
Marina Silva (Credits: msilvaonline by Flickr)
Alla fine ha deciso di non appoggiare nessun candidato al ballottaggio per le presidenziali in Brasile in programma il prossimo 31 ottobre. Marina Silva, 52 anni, ex ministra dell’ambiente del governo Lula, che con il suo Partido Verde è arrivata terza al primo turno con il 19,55% dei voti, preferisce adesso una posizione che lei stessa definisce “di indipendenza” perché ha ritenuto “insufficienti” le offerte degli altri due candidati, la superfavorita Dilma Rousseff, la “delfina” di Lula, e José Serra del PSDB, il Partito della socialdemocrazia brasiliana.
Panorama.it l’ha intervistata nel suo Quartier Generale di Villa Madalena, il cuore culturale, ambientale ed un po’ hippie di San Paolo. Per cercare di capire qualcosa di più della sua “onda verde” che ha sparigliato i pronostici elettorali di sondaggisti e politologi verde-oro.
Marina, lei andrà a votare il prossimo 31 ottobre o annullerà il suo voto in nome dell’“indipendenza”?
Sì andrò a votare, e di certo esprimerò una preferenza tra i due candidati in base alle mie convinzioni e alla mia coscienza.
Ci può dire per chi voterà?
No, il voto è segreto ma, di certo, prenderò un aereo per andare nell’Acre, a Rio Branco dove ho la mia residenza elettorale, per fare il mio dovere di cittadina. L’ultima parola per il 31 resta comunque all’elettore, soprattutto ai quasi 20 milioni che mi hanno votata al primo turno e che ringrazio. La mia speranza è che tutti riescano ad elevare il livello della campagna per fare, finalmente, un po’ di politica con la “p” maiuscola.
Perché nessuna indicazione di voto e quest’escamotage dell’indipendenza che sa tanto di neutralità?
Non è neutralità ma semplice coerenza. Noi del Partito Verde abbiamo condotto una campagna basata su un programma preciso. Nel secondo turno, abbiamo presentato sia a Dilma che a Serra una decina di punti su ambiente, sviluppo, educazione, ruolo dello Stato, che a nostro avviso sono i migliori per entrambi. Il nostro contributo è programmatico e non improntato ai vecchi modi di far politica, basati sulla contrattazione di poltrone o sui rapporti personalistici. Inoltre, quando dico indipendenza, e sia ben chiaro, è una scelta del partito, l’elettore è libero di scegliere tra le due opzioni, è lui che dovrà votare in modo responsabile.
Queste sono le prime elezioni in cui per il Brasile si concretizza l’ipotesi di una presidente donna. A suo avviso Dilma Rousseff resta la superfavorita?
Dal punto di vista personale ho grande rispetto e amicizia per la ministra Dilma così come ho rispetto e amicizia per il governatore Serra. Il problema è che abbiamo una visione diversa. Per me loro sono molto simili tra di loro, entrambi sono progressisti a ogni costo, non sono stati capaci di comprendere la sfida di questo nuovo secolo che consiste nell’integrare l’ecologia e l’economia nello stesso processo e non sottomettere la prima alla seconda.
Come può parlare di indipendenza se l’ex candidato verde a sindaco di Rio Fernando Gabeira ha dichiarato ai quattro venti il suo appoggio a Serra?
Gabeira non si è espresso in nome del partito. Certo, è un nome importante dei Verdi come quello di Fabio Feldmann, un altro che ha dichiarato il suo appoggio per Serra, ma molti altri stanno appoggiando la Rousseff, come ad esempio l’onorevole Sarney Filho. Tanti del Partito Verde voteranno per Dilma, glielo posso garantire.
Che progetti ha per il suo futuro politico?
Continuare la mia lotta per la sostenibilità, come professoressa, da cittadina, da politica, da casalinga. Dove vogliono che io sia io ci sarò per dare il mio contributo. Il mio impegno intergenerazionale è di lasciare ai nostri, figli nipoti e pronipoti un mondo migliore di quello che noi abbiamo trovato.
Nessuno dava credito alla sua candidatura e invece …
Quando Lula assieme ad altri creò il suo Partido dos Trabalhadores, il PT, le persone dicevano che non sarebbe evoluto in nulla. E lo stesso sentivo dire sino a qualche settimana fa del Partito Verde. Lascio a lei giudicare come sia andata a finire in entrambi i casi.
- Mercoledì 27 Ottobre 2010

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Commenti
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Il 27 Ottobre 2010 alle 14:33 e.fumagalli ha scritto:
E’ solo un esempio di vera libertà di scelta. Assurda la domanda dell’intervistatore, direi ipocrita (la ringrazio ma per adesso le domande le faccio io, nda), chi optava per i verdi, salvo per altri interessi, non può che sostenere Dilma il minore dei mali, Comunque la Marina ha ragione “Che fretta c’è” a lungo andare lo capirà pure il popolo, deve maturare e sta maturando. Il comunismo è morto, fa paura un fantasma, a hollovee, la festa delle zucche vuote. Prossimamente su tutti gli schermi per la gioia degli xxx. Napolitano, la nostra figura più rappresentativa, oggi in Cina, ha dimostrato intelligenza. L’ignoranza dei midia berlusconani a sotterrarlo, mistificarlo (e a dare spazio a lei che riempie di insulti ovunque mette piede, nda).
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