
(Credits: Ansa)
La nota aggiuntiva che anticipa il Bilancio della Difesa per il 2011 ridimensiona le prospettiva di ulteriori pesanti tagli dei quali si era parlato in estate ma non migliora l’asfittica condizione delle forze armate. Il bilancio complessivo sarà pari 20,5 miliardi di lire (1,27 del Prodotto interni lordo) con 30 milioni in più rispetto al 2010 ma questa cifra comprende anche lo stanziamento per i Carabinieri e quindi la sicurezza interna (5,74 miliardi con un aumento di 145 milioni rispetto al 2010) e altre voci che assorbono complessivamente oltre 6 miliardi.
I fondi assegnati alla “Funzione Difesa”, cioè quelli realmente gestiti dalle forze armate, saranno 14,32 miliardi, lo 0,2 per cento in più rispetto al Bilancio 2010. In termini reali e al netto dell’inflazione si tratta però di una riduzione dell’1.2 per cento, minima se confrontata con i pesanti tagli attuati ai budget militari dal resto dell’Europa (a Londra e Berlino dell’8 per cento).
L’Italia però spende da sempre per la Difesa molto meno di Francia, Gran Bretagna e Germania che hanno bilanci compresi tra i 32 e i 40 miliardi di euro e a Roma una drastica riduzione era già stata attuata dal governo per l’intero triennio 2009-2011.
Già da alcuni anni infatti la percentuale del Pil dedicata alle forze armate è al di sotto dell’1 per cento (nel 2011 sarà lo 0,89) contro un minimo del 2 per cento raccomandato dalla Nato ai Paesi membri.
Le spese per il personale assorbiranno i due terzi delle risorse, ben 9,43 miliardi (+0,9%) nonostante una riduzione di 586 militari e circa 1.750 dipendenti civili della Difesa: l’anno prossimo i militari in servizio nelle tre Forze Armate saranno 178.571, troppi per le risorse e i mezzi disponibili con il risultato di pagare stipendi a militari sempre meno operativi.
I fondi per acquisire nuovi mezzi (Investimenti) saliranno a 3.45 miliardi, 266 milioni in più rispetto a quest’anno (+8,4 per cento). Tra i programmi più costosi vi sono 471,8 milioni per il cacciabombardiere F-35, 309,5 milioni per gli elicotteri Nh-90, 178,3 per ammodernare i Tornado, 164,3 milioni per i due nuovi sommergibili U-212 e i 137 milioni per i nuovi elicotteri CH-47F dell’Esercito.
Necessario anche l’avvio dei programmi per una nave ausiliaria e una portaelicotteri per operazioni anfibie impiegabili dalla Marina anche in operazioni di soccorso a popolazioni colpite da calamità.
A questo denaro vanno aggiunti i tradizionali stanziamenti del Ministero per lo sviluppo economico che secondo Il Sole 24 Ore nel 2011 dovrebbero attestarsi intorno ai 900 milioni (300 in meno del 2010) con i quali acquistare i caccia Typhoon, i je6t d’addestramento M-346, i blindati Freccia e le fregate Fremm delle quali 6 ordinate ma ne occorrono altre 4, da confermare entro aprile 2013, per mantenere le attuali capacità navali.
Anche l’anno prossimo verranno decurtate le già scarse risorse per l’Esercizio, cioè per addestramento dei reparti, manutenzione e gestione di mezzi e infrastrutture per i quali verranno stanziati appena 1,4 miliardi contro il già basso 1,72 del 2010. Un taglio del 18,2 per cento che ridurrà la capacità di mantenere a un decente livello addestrativo i reparti ormai privi persino di carburante e munizioni.
Molti blindati sono fuori uso e mancano i soldi per i ricambi, i 200 carri Ariete hanno le manutenzioni scadute e non sono più operativi mentre i piloti dell’Aeronautica si addestrano ormai quasi solo sui simulatori di volo e la Marina lamenta carenze di nafta e ricambi.
Scarseggiano le munizioni anche per preparare i reparti destinati a operare in Afghanistan e Libano che peraltro sono gli unici che riescono ad addestrarsi decentemente grazie ai fondi governativi che finanziano le missioni all’estero.
L’aspetto paradossale è quindi che si riescono a trovare i fondi per acquistare nuove armi ed equipaggiamenti (accontentando l’industria nazionale) che le forze armate avranno difficoltà a gestire per mancanza di risorse e addestramento.
- Martedì 26 Ottobre 2010

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