
(Credits: Epa/Horacio Villalobos)
Ore 7.30 del mattino. Le strade che portano dalla periferia al centro di Parigi sono già tutte bloccate. Il quarto giorno di mobilitazione del settore dei trasporti contro la riforma delle pensioni voluta dal presidente Nicolas Sarkoz per i sindacati è cominciato sotto la stella migliore.
Le unioni sindacali francesi di auto-ferrotramvieri e controllori di volo non hanno dubbi e credono che oggi sarà il giorno in cui il presidente francese sarà costretto a fare un passo indietro, davanti a stazioni e aeroporti fermi e dopo che ieri anche il Senato ha approvato l’innalzamento dell’età minima pensionabile da 60 a 62 anni, a partire dal 2018. In sostanza, per avere una pensione piena non si potrà lasciare il lavoro prima del compimento del 62esimo anno. Una decisione che ha immancabilmente scatenato l’ira dei sindacati e dei lavoratori, che si sentono forti degli scioperi che già hanno agitato il Paese nel mese di settembre.
Sarkozy non è mai stato così in basso nei sondaggi e si gioca il tutto e per tutto proprio sulle pensioni, il test più spinoso della sua presidenza. La Francia oggi sarà paralizzata. I sindacati si augurano di riuscire a portare in piazza più di tre milioni di persone. Ma dal quotidiano Le Figaro (vicino all’Eliseo) si lancia l’avvertimento: “Il 53% dei francesi è in favore della mobilitazione, ma bisognerà vedere chi realmente rinuncerà a un’ altra giornata di paga, la quarta in un mese”. Secondo l’istituto di ricerche e sondaggi Ifop, 7 francesi su 10 sono favorevoli alla mobilitazione, ma solo 3 su 10 “auspicano” blocchi a oltranza.
E dalle pagine di Le Monde, ieri durante una chat sugli scioperi la preoccupazione dei “pendolari” era palpabile. Le domande più ricorrenti a Didier Le Reste, segretario generale della federazione dei trasportatori Cgt, riguardavano la possibilità di prendere mezzi pubblici per recarsi sul posto di lavoro. Secondo le previsioni del sindacalista, anche i Tgv (i treni veloci) resteranno in stazione, ma sarà garantito un servizio minimo.Per Le Reste, il 64% dei conduttori di treni si sono dichiarati favorevoli al blocco e con loro il 56% dei controllori. Il segretario generale della Cgt ha poi sottolineato che “Il capo dello Stato ha un serio problema politico“.
Dalle colonne di Le Parisien, invece, il presidente del gruppo socialista all’Assemblea nazionale, Jean-Marc Ayrault, denuncia la “strategia della tensione” applicata dal governo, e il cosiddetto “metodo iniquo di Sarkozy“. La riforma delle pensioni è necessaria, aggiunge il deputato socialista, ma “deve essere equa e giusta”. Insomma, “il governo si sieda nuovamente al tavolo dei negoziati”.
Intanto, i sindacati si spaccano e, scrive sempre Le Figaro, “non sanno quale direzione prendere”. Lo sciopero a oltranza è rischioso e potrebbe portare a una condizione di guerra sociale permanente. Alcune federazioni dei lavoratori sono dunque per la mobilitazione, ma anche per sedersi a un tavolo e discutere la partita con il ministro del Lavoro Eric Woerth e con il presidente Nicolas Sarkozy, che in questo momento si sta giocando tutte le carte per la sua rielezione nel 2012, e sembra aver scelto la strada più difficile.
- Martedì 12 Ottobre 2010

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