
Guardie private della società britannica Aegis proteggono una base italiana a Shindand (Credits: Gianandrea Gaiani)
La legge voluta dal presidente afghano Hamid Karzai che mette al bando le società di sicurezza private rischia di far saltare centinaia di progetti di sviluppo e ricostruzione (per un valore di 1,5 miliardi di dollari) curati da agenzie e organizzazioni internazionali che impiegano personale privato per la sicurezza.
Finora le pressioni occidentali sono riuscite a far cancellare dalla lista le società, per lo più anglo-americane, che proteggono ambasciate, basi militari, sedi, residenze e convogli diplomatici. Obiettivi troppo importanti per affidarli agli agenti afghani male armati e certo privi dell’addestramento specifico richiesto ai professionisti della sicurezza. Tutte le altre società dovranno chiudere entro l’anno mettendo a rischio il lavoro di oltre 20 mila afghani su circa 40 mila impiegati in un settore che contava 52 società di sicurezza per metà afghane, otto delle quali già costrette a chiudere.
Secondo il Washington Post sono a rischio anche progetti chiave per la strategia della Nato come i programmi a sostegno agli agricoltori e la conversione delle colture dal papavero da oppio a zafferano e grano, considerati essenziali nell’ambito dello sforzo per stabilizzare le province meridionali di Helmand e Kandahar e quelle orientali.
Un altro funzionario statunitense sostiene che “le conseguenze del divieto saranno catastrofiche perché questi progetti sono essenziali per la strategia contro l’insorgenza”. La Development Alternatives Inc. ha già informato Usaid (l’agenzia di Washington per lo sviluppo) che intende chiudere 330 progetti, per un valore di 21 milioni di dollari.
Mentre,l’International Relief and Development di Washington (che gestisce progetti nel settore dell’agricoltura per 431 milioni di dollari) sta valutando soluzioni alternative per non interrompere l’impegno in Afghanistan.
In agosto Karzai aveva dato 4 mesi di tempo per abbandonare l’Afghanistan alle Private Security Companies che garantiscono la sicurezza di organizzazioni non governative, aziende impegnate in progetti di sviluppo e nella scorta ai convogli che trasportano rifornimenti per le truppe Nato presenti nel Paese. L’obiettivo ufficiale del governo afghano è affidare questi compiti alla polizia nazionale in vista del trasferimento delle responsabilità in materia di sicurezza previsto per il 2014.
Gli agenti afghani però non sono addestrati a questi compiti e la forte corruzione unita alla massiccia infiltrazione talebana tra le loro fila rischia di compromettere la sicurezza invece di garantirla. Kabul non sembra voler cedere su questo provvedimento adducendo le lamentele di molti cittadini per il “grilletto facile” di molti contractors e perché alcune compagnie sono sospettate di aver pagato i talebani per far transitare senza ostacoli i convogli in aree sotto il controllo degli insorti.
Le motivazioni di Karzai potrebbero essere anche di ben altra natura. Accentrare nelle mani del governo il gigantesco business della sicurezza significa spartire potere, incassare e distribuire denaro, favorire clientele e amicizie ma anche poter esercitare un’autorità diretta sulle organizzazioni internazionali attive in Afghanistan gestendone la sicurezza.
La questione è ritenuta di importanza strategica negli ambienti occidentali e ai negoziati col governo afghano partecipano direttamente l’ambasciatore Usa Karl Eikenberry, il rappresentante civile della Nato Mark Sedwill e l’inviato delle Nazioni Unite Staffan de Mistura.
Finora l’unica apertura che le autorità afghane sembravano disposte a concedere era uno slittamento di ”pochi mesi” dell’entrata in vigore del divieto per definire il trasferimento delle responsabilità in materia di sicurezza alle forze afghane. Dopo gli incontri ad alto livello con i rappresentanti della comunità internazionale, domenica Karzai sembra aver aperto a un compromesso chiedendo una lista dei programmi di ricostruzione e sviluppo che necessitano di sicurezza in vista di una nuova valutazione.
- Lunedì 25 Ottobre 2010

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.