- Tags: Bosco, Congo, Human Right Watch, Kivu, La mia Africa, nkunda
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A sinistra, seduto con cappellino chiaro, il Generale Bosco. In primo piano Laurent Nkunda a Rutshuru, nord Kivu nel novembre del 2008 (Credits: Giampaolo Musumeci)
Ai più non dirà molto questo nome: Bosco Ntaganda. Il giovane ex generale del Cndp (Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo), il gruppo ribelle guidato da Laurent Nkunda che due anni fa fece tremare tutto il Kivu e Kinshasa, è nel mirino della Corte Penale Internazionale e ora anche di Human Right Watch.
I fatti: il generale Bosco era il Capo di Stato Maggiore del gruppo ribelle tutsi guidato dal Generale Nkunda. Nel 2009, proprio all’apice dell’ascesa del Cndp, Bosco tradì Nkunda e contribuì alla sua caduta (il leader tutsi fu poi arrestato e imprigionato in Rwanda, dove però si sono perse le sue tracce). Pur essendosi macchiato di svariati atti criminosi, Bosco fu invece integrato nell’esercito congolese. Pratica piuttosto diffusa in Africa: gli ex nemici, specie se in gran numero, diventano amici, più facili da gestire e soprattutto utili contro nuovi nemici.
Finora il Governo centrale di Kabila non ha mai proceduto all’arresto di Bosco perché “la pace e la sicurezza vengono prima di tutto“. Così la realpolitik spesso lascia non solo fuori dalle sbarre ma in posizione chiave e magari di comando chi si è macchiato di gravi crimini. Buona parte dell’esercito ribelle del Cndp ha ricevuto lo stesso trattamento riservato a Bosco: integrati tra i soldati governativi, gli ex nemici.
Secondo alcune fonti, il governo congolese avrebbe nel 2009 utilizzato il generale Bosco nelle operazioni contro le formazioni Fdlr (i fuoriusciti rwandesi responsabili fra l’altro del genocidio in Rwanda del 1994) che da anni scorrazzano liberi nelle regioni del Nord Kivu stuprando donne e razziando villaggi quasi indisturbati. Ora Bosco vive a Goma, capitale del nord Kivu.
Durissima la presa di posizione di Anneke Van Woudenberg, ricercatrice di Human Rights Watch: “Bosco dovrebbe essere arrestato, è una minaccia per la gente dell’est del Congo e si fa beffe della politica di ‘tolleranza zero’ contro chi abusa dei diritti umani” che il governo di Kinshasa ha annunciato di perseguire.
- Giovedì 14 Ottobre 2010

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