- Tags: colonie, Generazione Tel Aviv, Israele, Usa
- 2 commenti

Obama e Netanyahu (credits: AP Photo/Pablo Martinez Monsivais, file)
Negli Usa i Democratici hanno perso le elezioni di Medio Termine. Visto da Israele, resta da chiedersi se questa sconfitta di Obama potrà avere qualche conseguenza nelle relazioni tra Washington e Gerusalemme.
Com’è noto, i rapporti tra Barack Obama e il primo ministro Benjamin Netanyahu non sono dei migliori: più volte il governo israeliano ha mandato gli americani su tutte le furie approvando nuove costruzioni nelle colonie nei Territori Occupati. Poi però Netanyahu ha accontentato gli americani, a fasi alterne, approvando delle moratorie, o “congelamenti”, degli insediamenti.
Adesso che Obama si trova in minoranza al Congresso cambia qualcosa per Israele? Un’analisi interessante la offre il commentatore Aluf Ben su Haaretz di oggi
Le elezioni americane possono spingere [Netanyahu] a prendere una decisione: rispondere alla pressione americana e congelare ancora una volta gli insediamenti, oppure dire di no a Obama e fare squadra con la sua coalizione di destra e i suoi sostenitori Repubblicani al Congresso per “preservare la Terra di Israele” e andare avanti con gli insediamenti.
In altre parole: più Repubblicani in America significa avere più colonie in Cisgiordania? E’ ancora presto per dirlo. Certo che Aluf Benn potrebbe avere ragione.
- Mercoledì 3 Novembre 2010

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 3 Novembre 2010 alle 20:13 indigesto ha scritto:
Non penso, gentile Dottoressa, che Israele abbia interesse ad aprire altri fronti nella sua politica dell’immediato. E’ abbastanza forte per connotarla con le sue ragioni, o comunque non è così debole da dover pendere perennemente dalla volontà altrui. Di frontiere incerte ne ha fintroppe, almeno quanto territorio hanno gli arabi palestinesi, dentro e fuori della cosiddetta “palestina”. I contorcimenti degli osservatori politici lasciano sempre il tempo che trovano. Saluti.
Il 4 Novembre 2010 alle 21:24 anna.one ha scritto:
I cambiamenti attesi in posizioni chiave nella House, sono quelli del nuovo whip, Eric Cantor (Va) - l’unico ebreo repubblicano alla House, e il nuovo presidente degli Affari Esteri, Rep. Ileana Ros-Lehtinen (Fl), che probabilmente seguiranno l’esempio degli attuali leader della maggioranza Stanley Hoyer (D-MD) e per gli affari esteri Howard Berman (Ca), che sono costanti sostenitori dello stato ebraico.
Con la Rep. Ileana Ros-Lehtinen alla guida della commissione affari esteri, e una maggioranza di repubblicani in sintonia con il sistema democratico capitalistico di Israele e le preoccupazioni di sicurezza, si potrebbe prevedere una migliore comprensione della House delle politiche estere che servira’ gli interessi degli USA e il sostegno di Israele per la sicurezza nei confronti dei palestinesi - tra cui Hamas, Siria e Iran.
Si spera che il Parlamento repubblicano usera’ il suo potere della saccoccia per limitare la capacita’ di Obama di spendere il denaro dei contribuenti americani in aiuti per il pozzo senza fondo di denaro palestinese. Gli europei, sauditi e Iran, tutti i finanziatori della PA e Hamas e sostenitori di uno stato palestinese indipendente, saranno lieti di assumere il ruolo degli US.(Giusto? ha! ha!) ma, Obama fara’ del suo meglio per mantenere la sua posizione di “pace-maker”.
Come da una analisi di Rachel Ehrenfeld, egli continuera’ a ignorare le ripetute dichiarazioni dei palestinesi nella loro propaganda in lingua araba che Israele non ha il diritto di esistere. Egli continuera’ a chiudere un occhio per i loro spettacoli televisivi per bambini, che sono pieni di programmi che chiamano per jihad e l’uccisione degli ebrei. Invece, Obama continuera’ a sostenere che e’ possibile ragionare con persone che insistono ad ucciderti.
La maggior parte delle richieste palestinesi sono state soddisfatte da questa, e le precedenti amministrazioni americane. Essi hanno ricevuto miliardi di dollari in aiuti e con successo generato pressioni su Israele per ulteriori concessioni dannose.
I palestinesi sono abituati a sostenere che Israele e’ l’ostacolo per la pace, e le successive amministrazioni americane, e in particolare questa amministrazione, sono andate con la sciarada, accusando gli israeliani. Eppure, i piani di Obama per la pace in Medio Oriente, e il suo approccio nei confronti di Israele, Iran, Iraq, Pakistan e Afghanistan non hanno vinto amici o rispetto nel mondo arabo musulmano.
Ma un debole Obama a casa non deve essere sottovalutato. Potrebbe sicuramente usare il suo ufficio per esercitare un potere significativo all’estero, e forse costringere Israele a fare concessioni pericolose. Dopotutto ora sappiamo che dell’opinione pubblica americana se ne frega altamente.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.