
Barack Obama in una recente comizio in California (Credits: Ansa/Alex Gallardo)
Le elezioni di Medio Termine (si sa) sono un referendum su Barack Obama. I repubblicani (conosciamo anche questo) dovrebbero vincerle senza grosse sorprese: l’unica incognita è se controlleranno solo uno oppure entrambi i rami del Congresso. I democratici (come abbiamo appreso da tempo) lotteranno con le unghie fino all’ultimo per non perderli.Il Presidente (abbiamo visto) si è speso in prima persona, anche negli ultimi giorni, per rivitalizzare un elettorato per metà deluso e per l’altra già sicuro della debacle. Tutto chiaro? No. Quello che non sappiamo è che Barack Obama potrebbe volere la sua sconfitta e quella del suo partito.
Perché un tale moto di masochismo politico? Perché in questo modo Barack Obama sarebbe quasi certo di essere rieletto alle presidenziali del 2012. Provare, per credere, verrebbe da dire. Non è un paradosso, ma una delle valutazioni che vengono fatte all’inizio dell’ultima settimana di campagna elettorale. Un’ipotesi avanzata da alcuni analisti interpellati dal New York Times.
Il ragionamento è semplice. Barack Obama e i democratici hanno governato negli ultimi due anni, portando sulle loro spalle il fardello di un Paese alle prese con la più grave crisi economica da decenni e con due guerre da combattere (e terminare). La Casa Bianca e il Congresso (dipinto di blu) hanno fatto le scelte (impopolari e spesso inefficaci) che hanno determinato un’ondata di disillusione e sfiducia nell’elettorato che li aveva sostenuti.
Il Gop - all’opposizione - ha avuto gioco facile a sparare ad alzo zero contro Barack Obama, Nancy Pelosi e Harry Reid, indicando in loro, e solo in loro, i responsabili del Disastro. E’ questa la strategia che permetterà ai repubblicani di vincere il Midterm. Ma quando saranno tornati nella cabina di regia - è la previsione degli analisti - non potranno più agire nello stesso modo, dovranno assumere un altro atteggiamento, saranno costretti - in qualche caso - a essere corresponsabili delle decisioni della Casa Bianca.

Barack Obama e il leader dei democratici al Senato Harry Reid (Credits: Ansa/Daniel Gluskoter)
Il formidabile fuoco di fila repubblicano sparato contro Barack Obama in questi due anni, cesserebbe, o diminuirebbe. Il presidente e i leader della nuova maggioranza sarebbero costretti a trovare un terreno d’intesa. Di fronte all’opinione pubblica, Obama non sarebbe più l’unico responsabile. E’ vero che non potrebbe più varare riforme targate completamente partito democratico, ma ormai, in quel senso, il più è fatto. Le altre riforme, se riuscirà, le farà con i repubblicani.
E - dicono sempre gli analisti - il dialogo con loro lo salverà (lui, centrista) dall’anima liberal del partito che ha molto influenzato le sue scelte negli ultimi 24 mesi. Mollata la zavorra più progressista, potrà tornare a piacere agli elettori indipendenti. Se, invece, non troverà un canale di dialogo con i repubblicani, addosserà loro la colpa di non potere fare le riforme.
“Se i repubblicani prendono il Congresso, le possibilità per Barack Obama di vincere con facilità le elezioni del 2012 diventano maggiori” - ha detto Steven M. Gillon, dell’Università dell’Oklahoma al Nyt. Per gli analisti, la prova è nella Storia (passata). Quando il Gop conquistò Senato e Camera dei Rappresentanti nel 1994, di fatto, determinò la rielezione di Bill Clinton alla Casa Bianca. Invece che essere danneggiato, lui si avvantaggiò di quella sconfitta. Per questo, dicono gli scienziati della Politica, Barack Obama dovrebbe sperare di essere sconfitto nel Midterm.
E poi, neanche troppo in fondo, gli americani preferiscono che i due poteri (legislativo ed esecutivo) si controllino a vicenda. Un Congresso nelle mani dei Democratici rende troppo forte Obama. Un presidente “frenato” da un parlamento in mano al Gop potrebbe essere tranquillamente rieletto.
Da Washington, a una settimana dalle elezioni, arriva l’ennesimo paradosso. La speranza nella sconfitta.
- Lunedì 25 Ottobre 2010

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Commenti
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Il 25 Ottobre 2010 alle 16:45 anna.one ha scritto:
Il problema sara’ che mentre il presidente Clinton si sposto’ al centro (1995 Welfare Reforme etc.) e collaboro’ con il nuovo Congress repub e’ quasi certo che Obooby si spostera’ ancora piu’ a sinistra.
Oh, e il Congress e’ in mano dei dems dal 2006, cio’ vuol dire che dal 2006 hanno bloccato tutte le iniziative del presidente Bush, una in particolare, la riforma di Freddie e Fannie ignorata ben 17 volte dai dems nel 2008 (riforma richiesta dal 2001, ripetuta nel 2005 e bloccata sempre dai dems).
Il 25 Ottobre 2010 alle 16:52 anna.one ha scritto:
Obama centrista? He’s anything but a hard-left ideologue!
Il 25 Ottobre 2010 alle 17:03 anna.one ha scritto:
Se Obozo veramente vuole che il suo partito perda per essere rieletto, sono certa che i dems, visto il collasso totale…gliene saranno “grati”, hanno gia’ incominciato:
This morning on WPRO Radio Providence, Democratic Rhode Island gubernatorial candidate Frank Caprio, whom President Obama has not endorsed, lashed out.
“I never asked President Obama for his endorsement and what’s going on here is really Washington insider politics at its worst,” Caprio said. “He can take his endorsement and really shove it as far as I am concerned.”
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