
(Credits: PIO RC West)
Il ministro della Difesa tedesco, Karl-Theodor zu Guttenberg, ha annunciato il 23 settembre che verranno ritirati dall’Afghanistan i sei bombardieri Tornado schierati dall’aprile 2007 nella base di Mazar-i-Sharif e autorizzati da Berlino a compiere solo missioni di ricognizione.
La decisione, si legge in una nota del ministero, è stata presa in accordo con il vice-cancelliere e ministro degli Esteri, Guido Westerwelle. I velivoli torneranno in Germania ”molto probabilmente” a novembre e la novantina di militari dell’Aeronautica verranno sostituiti con truppe terrestri. La decisione, ha spiegato infatti il ministero, è da mettere in relazione con ”lo spostamento dell’enfasi da parte delle forze alleate a favore della ricostruzione e dell’addestramento delle forze di sicurezza afgane”.
Gli aerei sono impiegati dal Comando aereo alleato di Kabul soprattutto per individuare i bersagli nemici nelle regioni meridionali dove altri velivoli alleati provvedono a lanciare bombe e missili. Il ritiro dei 6 Tornado consente a Berlino di ridurre i costi della missione nel momento in cui le sue forze in Afghanistan raggiungono il record di 4.500 militari.
Il rimpatrio dei jet lascia però all’Italia il ben poco prestigioso record di unico Paese tra quelli che schierano aerei da guerra in Afghanistan a non consentire l’impiego di armi di precisione bombe. I quattro cacciabombardieri Amx basati a Herat sono infatti autorizzati dal governo a intervenire solo con i cannoncini e soltanto in caso di emergenza.
Una pratica peraltro pericolosa per aerei ed equipaggi perché impone sorvoli a bassa quota delle postazioni nemiche che potrebbero colpire i jet anche con mitragliatrici e armi automatiche. Lo stesso giorno dell’annuncio del ritiro dei jet tedeschi, le fonti militari italiane in Afghanistan hanno reso noti i dettagli di una missione di supporto ravvicinato a truppe statunitensi sotto il fuoco talebano condotte da due Amx italiani.
L’intervento viene definito “risolutivo” anche se “non è stato necessario sparare con i cannoni di bordo” Uno dei due jet italiani ha effettuato due passaggi definiti “di avvertimento”’ sul gruppo di ribelli, disperdendoli in breve tempo. ”La sola presenza dei velivoli in zona - viene sottolineato dalla nota - ha consentito alle truppe a terra di riacquisire la possibilità di movimento, proseguendo la loro missione di pattugliamento”.
I talebani sono stati solo avvertiti e impauriti, ma in modo” risolutivo” dai nostri jet. Hanno potuto svignarsela così avranno tutto il tempo di rifarsi con la prossima pattuglia alleata, forse italiana, che passerà dalle loro parti. O con il prossimo villaggio che non vorrà pagare la tassa per finanziare il jihad. O di seminare ordigni lungo le strade per uccidere soldati e civili.
- Lunedì 27 Settembre 2010

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