
(Credits: AP Photo/Toronto Star via the Canadian Press, Michael Stuparyk)
la notizia della magistratura iraniana che ha condannato il blogger irano-canadese Hossein Derakhshan a 19 anni e mezzo di carcere si presta a qualche interessante riflessione.
Derakhshan ha 35 anni ed è un personaggio famoso. Sul web è noto come Hoden ed è soprannominato “il padre dei blogger iraniani” perché nel 2001 ha preparato una sorta di guida online in persiano per gli utenti della Rete. La sua storia è complessa: come tanti altri iraniani è cresciuto in patria, nel 2000 è emigrato a Toronto, in Canada, dove ha studiato sociologia. Si è sposato con un’iraniana conosciuta nel Nord America, nel 2008 ha frequentato un master in cinema e media alla prestigiosa scuola di studi orientali Soas di Londra e poi è tornato a vivere in Iran dove l’emittente televisiva in lingua inglese PressTV gli aveva offerto un lavoro.
Ma quello che stupisce di Derakhshan è che, dopo aver criticato l’establishment religioso, nel dicembre 2008 sia tornato in Iran perché sostenitore del presidente Ahmadinejad: il blogger si è definito a favore al programma nucleare, a questo proposito ha persino scritto un articolo sul Washington Post. Sul quotidiano britannico Guardian ha scritto che se gli Usa avessero attaccato l’Iran sarebbe tornato in patria a combattere. E in seguito ha avuto una serie di battibecchi con altri iraniani che lottano a favore dei diritti umani e di un cambio di regime.
Ma andiamo con ordine. Nel 2006 Derakhshan, che ha doppio passaporto iraniano e canadese, ha usato quest’ultimo per visitare Israele. E ha raccontato la propria esperienza sul blog, in lingua persiana e perciò accessibile agli utenti della rete nella Repubblica islamica.
Quando, due anni fa, è tornato in Iran, è stato subito arrestato e da quel momento è nella prigione di Evin, nel nord della capitale Teheran, e i diplomatici canadesi non hanno potuto incontrarlo perché, come nel caso della giornalista Roxana Saberi, le autorità iraniane non riconoscono la doppia cittadinanza.
L’opinione diffusa è che sia finito in carcere con l’accusa di spionaggio, per essersi avventurato in Israele. E infatti il sito conservatore Mashreghnews, vicino alla presidenza della repubblica, ha scritto che Dearkhshan è stato condannato per aver collaborato con Paesi ostili, per aver diffuso propaganda contro le autorità, aver promosso gruppi controrivoluzionari e aver insultato l’Islam e i protagonisti della religione musulmana.
Ma forse a metterlo nei guai sono state le critiche – espresse nel suo blog – nei confronti del potente Rafsanjani, nemico di Ahmadinejad. Il blogger sarebbe quindi, come tanti altri, una pedina nella lotta di potere tra i vari gruppi che cercano di controllare le istituzioni della repubblica islamica.
La pena è severa ma molti – anche tra i suoi famigliari – temevano fosse condannato a morte. Forse, dopo il caso di Sakineh, le autorità non volevano ulteriori interferenze da parte di Paesi stranieri. In ogni caso Derakhshan potrà presentare appello.
- Martedì 5 Ottobre 2010

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 6 Ottobre 2010 alle 22:25 hector ha scritto:
bhe in effetti questa sarebbe una mossa degna de “lo squalo”.
un grattacapo in meno per l’ex primo ministro mousavi, con buona pace di uno dei poki degni canali di informazione sull’iran
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.