- Tags: Afghanistan, droga, guerre di pace, Russia, Segei Lavrov
- Un commento

(Credits: AP Photo/Amir Shah)
La Russia torna in Afghanistan, ma questa volta con il pieno appoggio di Stati Uniti e Nato. Mosca ha più volte garantito che non intende unirsi ai contingenti internazionali a guida Nato che combattono nel conflitto afgano, ma la lotta alla droga resta per la Russia un obiettivo prioritario e al tempo stesso un valido pretesto per mantenere una forte presenza militare in Asia centrale. La Russia aveva più volte accusato gli alleati di non combattere seriamente la produzione di oppio e il traffico di droga in Afghanistan.
La svolta è stata accolta con soddisfazione a Mosca e, a questa ha fatto seguito l’annunco che i russi hanno offerto di inviare in Afghanistan uomini dei reparti antidroga per affiancare gli afgani nei due centri analisi costituiti dalla Drug Enforcement Agency statunitense.
L’unico a non gradire l’intervento russo contro i narcos è stato il presidente afghano Hamid Karzai che ha denunciato l’operazione come una violazione della sovranità afghana.
Al di là della lotta alla droga pare evidente che Mosca punti a ricoprire un ruolo crescente in Afghanistan come dimostrano le forniture di armi ed elicotteri a Kabul (pagati da Washington) e gli accordi in via di definizione con la Nato per rifornire attraverso il territorio russo le forze alleate che potrebbero così ridurre il peso dei sempre più pericolosi e inaffidabili corridoi logistici pakistani.
La Russia è già impegnata in attività di addestramento di militari e agenti antidroga afghani e sta negoziando la fornitura di diverse dozzine di elicotteri in supporto alle forze della coalizione. Secondo il quotidiano britannico Independent un accordo tra Nato e Russia verrà formalizzato al vertice di Lisbona del 19 e 20 novembre e dovrebbe prevedere anche l’addestramento con istruttori russi dei piloti di elicottero afghani e il via libera al transito di armi e munizioni dirette alle forze della coalizione in Afghanistan.
Nonostante il crescente coinvolgimento sul fronte afghano, il ministro degli esteri, Sergei Lavrov, ha escluso un ritorno dell’esercito russo in Afghanistan. Lavrov ha dichiarato che “le nostre truppe non torneranno in Afghanistan. Questa è la nostra posizione immutabile”. Almeno per ora…
- Mercoledì 3 Novembre 2010

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Commenti
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Il 13 Novembre 2010 alle 0:02 Circolo Luce Del Sud » Nato – Russia: nuovo patto per stabilizzare l’Afghanistan ha scritto:
[...] Il ritorno dei russi in Afghanistan comporterà vantaggi economici per Mosca (che incassa 1.800 dollari per ogni vagone ferroviario in transito sul suo territorio) e non sarà ovviamente incondizionato sul piano politico-strategico dove sono molti i temi di confronto. [...]
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