- Tags: Congo, genocidio, La mia Africa, onu, Rwanda
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La strada che porta al villaggio di Walikale, Congo (Credits: AP Photo/Schalk van Zuydam)
Gli attacchi delle forze rwandesi contro i rifugiati hutu in Repubblica Democratica del Congo “potrebbero essere qualificati come genocidio” se provati “davanti a un tribunale competente”. Così recita il rapporto dell’Onu pubblicato il 1 ottobre sulle atrocità commesse in Congo tra il 1993 e il 2003.
Levata di scudi da parte di Rwanda, Uganda e Angola: il documento denuncia “attacchi sistematici e generalizzati verso rifugiati hutu rwandesi”. Questi attacchi si sono verificati - continua il rapporto - in tutte le località in cui i rifugiati sono stati scovati da Afdl e Apr (l’Alleanza delle forze democratiche per la liberazione del Congo e l’Armata Patriottica Rwandese) su un territorio molto vasto del Congo.
Gli Hutu si erano rifugiati in Congo dopo l’arrivo al potere a Kigali nel 1994 del Fronte Patriotico Rwandese (Fpr) che aveva messo fine al genocidio della minoranza tutsi e riportato la pace.
Intanto a New York, l’ambasciatore della Rdc all’Onu ha chiesto a gran voce giustizia in nome del suo Paese. Il Rwanda da parte sua ha rigettato categoricamente il rapporto. Stessa reazione dell’Angola, che nega le affermazioni “secondo le quali unità delle Forze Armate Angolane sarebbero state implicate in atti contrari alla sua missione”
Già nei giorni scorsi il Rwanda aveva fatto sentire la sua voce definendo il documento Onu un insulto alla storia.
“Questo documento è cattivo e pericoloso dall’inizio alla fine”, ha affermato il ministro degli affari esteri rwandese Louise Mushikiwabo in una nota diffusa dal suo dicastero. Il Rwanda aveva anche minacciato di togliere le sue truppe dalla missione Onu in Darfur, missione di cui è alla guida. Insomma, il Rwanda pacificato, la “svizzera d’Africa”, quello stesso “Rwanda dei miracoli” che ha da poco riconfermato alla sua guida Paul Kagame, è ora sotto i riflettori dell’Onu e della comunità internazionale.
Le oltre 500 pagine del rapporto del Palazzo di Vetro sono durissime: dopo anni di indagini, si citano circa 600 episodi di violenza, migliaia di morti. L’altra faccia dei massacri operati dagli hutu in Rwanda, avvenne così in Congo, a parti invertite. Furono i tutsi a inseguire gli hutu. Con sullo sfondo gli interventi degli ugandesi, con sullo sfondo gli appetiti di mezzo mondo sulle ricchissime zone minerarie della zona.
Nella zona dei Grandi Laghi la storia pare sempre tragicamente ripetersi.
- Lunedì 4 Ottobre 2010

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Commenti
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Il 5 Ottobre 2010 alle 17:40 anna.one ha scritto:
E tutto questo mentre i peacekeepers dell’UN stanno a guardare mentre l’FDLR massacra i congolesi, e sistematicamente gang-raped circa 200 donne, uomini e bambini.
Il chief sponsor di questo report e’ stato Kofi Annan, che credeva di pulire la sua immagine e l’incompetenza e stupidita’ dell’UN, col dare la colpa dei suoi fallimenti al Rwanda. Sono 50 anni che l’UN si immischia negli affari della regione dei Great Lakes non ottenendo nessun risultato.
“Shake Hands with the Devil” di Romeo Dallaire (UNAMIR commander) e’ da leggere per capire come sono andate le cose.
Il 6 Ottobre 2010 alle 8:40 giampaolo.musumeci ha scritto:
Già, nel novembre 2008 potei tastare con mano e personalmente la libertà d’azione dei membri di Fdlr e persino l’inefficienza della missione Monuc. A Novembre mi recherò nuovamente in Kivu e Ituri proprio per lavorare sugli stupri sistematici…
Il 6 Ottobre 2010 alle 18:04 anna.one ha scritto:
Wow, se li sceglie bene gli hot spots nel mondo!
Ho sentito che i giornalisti da quelle parti non hanno troppa liberta’, non c’e’ freedom of the Press anche se la legge la provvede. Nel South Kivu nel 2009 tre giornaliste sono state gang-raped e a Radio France fu vietato di trasmettere.
E pensare che il Congo possiede l’equivalente del prodotto interno lordo degli US e EU di risorse non sfruttate e, malgrado essere indipendente da 50 anni dal Belgio e le speranze di Kabila, il Congo rimane un “failed state” dove guerra, corruzione e poverta’ prevalgono.
Oggi anche i chinese con le loro offerte di miliardi hanno creato sospetti tra la gente che li accusano d’avere ambizioni coloniali e visto come trattano la manodopera locale non hanno tutti i torti.
Vien da pensare che non solo il Congo, ma tutto il Continente e’ ingovernabile.
Restando in attesa di leggere suoi reportages, saluti e…
Godspeed!
Il 30 Dicembre 2010 alle 11:21 Wikileaks, gli Usa e la regione dei Grandi Laghi | .: Twende :. ha scritto:
[...] recente rapporto Onu getta nuova luce sui tragici fatti e tende in qualche modo a ristabilire le responsabilità fra hutu e tutsi. La tensione etnica latente preoccupa gli Usa (e non [...]
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