
Parata di missili dell'esercito iraniano (Credits: Epa/Str)
Anche se né Washington né Gerusalemme hanno finora scatenato raid aerei contro i siti nucleari iraniani non si può certo dire che tra Teheran e i suoi nemici regni la pace. In settembre il virus informatico Stuxnet, forse “costruito” in Israele, pare abbia bruciato la memoria dei sistemi informatici della centrale nucleare di Busher e di molti laboratori di ricerche atomiche.
Il mese precedente una triplice esplosione, attribuita da Teheran a una fuga di gas, aveva distrutto la villa di Reza Baruni l’ingegnere aeronautico che ha progettato i velivoli teleguidati iraniani.
Nonostante fosse protetto dai pasdaran e la villa di Ahwaz fosse presidiata giorno e notte, Baruni è morto nell’esplosione attribuita ad agenti o incursori delle forze speciali, forse gli stessi sabotatori esperti che il 12 ottobre hanno distrutto le rampe di lancio dei missili balistici Shahab 3 nella base missilistica sotterranea di Imam Alì vicino a Khorramabad, nella provincia iraniana occidentale del Lorestan. Anche in questo caso, tre esplosioni in rapida successione (quasi una firma) che Teheran ha attribuito a un incidente che ha provocato la deflagrazione di un deposito di munizioni ammettendo la morte di 18 pasdaran e il ferimento di altri 14.
I fedelissimi Guardiani della Rivoluzione, punto di forza del regime di Mahmoud Ahmadinejad, gestiscono le armi di distruzione di massa e utilizzano la base Imam Alì, sui monti Zagros, per la deterrenza strategica. I missili Shahab-3, l’arma più importante dell’arsenale iraniano in grado di colpire con testate convenzionali, chimiche e atomiche, obiettivi situati fino a circa 1.500 chilometri.
Dalla base super protetta e difesa dai missili antiaerei russi Tor M-1, sono a tiro Baghdad (400 chilometri), tutte le basi anglo-americane in Iraq e nel Golfo e Tel Aviv (a 1250 chilometri): una caratteristica che rende (anzi rendeva) la base Imam Alì idonea a scatenare la rappresaglia in caso di incursioni aeree statunitensi o israeliane sui siti atomici iraniani.
Secondo il sito internet israeliano di intelligence Debka, vicino ai servizi segreti di Gerusalemme, le esplosioni sono avvenute nei tunnel che collegano le rampe di lancio sotterranee, distruggendole e rendendo così la base non operativa per molto tempo.
Come sempre nelle “guerre segrete” è difficile attribuire con certezza delle responsabilità ma vale la pena ricordare che la base Imam Alì è esplosa alla vigilia della visita di Ahmadinejad in Libano, considerata una provocazione a Gerusalemme. Una “coincidenza” non irrilevante.
Inoltre gli Stati Uniti hanno varato nell’aprile scorso un inasprimento delle operazioni segrete della Cia e delle forze speciali in alcuni Paesi, Iran incluso. Da non sottovalutare, infine, il ruolo dei servizi segreti sauditi e degli emirati del Golfo che temono l’aggressivo espansionismo iraniano forse più di Israele e sostengono i gruppi di opposizione armata arabi attivi nelle province occidentali iraniane.
- Martedì 19 Ottobre 2010

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Commenti
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Il 19 Ottobre 2010 alle 19:27 jimmie01 ha scritto:
Gaiani, chiunque sia stato ( El Mossad con l’ intelligence dei satelliti spia USA e la collaborazione, come hai scritto tu, dei servizi di altri Paesi del ” cincondario ” ), una cosa e` chiara, gli Iraniani hanno fatto la figura dei polli. In casa loro, le truppe d’elite non sono state in grado di garantire la sicurezza dei siti e delle persone. LOL.
Il 20 Ottobre 2010 alle 12:53 p.a.d ha scritto:
Jimmie… il tuo commento mi sembra quanto mai furviante ed opportunista!
Sapevi benissimo che le truppe d’elite, in quel mentre, erano impegnate nella lapidazione quotidiana di qualche giovane donna che aaveva illcitamente chiesto d’essere trattata come un essere umano.
Davvero, non capisco questo tuo modo di fare che colpevolizza i miliziani iraniani, notoriamente più preparati di qualunque Gi-Joe americano…
……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… =8P
Il 20 Ottobre 2010 alle 18:34 anna.one ha scritto:
Il pericolo di rappresaglie contro le nostre e NATO truppe nella regione e’ il motivo principale per cui le installazioni nucleari iraniane non sono state fatte saltare con air raids….ma dal 7 luglio 2008, e’ stato reso pubblico che il Congresso aveva accolto la richiesta del presidente Bush di finanziare una grande escalation di operazioni segrete contro l’Iran, secondo le fonti attuali e gli ex militari, di intelligence, e congressuali. Queste operazioni, per le quali il presidente ha cercato fino a quattrocento milioni di dollari, sono state descritte in un Presidential Finding firmato da Bush, e sono volte a destabilizzare la leadership religiosa del paese. Le attivita’ segrete comportano il sostegno della minoranza araba Ahwazi e gruppi baluchi e di altre organizzazioni dissidenti. Esse comprendono anche la raccolta di intelligence sul programma sospetto di armi nucleari dell’Iran.
Le operazioni clandestine contro l’Iran non sono nuove. Le Special Operations Forces, Joint Special Operations Command (JSOP) e la CIA, hanno condotto le operazioni transfrontaliere dal sud dell’Iraq, con l’autorizzazione presidenziale, dal 2005.
E poi c’e’ Mossad….he! he! he!
Il 20 Ottobre 2010 alle 23:23 jimmie01 ha scritto:
Credimi, Pad, non era mia intenzione fuorviare alcuno,avevo dimenticato che erano dediti alla lapidazione quotidiana. Ti prego di voler accettare le mie scuse. Ti prometto che la prossima volta staro` piu` attento a quel che scrivo e mi impegnero` appieno a che nessuno sia fuorviato dai miei commenti. Hasta luego!!
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