
(Credits: Gianandrea Gaiani)
Una tempesta in un bicchier d’acqua. Si è risolto in un flop il dibattito parlamentare sulla missione in Afghanistan nel quale si doveva discutere sulla possibilità di dotare di bombe gli aerei della nostra Aeronautica.
La scarsa preparazione sull’argomento dimostrata da quasi tutti i politici intervenuti (e anche da ex militari oggi divenuti onorevoli) ha favorito approcci superficiali o ideologici, tesi a parlare a sproposito di bombardamenti a tappeto quando in Afghanistan i raids aerei sono sempre stati chirurgici.
Nessuna decisione è stata quindi presa dal governo e il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha affermato che sulle bombe imbarcate sui cacciabombardieri AMX deciderà dopo il vertice Nato di Lisbona, il 20 novembre, perdendo così un altro mese prezioso per fornire al contingente strumenti più efficaci contro la minaccia nemica.
Circa i “droni” Predator il ministro ha precisato che non sono predisposti per imbarcare missili. Vero, ma il kit per armare questi velivoli - che non comprammo in fase di acquisto dei velivoli negli Usa - si può acquisire in tempi brevi.
L’inconcludente tempesta politico-mediatica sulle bombe ha oscurato in questi giorni una notizia importante per il nostro contingente che ha ricevuto il prezioso rinforzo di tre elicotteri EH-101 della Marina Militare.
I nuovi velivoli prodotti da Agusta/Westland sono arrivati alla base di Camp Arena trasportati a bordo dei grandi cargo americani C-17 e saranno presto operativi al fianco dei 21 elicotteri dell’Esercito già basati in Afghanistan.
L’invio dei tre elicotteri, previsto dai piani di rinforzo del contingente, aumenta l’autonomia delle truppe italiane e delle forze speciali della Task Force 45 impegnate a dare la caccia ai leader talebani. L’EH-101 può imbarcare fino a 35 militari, è armato di tre mitragliatrici, ha un’autonomia di sei ore in volo diurno e notturno e può raggiungere una velocità di 280 chilometri orari.
Il Task Group Shark resterà in Afghanistan un anno ed è stato costituito con mezzi e personale provenienti soprattutto dal 1° Gruppo Elicotteri della base di Luni-Sarzana (La Spezia) guidata dal Capitano di Vascello Stefano Crementieri.
Oltre agli elicotteri fanno parte del contingente della Marina 67 tecnici, piloti e fucilieri del Reggimento San Marco basati a Herat ma in grado di riposizionarsi nelle basi avanzate di Shindand, Farah e Qal-i-Now.
Finora la Marina aveva schierato in Afghanistan gruppi di elicotteri (Task Group Pantera) AB-212 e SH-3D, certo più piccoli e meno adatti al teatro operativo afghano rispetto agli EH-101 ma che dal 2005 al 2009 hanno volato complessivamente 2.700 ore nei cieli di Kabul ed Herat.
Come previsto, le forze italiane termineranno la fase di potenziamento entro dicembre, quando i nostri militari in Afghanistan saranno circa 4mila.
- Venerdì 15 Ottobre 2010

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Commenti
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Il 15 Ottobre 2010 alle 17:39 giovannimartinelli ha scritto:
Ebbene sì, il bilancio che si può trarre da questi giorni di dibattito politico seguito all’uccisione dei 4 alpini può essere definito in ben pochi modi: desolante, sconfortante, raccapricciante.
Tra esponenti dell’opposizione che (con un occhio ai sondaggi) chiedono demagogicamente il ritiro dei nostri militari ed altri che chiedono una revisione della strategia (praticamente, la dovremmo cambiare tutti i giorni), e tra esponenti di Governo che (anche in questa occasione) sono riusciti a dare il peggio di sé, restano l’amarezza e lo sconforto nel rilevare che, ancora una volta, la prova di maturità è fallita.
Indicativa, in questo senso, proprio la vicenda delle “bombe sugli aerei”; sollevata strumentalmente dal ministro della Difesa, proprio da quest’ultimo è stata consegnata al ‘tritatutto mediatico’ (con lo stesso ministro ben felice di guadagnarsi qualche passaggio televisivo e qualche intervista in più). Risultato finale: nessuno.
Nessuna decisione del ministro, nessuna decisione del Governo, nessuna decisione delle commissioni Parlamentari.
