereccio cinese fermato al largo delle isole Diaoyu l’8 settembre e auspicato il ritorno a colloqui di alto livello per superare una crisi diplomatica che rischiava di degenerare in un conflitto, Pechino ha continuato a non autorizzare nessuna mediazione. Ieri, il premier Wen Jiabao, da New York, ha rotto il silenzio istituzionale sulla vicenda e ha chiesto il rilascio immediato e incondizionato del capitano del peschereccio: una presa di posizione che ha fatto tremare l’Oriente.
La procura di Ishigaki ha sorpreso tutti disponendo oggi il rilascio di Zhan Qixiong, arrestato con l’accusa di ‘aver ostacolato una forza pubblica’. Un tribunale giapponese aveva stabilito di trattenerlo per un massimo di dieci giorni, quindi fino al 19 settembre, ma aveva poi deciso di estendere il periodo di detenzione di altri dieci giorni, e il capitano cinese ha rischiato di essere condannato a tre anni di reclusione.
E’ stata proprio questa scelta a provocare la dura reazione di Wen Jiabao, che ha accusato il Giappone di essere l’unico responsabile della situazione, e lo ha messo in guardia ricordando che se Zhan Qixiong non fosse stato immediatamente liberato, Tokyo avrebbe inevitabilmente dovuto far fronte alle conseguenze delle sue provocazioni.
Inizialmente il Giappone non sembrava disposto a cedere, e ha continuato a negare sia l’esistenza di una questione territoriale sia il punto di vista cinese relativo ad un arresto ingiustificato, sottolineando che le Senkaku sono isole giapponesi. Pechino, di conseguenze, non aveva nessun diritto di interferire nelle questioni giuridiche relative a questo arcipelago.
In queste settimane di tensione e impasse, molti turisti cinesi hanno cancellato i loro viaggi in Giappone, l’invito a mille studenti nipponici per la Expo di Shanghai è stato cancellato, e le vendite dei biglietti per il concerto di un gruppo pop giapponese a Shanghai, previsto per ottobre, sono state sospese. Manifestazioni anti-giapponesi sono state organizzate a Pechino, Shanghai, Shenyang e Shenzhen, e la popolazione si è sempre più convinta che il governo avrebbe dovuto ricorrere alla forza per risolvere in maniera definitiva la questione della sovranità delle isole Diaoyu.
Diversa la reazione dei giapponesi: ‘dal momento che i media nazionali si concentrano esclusivamente sulle proteste e le reazioni della Repubblica popolare, la popolazione locale di fatto ignora il motivo che ha provocato l’ondata di risentimento cinese’, ha commentato un docente della Chinese Academy of Social Sciences di Pechino, che ha altresì enfatizzato l’ostilità di fondo dell’esecutivo di Naoto Kan nei confronti della Cina. Ma in realtà i giapponesi hanno sempre considerato la reazione dei cinesi sulla questione del peschereccio una intromissione ingiustificata nei loro affari interni.
Pur non essendo disposto a trattare sulla sovranità delle Senkaku, Tokyo ha dovuto cedere. La determinazione di Pechino è probabilmente apparsa come troppo pericolosa in un momento in cui i foti interessi economici che legano questi due paesi non potevano essere messi in secondo piano. Tuttavia, la questione non è risolta: la Cina può ritenersi soddisfatta del risultato raggiunto, ma per il Giappone la liberazione del capitano Zhan Qixiong non implica il riconoscimento implicito della sovranità cinese sulle Senkaku. Anzi, la stampa giapponese ha iniziato oggi a pubblicare numerosi articoli anti-cinesi che potrebbero creare nuove tensioni. Per il momento, però, l’escalation militare è stata scongiurata.
