
(Credits: Epa/Gerard Julien)
L’audio messaggio diffuso dalla tv araba Al Jazeera in cui Osama bin Laden minaccia i francesi è stato autentificato ieri. E sempre ieri i francesi hanno anche lasciato trapelare la notizia che inizieranno il ritiro delle loro truppe in Afghanistan nel 2011. Ma, secondo il ministero della Difesa d’Oltralpe, le due cose non sono assolutamente collegate.
Il ministro della Difesa, Herve Morin, in un’intervista alla stazione radio RTL ha dichiarato ieri che la Francia comincerà con il trasferire il controllo di certi distretti sin dal prossimo anno: “C’è una data fissata dalla Nato nel contesto della sua nuova strategia. E quella data è l’inizio del 2011″, quando “trasferiremo un’intera serie di distretti agli afgani”. Una strategia comune della Nato, dunque, e non una decisione presa singolarmente da Parigi: “All’inizio del 2011 potrebbe esserci l’inizio dei primi ritiri delle forze alleate dall’Afghanistan”, ha aggiunto il ministro della Difesa di Parigi.
Ma il dubbio di molti è che la Francia si sia lasciata condizionare dalle minacce del leader qaedista, che chiedeva a Parigi proprio un ritiro immediato dall’Afghanistan. La decisione di cominciare a ritirarsi “non è assolutamente collegata” all’audio messaggio di Osama bin Laden, ha più volte insistito il ministro.
E da Montreal, il ministro degli Esteri Bernard Kouchner bolla duramente le minacce qaediste come “inaccettabili“, mentre a Partigi il ministro dell’Interno, Brice Hortefeux, dichiara che “la minaccia (qaedista) è reale” e che le forze dell’ordine francesi “vigilano e vigileranno” come sempre. Ma l’idea è che, anche se il ritiro dall’Afghanistan era già in programma, il “Messaggio al popolo francese” di Osama bin Laden abbia fatto crescere la tensione all’interno del Paese, che ha recentemente vissuto una serie di allarmi rossi anti-terrorismo in aeroporti e stazioni e, persino, sulla Torre Eiffel.
- Venerdì 29 Ottobre 2010

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