
(Credits: Epa/ Yuri Kochetko)
Il Parlamento ceceno è stato messo sotto attacco. Secondo l’agenzia di stampa russa Ria Novosti, stamattina tre uomini armati hanno attaccato l’edificio dell’assemblea nazionale di Grozny. Almeno dicassette i feriti. Sei i morti, tra i quali i tre guerriglieri fautori dell’assalto.
A Grozny regna la confusione. Secondo le agenzie stampa locali si sono uditi spari sia dentro che fuori il Parlamento e inizialmente si è parlato di un attacco suicida. Quel che è certo è che “la sparatoria è durata a lungo e le unità speciali del ministero degli Interni, la polizia antisommossa e i servizi di sicurezza presidenziali sono corsi nell’edificio”, ha dichiarato una fonte della sicurezza citata dalla Bbc.
Un uomo si è fatto esplodere poco fuori dal complesso parlamentare, permettendo ai ribelli di penetrare all’interno dell’edificio. Oltre al suicida, morte due guardie di sicurezza e un funzionario del Parlamento. Le ultime notizie da Grozny parlano di un vero e proprio blitz dei militari ceceni, capeggiati dal presidente, Ramzan Kadyrov (uomo del Cremlino), che hanno “eliminato” i ribelli. Il presidente della Camera cecena, Dukuvakhna Abdurakhmanov, sarebbe sopravvissuto all’attacco e sarebbe al momento ancora all’interno dell’edificio.
L’attacco al Parlamento di Grozny testimonia che al momento il livello di scontro tra Mosca e i ribelli islamici nel Nord del Caucaso è ancora alle stelle. Nonostante la Russia abbia annunciato di aver sconfitto i separatisti ceceni, i recenti fatti di cronaca parlano di continui attentati e di bombe che hanno ucciso diverse decine di persone solo negli ultimi mesi, colpendo al cuore anche Mosca, come nel marzo scorso, con gli attentati delle due donne suicide dal Daghestan nella metro della capitale russa, che causarono 40 morti. O l’attacco ad agosto nel villaggio del presidente Kadyrov. In quell’occasione i ribelli assediarono diversi edifici prima di essere catturati.
Gli islamici stanno combattendo con l’intento di stabilire un emirato islamico simile all’Afghanistan in tutto il Nord del Caucaso, ai confini con la Russia. Cosa che Mosca non può (né vuole) permettere.
- Martedì 19 Ottobre 2010

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