- Giovedì 23 Settembre 2010

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Commenti
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Il 23 Settembre 2010 alle 12:21 e.fumagalli ha scritto:
Cambia il tempo e il lupo perde il pelo ma non il vizio. 1933 il Giappone imperialista invade la Mongolia e come nemici si fa la Cina e gli USA che accorrono in suo aiuto, Poi il giappone si sottomette agli imperialisti più forti ma non molla, ora sono uniti e la Cina usa il loro stesso metotodo. Che c’è di male se i cinesi seguono i consigli occidentali? Non li vogliono come loro? Ora sono forti e non hanno paura delle tigri di carta. I cinesi una guerra sono in grado di sostenerla gli USA no e il Giappine nemmeno, che facciamo? Discutiamo, ma se uno non vuole discutere? Che fai, le dai ragione? C’è l’ONU per risolvere queste questioni, o sbaglio. E’ la stessa storia della Malvinas o Folkland, l’ONU non le mette in tavola per paura che abbiano ragione i “cattivi” ossia gli orientali anche se poi occidentali lo siamo tutti, dipende dove ci si trova. Per i cinesi gli USA sono ad est, gira e rigira il mondo è tondo anche se sta scomodo al Vaticano.
Il 23 Settembre 2010 alle 13:32 gratis ha scritto:
Mi sembra che i cinesi stiano esagerando con le loro pretese territoriali.
Passi per Hong Kong, inaccettabile su Taiwan e adesso si attaccano ad isole appartenute da sempre al Giappone con scuse e provocazioni senza capo nè coda?
La crescita del loro potere economico e politco si vede che inizia a dargli alla testa ma non si stanno rivolgendo contro uno Stato qualsiasi ma una potenza mondiale economica che ha pure forti vincoli d’alleanza con gli USA.
Farebbero bene ad abbassare i toni invece che cercare la lite a tutti i costi sobillando le loro popolazioni.
I giapponesi attuali non sono più quelli della Seconda Guerra Mondiale assatanati d’imperialismo e di potere, però, se la cosa dovesse continuare, potrebbero suscitare e risvegliare il can che dorme e un Giappone militare non sarebbe uno scherzo per nessuno, Cina attuale compresa.
Mi viene da mettere in relazione i lanci nord coreani di missili nel Mar del Giappone con queste esternazioni assurde della Cina.
Non è che la NOrd Corea e la Cina lavorano in tandem?
Il 24 Settembre 2010 alle 14:07 gratis ha scritto:
Come ho già scritto nel post precedente, ancora in attesa d’essere pubblicato (strano!), la Cina sta esagerando, anzi, ormai ha esagerato.
E’ vero, il Giappone ha temporaneamente ceduto per non creare problemi immediati ma non credo che dimentichino la cosa, se la legheranno al dito.
Ci vuole poco a prevedere che ciò scatenerà la corsa al riarmo del Giappone fatto senza parere.
Francamente mi aspettavo più buon senso dai cinesi, anche se ex comunisti, nell’andare a stuzzicare il Giappone.
I giapponesi sono da sempre un popolo guerriero e la loro mentalità non credo sia cambiata di molto dopo la sconfitta della Seconda Guerra Mondiale.
Andarli a provocare proprio quando si erano messi buoni e diligenti avrà inevitabili conseguenze.
La Cina fida troppo sul suo armamento e potenza economica attuale ma fa male, molto male.
Se i giapponesi dovessero rimettersi in marcia militarmente non faranno “sconti” di nessun tipo, poco ma sicuro!
Convengo che nel passato i cinesi hanno subito torti dai giapponesi ma tentare di rifarsi di quelli oggi giorno è semplicemente ridicolo e fortemente pericoloso.
Questa volta il rischio è totale e non solo per loro ma per il resto del mondo che inevitabilmente finirà per essere coinvolto.
