
Soldati americani di pattuglia in Afghanistan (Credits: Ansa )
Marines “ambientalisti”, equipaggiati con materiali innovativi per produrre energia rinnovabile e ridurre il consumo di carburante. Non è uno spot promozionale per indurre gli ecologisti ad arruolarsi né una svolta politicamente corretta imposta dall’Amministrazione Obama ai più rudi soldati degli Stati Uniti.
Il Pentagono studia da tempo la possibilità di ridurre la dipendenza dei suoi reparti dai combustibili tradizionali per risparmiare denaro e ridurre lo sforzo logistico necessario ad alimentare le truppe schierate oltremare.
Centocinquanta marines della Compagnia I del Terzo battaglione (Quinto reggimento) sono stati schierati nella provincia afghana di Helmand con nuovi materiali del valore di circa 70 mila dollari che includono pannelli solari portatili, luci a consumo ridotto, tende che forniscono energia elettrica e batterie solari per i computer e radio.
L’obiettivo del reparto è testare in condizioni belliche le prestazioni dei nuovi materiali già valutati inizialmente in un centro d’addestramento nel deserto del Mojave. Se le risposte saranno positive altri reparti verranno equipaggiati in questo modo riducendo così l’impatto ambientale della presenza militare e abbassando costi ed esigenze di carburante.
La Marina statunitense punta a coprire il 50 per cento del fabbisogno di navi e reparti di marines con sistemi d’energia da fonti rinnovabili entro il 2020 e ha già iniziato ad adottare alimentazioni elettriche per la navigazione a bassa velocità e biocarburanti derivati dalle alghe.
Biocarburanti che verranno utilizzati presto su tutti i velivoli dell’aeronautica ma viene valutato anche un impianto mobile schierabile nelle basi militari in grado di produrre combustibile utilizzando coltivazioni presenti in loco.
Al di là del prezzo di nafta e benzina necessari ad alimentare i mezzi ma anche i generatori che danno energia elettrica alle basi militari e agli avamposti in Iraq e Afghanistan, il costo logistico legato ai convogli e alla loro protezione ha raggiunto cifre astronomiche.
In un documentato articolo sul New York Times, Elisabetth Rosenthal sottolinea che un gallone di carburante costa un dollaro al Pentagono, cifra che sale però a oltre 400 dollari per consegnarlo a un avamposto isolato in Afghanistan mentre uno studio dell’esercito ha calcolato che la scorta costa la vita a un soldato o a un contractor ogni 24 convogli di carburante .
Le operazioni militari in Paesi privi di sbocchi al mare, come l’Afghanistan, comportano un rischio logistico ancora maggiore come dimostra l’impatto determinato da una settimana di chiusura dei transiti di frontiera imposto dal Pakistan come rappresaglia per gli sconfinamenti della Nato. Un blocco che favorisce gli attacchi talebani alle autocisterne in sosta sul confine.
- Venerdì 8 Ottobre 2010

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 8 Ottobre 2010 alle 16:32 anna.one ha scritto:
E si’, il Pentagon va green da anni
http://www.off-grid.net/2006/0.....9/11/606/
Il 8 Ottobre 2010 alle 16:34 nondisinistra ha scritto:
E’ un buon segno ,quando ci studiano i militari… sicuramente le energie alternative faranno passi da gigante…..
Il 8 Ottobre 2010 alle 16:50 anna.one ha scritto:
..sempre in Iraq..
http://www.army.mil/-news/2008.....s-of-iraq/
Il 8 Ottobre 2010 alle 17:55 p.a.d ha scritto:
Anche in Iran sono particolarmente sensibili alle alternative al carbon fossile… Pare vogliano illuminare le loro festose serate con l’nergia atomica… pare…
O forse vgliono “illuminare” Tel Aviv con altri sistemi?
Mah.
Magari in campo militare si sa già anche come eliminare il petrolio dalla locomozione civile, ma forse senza i fondi dei magnati del petrolio nemmeno potrebbero continuare a fare ricerche in merito. Perché non solo le tasse dei contribuenti possono alimentare una macchina tanto onerosa come un esercito…
Il 9 Ottobre 2010 alle 17:01 e.fumagalli ha scritto:
A Napoli, l’anno scorso, il comune dovette intervenire per dare l’acqua a gratis alle navi USA, non avevano i soldi per pagarla, poveretti, rischiavano di mporire di sete.
Il 11 Ottobre 2010 alle 16:42 anna.one ha scritto:
Povero fumin, non fa nemmeno ridere..
http://www.joewrite.com/wp-con.....a-hate.gif
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.