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Stati Uniti: dieci buone ragioni per temere l’uomo della ritirata dall’Afghanistan

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  • Tags: Afghanistan, Barack Obama, bob woodward, consigliere sicurezza nazionale, james jones, obamamania, pentagono, robert-gates, tom donilon
  • 2 commenti
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.
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Tutti gli uomini del Presidente. Tom Donilon è il primo a destra di Barack Obama (Credits : LaPresse/Pete Souza)

Tutti gli uomini del Presidente. Tom Donilon è il primo a destra di Barack Obama (Credits: LaPresse/Pete Souza)

L’uomo che dovrebbe far ritirare gli Usa dall’Afghanistan non non sa ancora bene quale sarà la sua exit strategy, ma sa che dovrà averne una. E, ora che è stato nominato Consigliere per la Sicurezza Nazionale, è ben conscio del fatto che la strategia dovrà essere molto credibile, visto che coloro che sono chiamati ad applicarla, i generali americani, non si fidano di lui, di questo civile, avvocato e veterano delle amministrazioni democratiche, che conosce molto bene le stanze della Casa Bianca, ma non il terreno (sul quale deve operare) dal momento in cui non è mai stato a Kabul ( o a Baghdad), e inoltre non sembra amare molto i militari (con cui dovrà collaborare).

Tom Donilon - che ha preso il posto del Generale (ex) James Jones, “silurato” a causa di alcune frasi riportate dal libro di Bob Woodward e indirizzate ai più stretti collaboratori di Barack Obama (definiti dall’ex comandante Nato con espressioni come “Mafia” e ”Politburo”) - nel giro di qualche mese potrebbe rivelarsi l’uomo sbagliato al posto sbagliato.

Ma noi non vogliamo anticipare troppo i tempi. Vogliano solo segnalarvi un interessante articolo di Tony Harnden, firma del Telegraph, che ha elencato i dieci motivi per cui Obama faceva meglio a tenersi James Jones, invece che licenziarlo come aveva fatto con il generale Stanley McChrystal.

Primo motivo: Dolinon e il segretario alla difesa Robert Gates abitualmente si prendono a pesci in faccia. Nonostante le parole formali di apprezzamento, tutti sanno (perché l’ha scritto Bob Woodward) che i due non si possono vedere e che una volta il capo del Pentagono ha detto che la sua eventuale nomina a Consigliere per la Sicurezza Nazionale sarebbe stata un “disastro”. Dolinon e Gates faranno fatica a lavorare insieme. Il risultato potrebbe essere che quest’ultimo lasci la sua poltrona entro qualche mese.

Il secondo motivo di preoccupazione che ci suggerisce Tony Harnden l’abbiamo accennato prima. Tom Donilon non viaggia. E quindi non conosce la realtà delle situazioni che deve gestire; non è mai stato in Afghanistan o in Iraq. Non ha mai preso contatto diretto con i problemi. Li conosce  perché fa un sacco di riunioni a Washington. Potrebbero bastare per avere  tutti gli strumenti necessari per prendere delle decisioni sensate? Forse si, forse no. Tanto, da quello che si è capito, la decisione del ritiro sarà politica (ed è stata già presa da Barack Obama).

Barack Obama e James Jones (Credits : LaPresse/Charles Dharapak)

Barack Obama e James Jones (Credits: LaPresse/Charles Dharapak)

E questo punto ci porta alla terza ragione: ai militari non piace Donilon. Non lo ritengono un credibile interlocutore. E questa da quando (quarto motivo) si è messo di traverso rispetto alla richiesta di rinforzi avanzata dai generali americani in Afghanistan. Alla fine, sappiamo come è andata: Obama ha inviato poco più di 30.000 soldati, ma McChrystal dovette sudare le proverbiali sette camicie per averli, ci ricorda sempre Tony Harnden.

Il fatto stesso (quinto motivo di preoccupazione) che Donilon sia stato nominato al posto di Jones per le critiche che quest’ultimo aveva espresso contro lo staff del presidente lo ha fatto diventare subito indigesto ai militari. Che, a prescindere dalla sua nomina (settimo punto), sono rimasti molto colpiti dal trattamento ricevuto da Jones. Una rimozione che fa pensare a una situazione sempre più caotica della squadra del presidente che si occupa di politica internazionale (sesto punto).

Ma il motivo di maggior timore è far risalire al fatto che il nuovo Consigliere per la Sicurezza Nazionale è molto attento a quello che dice il vice presidente Joe Biden, così attento da apparire quasi acritico. E’ stato lui il vero protagonista del braccio di ferro con i generali al tempo della richiesta dei rinforzi. Aveva (ha) un’altra idea della guerra in Afghanistan. Che cozza con quella che hanno i militari.

C’è poi il fatto che Tom Donilon - scrive il bloggista del Telegraph - era un lobbista per Fannie Mae, una delle società rimaste coinvolte nella crisi dei mutui americani. Non esattamente un bel biglietto da visita, ma si è visto in giro anche di peggio.

Infine il decimo e ultimo motivo di preoccupazione è da fare risalire alla stessa nomina, cioè al fatto che a poche settimane dalle elezioni di Medio Termine, ai piani alti dell’amministrazione sembra regnare il caos e la confusione, con una serie di importanti pedine che lasciano il campo. Significa che la nave  guidata da Barack Obama sta sbandando non poco. E, siamo d’accordo con Tony Hardnen, questo è il motivo di maggiore preoccupazione. Per l’America.

  • michele.zurleni
  • Lunedì 11 Ottobre 2010

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Commenti

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Il 11 Ottobre 2010 alle 18:50 anna.one ha scritto:

Non solo sta’ sbandando, la nave sta’ affondando!

Gee, chi avrebbe potuto pensare che Obozo non aveva la capacita’ o l’esperienza necessarie per gestire la posizione esecutiva piu’ difficile nel free world? Non e’ come se qualcuno sottolineo’ (non i MSM si capisce) che Barry non ha mai tenuto una posizione esecutiva in vita sua, aveva solo tre anni nel Senato degli US, e solo sette come legislatore statale dove ha dato piu’ di 130 voti “presente” piuttosto che andare sul record su questioni controverse o come se qualcuno evidenzio’ le connessioni ai radicali del candidato Hopey, la sua insularita’ tra i suoi patroni della hard left e consiglieri, e la sua assoluta mancanza di un record di realizzazione al di fuori di farsi eleggere?

Ma hey, visto che ancora molti lo considerano un “genio”, forse e’ tutto previsto da Obowma, dopotutto ci aveva ripetuto che avrebbe fatto “fundamental changes” ..in altre parole non gli piace questa nazione e non la rispetta, cosi’ non solo la manda in rovina economicamente, la divide sulla questione razziale, ora si concentra sui militari…il piano e’ semplice, dopo il chaos l’ordine..del marxist-globalist Obama!

Per fortuna da novembre diventera’ a lame duck president!

Il 11 Ottobre 2010 alle 19:45 Stati Uniti: dieci buone ragioni per temere l’uomo della ritirata dall’Afghanistan | Politica Italiana ha scritto:

[...] via http://blog.panorama.it/mondo/2010/10/11/stati-uniti-dieci-buone-ragioni-per-temere-luomo-della-riti… AKPC_IDS += “19936,”;Popularity: unranked [?] Posted by admin on ottobre 11th, 2010 Tags: America, Estero Share | [...]

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