Il 24 Settembre 2010 alle 23:44 e.fumagalli ha scritto:
gratis, informarsi mai? Hong Kong era una concessione cinese e quelle non possono superare i 100 anni, è una convenzione internazionale, non è stata una pretesa cinese, loro non pretendono lo comprano il mondo mi spiace per te ma è realtà il Giappone e gli USA sono a brandelli, la Cina no e se mostra i denti non fa che confermare che si sta occidentalizzando, ha imparato dagli USA, non lo hai ancora capito? E’ cominciato con una partita a ping pong, poi la Coca Cola e poi dagli avvoltoi USA le multinazionali a insegnargli come si fa, loro fecero, impararono e mo so acidi per gli USA in primis e a ruota noi. Sei contento? Per un nazi fascista è dura, pensa che non hanno nemici perché son privi di un Dio che fa paura agli altri, li criticano ma sono ben accolti. Da noi stanno facendoci il fondello, ora pure le parrucchiere ma so che in Australia è la stessa cosa. Più che roderti il fegato che vuoi fare, sono in tanti ma proprio tanti.
Il 25 Settembre 2010 alle 21:29 danieledafirenze ha scritto:
Io credo che le rivendicazioni territoriali Cinesi, su le Diaoyu siano accettabili, anche perchè queste isole erano parte integrante dell’Impero Qinq fino al 1895, poi passate al giappone assieme a Taiwan, dopo la vittoria nipponica nella prima guerra Sino-Giapponese, quindi credo che la Cina abbia tutti i diritti su queste Isole. A sua volta a diritti su Taiwan, XingJian, Tibet. Non vedo il perchè la Cina debbia rinunciare a parti integranti del proprio territorio, non sono mica ”bischeri” i cinesi.
Poi perchè proprio ora?
-La Cina è la seconda economia al mondo;
-Metà del debito pubblico Usa è detenuta dal fondo sovrano Cinese;
-Militarmente negli ultimi anni a rinnovato il suo esercito, con tecnologia all’avanguardia;
-Il primo partner economico del Giappone è la Cina, quindi i Giapponesi non possono sgarrare;
Quindi concludendo è la cina che ”la palla” ed è sua discrezione, che cosa farne, nel bene e nel male.
Il 26 Settembre 2010 alle 17:37 anna.one ha scritto:
Il PRC dal 1969 si riferisce alla “isole Senkaku” (Diaoyu), come territorio giapponese. Il governo giapponese ha condotto indagini delle isole a partire dal 1885, che hanno trovato che le isole erano terra nullius e che non vi erano prove che suggerivano che erano mai state sotto il controllo cinese.
Il 14 gennaio 1895, il Giappone formalmente inseri’ le isole nel suo territorio, durante la Prima Guerra sino-giapponese, tre mesi prima della sua vittoria militare e la firma del Trattato di Shimonoseki. Il Japan, nel 1950 ha eretto un indicatore sulle isole includendole formalmente nel suo territorio. Quattro delle isole sono state successivamente sviluppate dalla famiglia Koga, con il permesso del governo giapponese.
Ne’ China, ne’ Ryukyu avevano riconosciuto la sovranita’ sulle isole disabitate. Pertanto, degli studiosi sostengono che i documenti cinesi dimostrano solo che Kumejima, la prima isola abitata raggiunta dai cinesi, apparteneva a Okinawa, non solo, ma Kentaro Serita della Universita’ di Kobe fa notare che il libro di storia ufficiale della dinastia Ming compilato durante la dinastia Qing, descrive Taiwan nella sua “Biografie di paesi stranieri” paese straniero .
China non aveva il controllo delle isole Senkaku o di Taiwan durante la dinastia Ming.
Il punto di vista invece e’ che questa prova va solo per verificare che il primo della dinastia Qing (che hanno redatto il libro), vide Taiwan e le isole circostanti come al di fuori del suo territorio.
Per 39 anni tra la fine della dinastia Ming e la conquista di Taiwan da parte della dinastia Qing, Taiwan e’ stata governata da un regime a parte, il Regno di Tungning, che giuro’ fedelta’ al Ming.
Non solo,in una lettera, un diplomatico cinese della Repubblica di Cina TBE, nel 1921 si riferiva alle isole Senkaku come facenti parte del Giappone : “isole Senkaku, Yaeyama District, prefettura di Okinawa, l’Impero del Giappone “. Il linguaggio usato in questa lettera sembra mostrare il riconoscimento cinese delle isole come parte di Okinawa, e quindi in Japan.