Si è deciso di non decidere (e non una novità); tutto è stato ufficialmente rimandato a dopo il 20 novembre, alla conclusione del vertice NATO (dal quale, forse, ci si aspetta che qualcuna prenda tale decisone per noi). Comunque, si accattano fin da ora scommesse sul fatto che, anche dopo quella data, tutto finirà in un bel nulla.
Nel frattempo abbiamo assistito ai soliti siparietti tra i ministri della Difesa e degli Esteri sulle date del ritiro (2011 sì, poi forse, quindi no, di nuovo forse, poi potrebbe essere il 2014 eccetera, eccetera), peraltro impreziositi dalla disquisizione sulla differenza tra “transition strategy” ed “exit strategy”.
In tutto questo, gli Italiani (già poco attenti/informati/interessati) che cosa ci hanno capito?
Ovviamente nulla.
Perfetto, tutto torna, ogni cosa è al suo posto.
Ma soprattutto, continuiamo così!
Il 16 Ottobre 2010 alle 8:53 fsl ha scritto:
Egr. direttore,
ma perchè ostinarsi a pretendere che il coordinatore del PdL faccia anche il ministro della difesa?
Ben altre occupazioni di alta politica occupano le sue giornate.
Ad esempio, subito dopo la conclusione del recente vertice dei ministri degli esteri e della difesa della Nato invece di parlare della posizione dell’Italia su armi nucleari in Europa e scudo antimissile … ha chiesto il rientro delle salme dei Savoia.
Evidentemente La Russa vive in un’altra dimensione che non ha nulla a che fare con la Difesa del suo Paese.
Ci vogliono 9 mesi per armare i Reaper? Attendere fino al 20 novembre per “decidere” se (ri)trasformare gli AMX in bombardieri?
Tutto per perdere tempo, far arrivare il 2011 e poter affermare: “Beh! Ora siamo a ridosso dell’avvio del ritiro non possiamo impegnarci di più, dobbiamo rinunciare a dolorose scelte prese in passato e non adeguate all’attuale scenario internazionale…”
Il 16 Ottobre 2010 alle 13:59 stanko ha scritto:
Bene.
Speriamo ora che questi EH 101, mitologici elicotteri, in possesso della marina dal lontano 2001, segregati a Sarzana e tirati fuori solo in occasione di esercitazioni interforze, terremoti, raduni marinari e vari vernissages,vengano finalmente svelati ai più ed entrino a pieno titolo nella compagine operativa schierata ad Herat.
Speriamo anche che, a differenza degli SH3D e degli AB 212 in teatro afghano, non si limitino (come già ebbi a dire)a raccogliere le margherite. Ovvero a compiere inutili voli di ricognizione intorno alla base stessa…come gli aeroplanini con l’elastico…
A dire il vero già non pare di buon auspicio il fatto che, piuttosto che andar a far parte del rude e temprato “Aviation Battalion” schierato dall’Aviazione dell’Esercito, finiscano inglobati nel più glauco e ameno ROA, condotto dall’Aeronautica e noto per la capacità di impiegare gli assetti ai limiti della loro…inutilità!
Infatti se è vero che gli elicotteri dell’Esercito si impegnano, di giorno e di notte, ai limiti delle loro capacità di carico e di autonomia, per supportare i reggimenti terrestri fin dove fischiano le pallottole, è pur vero che l’impiego in teatro di aerei ed elicotteri in carico all’AMI, sia sempre stato limitato, oltre che dai caveat nazionali, da logiche conservative e di sicurezza, tanto degli aeromobili che degli equipaggi, che ne hanno realmente azzerato la “sostanza operativa”.
Che non vengano a raccontarci, per esempio, che siano stati inviati a d Herat per l’emergenza sanitaria (MEDEVAC). A quella provvedono più che egregiamente gli spagnoli e, in seconda battuta, gli americani. Non vorrei quindi, che questi grossi e costosi elicotteri si vedano in volo solo all’interno del circuito aeroportuale in occasione dei voli prova o di collaudo, mentre attendono improbabili chiamate di soccorso…
Poche scuse, avete gli elicotteri più nuovi, il miglior rapporto peso potenza, i migliori sistemi di navigazione, i piloti col migliore addestramento…Ragazzi ci aspettiamo che vi uniate al circo e vi buttiate nella mischia!!!
In bocca al lupo!
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