
La Speaker della Camera dei Rappresentanti Nancy Pelosi (Credits: LaPresse/Alex Brandon)
L’allarme rosso non è ancora suonato al quartier generale repubblicano, ma da un paio di giorni a questa parte i sorrisi a trentadue denti che annunciavano la vittoria nelle prossime elezioni di Medio Termine sono stati sostituiti da più sobrie e prudenti espressioni del viso.
Colpa degli ultimi sondaggi che indicano timidi, ma diffusi segnali di una possibile ripresa da parte dei democratici. Non è un trend, non è una inversione di marcia, ma una vaga e quasi impercettibile sensazione che il partito di Barack Obama possa resistere all’ondata repubblicana più di quanto tutti gli indicatori politici abbiano detto finora.
Entriamo quindi nell’ultimo mese di campagna elettorale senza avere (allo stato attuale) la certezza che il Gop possa conquistare il Congresso. Il New York Times ha pubblicato una sua analisi secondo la quale i repubblicani hanno messo un’ipoteca soltanto su metà dei 39 seggi necessari per conquistare la Camera dei Rappresentanti e strapparla così ai democratici. Fino a un paio di settimane fa, il destino della Speaker Nancy Pelosi sembrava segnato: lasciare la sua poltrona a un rappresentante del Gop. Ora sembra necessario aspettare l’ultimo atto per sapere quale sarà il finale dell’opera.
Stessa storia per quanto riguarda anche il Senato. I seggi che ballano (e che possono dare la vittoria) sono una quindicina. I repubblicani non sono sicuri di averli in cassaforte. Anzi. In alcuni casi sono destinati ad affrontare una prova quasi al buio visto che saranno i candidati del Tea Party a competere contro il rivale democratico per quelle importanti, fondamentali poltrone. Come reagirà l’elettorato moderato repubblicano? Li appoggerà, o li snobberà? Basterà l’avversione per Barack Obama a convincerli a turarsi il naso e votare persone che esprimono posizioni così radicali?
I democratici non hanno alcuna chance, ha detto sicuro John Cornyn, capo del Comitato Repubblicano del Senato. Non sembra essere della stessa opinione John A. Boehner, leader dell’opposizione parlamentare. Che ha deciso di stanziare altri milioni di dollari per la campagna di spot del partito. Gli ultimi sondaggi l’hanno fatto riflettere. “C’è ancora molto lavoro da fare”, ha detto prima di lasciare Washington per il suo collegio.
Il partito di Barack Obama punta a mantenere i seggi nelle sue roccaforti, a non farseli strappare dai repubblicani. Negli ultimi giorni la mobilitazione dei democratici è aumentata. I politici locali avvertono una maggiore attenzione, un impegno più forte da parte dei militanti che finora erano rimasti in disparte ad assistere alla competizione politica.
Segnali in questo senso arrivano da territori (elettorali) strategici come la California, il Connecticut, l’Illinois, il Delaware e lo stato di Washington. In particolare, è ritenuto un ottimo indicatore il fatto che Barbara Boxer sia avanti nei sondaggi rispetto alla repubblicana Carly Fiorina per la poltrona di senatrice della California. Se questo trend fosse mantenuto, significa che la grande ondata repubblicana potrebbe anche non esserci.
I democratici si attaccano a queste speranze in vista delle elezioni del prossimo novembre. E ad altri sondaggi. Come quello pubblicato dalla televisione Nbc e dal Wall Street Journal secondo il quale il vantaggio del Gop sarebbe diminuito rispetto allo scorso mese di agosto.
Se questi segnali indicano una possibile novità, ce ne sono altri che invece confermano come per i democratici possa risultare difficilissima, quasi impossibile l’impresa di non perdere le elezioni. Uno di questi è il grado di approvazione del lavoro di Barack Obama, sempre molto basso. Solo il 46% degli americani apprezza la sua presidenza.
Sarà questo un fattore di cui terranno conto gli elettori, soprattutto gli indipendenti. Se i repubblicani sfonderanno, potrebbe essere “merito” di Obama. Per ora, i democratici analizzano gli ultimi sondaggi e sperano di vederci la realtà e non i loro sogni.
- Lunedì 4 Ottobre 2010

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Commenti
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Il 4 Ottobre 2010 alle 19:45 Stati Uniti: i democratici sperano nella rimonta alle elezioni di Medio Termine | Politica Italiana ha scritto:
[...] via http://blog.panorama.it/mondo/2010/10/04/stati-uniti-i-democratici-sperano-nella-rimonta-alle-elezio… AKPC_IDS += “19578,”;Popularity: unranked [?] Posted by admin on ottobre 4th, 2010 Tags: America, Estero Share | [...]
Il 5 Ottobre 2010 alle 0:00 jimmie01 ha scritto:
Zurleni guarda che i democRATS evitano financo di nominare l’ affiliazione di partito nelle pubblicita` elettorali. Per non parlare della non menzione del voto in favore dello stimulus e della health care reform. Non so come voteranno gli altri, ma io ti posso dire che mia moglie ed io saremo i primi a presentarci al seggio elettorale in Novembre. GARANTITO AL LIMONE.
Il 5 Ottobre 2010 alle 19:05 anna.one ha scritto:
hmmmm
http://www.gallup.com/poll/143.....oters.aspx
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