E cio’ vale per il Tibet (Pod yul e gli abitant Pod pas, anche il linguaggio e’ considerato Burmese) infatti furono i tibetans ad infiltrarsi in territorio chinese fino alla capitale di Tang, Chang’an (Xi’an) nel tardo 763.
Oggi il PRC ha attivamente sommerso il Tibet con immigranti Han per alterare il makeup demografico del Tibet. China oggi vuole tenersi il Tibet, non solo per le sue ricchezze, specie acqua, ma perche’ e’ la via diretta al mare, mi meraviglio che i nostri sinistrati e pacifinti non siano in piazza a schiamazzare contro China, per il fatto che stanno, non solo rubando le risorse dei tibetans, ma per cosa stanno facendo al fragile ecosistema della regione. Altro che banane!
Cosi’ e’ per le Senkaku, e l’intero South China Sea, per le vaste riserve di oil e gas, delle quali China e’ in disperato bisogno e che senza le quali non puo’ sopravvivere.
Non e’ un segreto per nessuno che China cerchera’ di ottenerle anche con la forza, fortunatamente per noi, non e’ ancora in grado di farlo, perche’ malgrado quello che molti pensano, dopo aver rubato, e continua a rubare, la nostra tecnologia, la sua army e’ indietro di almeno 25 anni. China finora ha usato Kim Jon II per vedere la reazione della South Korea e Japan, ma sopratutto degli USA.
Oggi, con Obama, Beijing sa che puo’ avventurarsi direttamente ma vedremo se, speriamo in due anni, se ne stara’ tranquilla! Dopotutto il prossimo presidente potrebbe decidere di sospendere il trade, o imporre tasse sui prodotti chinese o meglio non importare nulla dalla China. La “palla” dopotutto e’ sempre nel campo dell’occidente.
:D
Il 26 Settembre 2010 alle 19:17 anna.one ha scritto:
Minxin Pei, political scientist, ha dato uno sguardo profondo e critico dell’impero chinese moderno e ha sottolineato che il re e’ nudo. Molte persone suppongono che la China sara’ la prossima superpotenza rivale e addirittura superare gli US, molti nazionalisti cinesi parlano del 21 ° secolo come il secolo della China. Tuttavia, essi ignorano, a loro rischio e pericolo, i molti problemi sociali, economici e politici che affliggono la China di oggi e continueranno a tormentare la China in futuro. Pei ha fatto centro quando ha detto che oggi il PRC non e’ uno stato-nazione, ma un impero, ma con ampie aree che non vogliono far parte dell’Impero PRC : tibetans e gli uighurs sono trattati come cittadini di serie B e i loro diritti vengono sistematicamente calpestati. Tibet e Xinjiang oggi sono stati di polizia dove truppe e la polizia paramilitare pattuglia , fa blocchi stradali, e perquisizioni. Tibetans e gli uighurs non hanno liberta’ di movimento, la liberta’ di riunirsi, la liberta’ di parlare, o la liberta’ di religione e non hanno certamente alcun controllo reale sul governare la propria terra che e’ in realta’ governata da governatori coloniali cinesi Han e i loro burocrati di partito. Finche’ la China mantiene il colonialismo in Tibet e Xinjiang, ci saranno sempre tensioni e problemi in queste regioni che anelano alla liberta’ e indipendenza. Taiwan inoltre non ne vuol sapere di far parte della China.
Sapendo tutto cio’ e degli altri problemi, mi piacerebbe sapere con che criterium fanno il paragone, l’equivalenza morale, tra China e USA (o EU).
Vorrei chiedere al fumin se crede veramente che quelle parucchiere dimostrano che la China ci sta’ facendo ” il fondello”! Quante parucchiere americane ci sono in Italia, quanti americani entrano illegalmente in Italia,(o italiani in China)?
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