
Barack Obama vuole una legge per le intercettazioni su internet (Credits: LaPresse )
Gli hanno detto che è necessario per la sicurezza; gli hanno spiegato che l’azione di prevenzione e repressione del crimine e del terrorismo rischia di essere vanificata dall’impossibilità di controllare, intercettare, valutare tutte le informazioni che passano in rete. Lui, allora si è convinto e ha deciso che nel giro di qualche mese quella legge dovrà essere varata.
Il New York Times ha raccontato quello che altre fonti - nelle scorse settimane - aveva già svelato: la Casa Bianca sta lavorando ad un progetto di legge che renda più facili i controlli e le intercettazioni su Internet; un provvedimento che potrebbe essere discusso dal Congresso nel 2011, elezioni di Medio Termine permettendo.
Sono stati i vertici dell’apparato di sicurezza a caldeggiare la legge con Barack Obama, spiegando che - ormai - la possibilità di mettere sotto controllo lo scambio di informazioni attraverso il Net tra criminali o terroristi è pari quasi a zero visto che per comunicare non usano più il telefono, ma solo la Rete.
Per questo, la legge imporrà a tutti le società che operano nel settore di adottare tutti gli strumenti tecnici necessari a poter mettere sotto controllo le loro vie di comunicazione e fornire, poi, questo “patrimonio” alle autorità federali nel caso ci fosse bisogno per motivi di sicurezza nazionale: dai messaggi di posta elettronica criptati, come quelli che offrono i BlackBerry, ai siti Web della grande galassia dei social network come Facebook; dai software che consentono una dialogo diretto tra due o più utenti, come Skype ad altri “strumenti” come Twitter.
L’iniziativa ha già suscitato molte perplessità e le proteste di quanti vedono in questa operazione alcune analogie con il bando dei BlackBerry dalle autorità di Dubai, stabilito ufficialmente (anche in questo caso) per motivi di sicurezza, ma in realtà proposto per porre sotto controllo il traffico di comunicazione (e quindi anche lo scambio di idee) in questi Paesi.
La proposta della Casa Bianca può avere forti ripercussioni, modificando alla radice alcuni degli elementi fondamentali della rivoluzione di Internet, inclusa la sua struttura architettonica “decentralizzata”, ha fatto sapere James X. Dempsey, vice presidente del Centro per la Democrazia e la Tecnologia.
“Stiamo solo parlando di un ampliamento della nostra capacità di fare intercettazioni, non certo della possibilità di aumentare la nostra autorità e il nostro potere in questo delicato settore” - ha risposto Valerie E. Caproni, del Federal Bureau of Investigation (FBI).
Nel 1994, con Bill Clinton era stata già varata una legge sulle intercettazioni telefoniche e via web, ma il provvedimento non “copriva” gli Internet provider, i quali - allo stato attuale - sono in grado di decidere se inserire nei loro programmi quelle tecnologie che possono permettere di controllare il flusso di informazioni alla fonte. Con il nuovo dispositivo studiato dalla Casa Bianca sarà obbligatorio farlo
L’anno scorso, l’FBI ha speso nove milioni di dollari per aiutare la società di telecomunicazioni nel loro lavoro di aggiornamento tecnologico per l’accesso alle informazioni e, nei prossimi mesi, l’agenzia federale investirà un’analoga cifra nel programma Going Dark per rafforzare la sua capacità di controllo della Rete.
Le intercettazioni sui “nuovi” mezzi di comunicazione sono indispensabili, dicono i funzionari dell’FBI, perché non poterle effettuare mette a rischio molte inchieste. Per esempio, l’anno scorso, un’indagine su di un cartello della droga rischiava di essere vanificata perché i sospettati comunicavano tra loro con un software peer-to-peer e gli agenti non avevano trovato altra strada che quella di piazzare dei microfoni ambientali in un ufficio frequentato dai membri della banda. Un’operazione ad alto rischio che avrebbe potuto essere evitata se avessero potuto controllare le comunicazioni dei narcotrafficanti in altro modo.
Avere accesso a quelle informazioni, poter sorvegliare la rete non significa che vogliano mettere sotto controllo Internet, ha spiegato Valerie E. Caproni dell’FBI.
Ma, gli internauti hanno il timore che - al di là delle intenzioni - alla fine, l’effetto possa essere proprio quello. E protestano contro il progretto di Obama.
- Martedì 28 Settembre 2010

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